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Ricordo di Vincenza Russo

Buonasera a tutti e grazie per essere con noi stasera. Quest’anno l’Associazione Culturale Gruppo di Lettura Solofra ha voluto dedicare il Concorso di poesie e racconti brevi ad una nostra illustre concittadina, Vincenza Russo. Molti della mia generazione non hanno avuto il piacere di conoscerla e noi abbiamo bisogno di raccontarci e di raccontare, soprattutto ai giovani, l’altruismo e la generosità che hanno animato questa donna che si è sempre dedicata ai suoi concittadini che nel dopoguerra erano in gravi difficoltà economiche. Chi era Vincenza Russo? Nata nel 1909 e venuta a mancare nel 1983, si ispirò al principio che” l’azione del cattolico deve essere quella di donare, istruire, essere a disposizione degli altri e che senza l’azione si è solo cattolici e ciò è poco”. Proveniente dall’Azione Cattolica, fu  fondatrice a Solofra nel 1948 del CIF (Centro Italiano Femminile), un’associazione femminile a livello nazionale ancora attivo sul territorio che opera in campo sociale, culturale e civile e di cui ricoprì anche la carica di Presidente in Solofra e Consigliere Provinciale. Inoltre, fu presidente dell'ECA (l'Ente di Assistenza Comunale) si poneva lo scopo di assistere all’interno del Comune coloro che si trovavano in condizioni di particolare necessità come assistere e tutelare gli orfani, i minorenni abbandonati, i ciechi e i sordomuti indigenti. 

Negli anni del dopoguerra, quando gran parte della popolazione viveva in condizioni di povertà, attraverso questi due enti si è prodigata con un vasto programma assistenziale rivolto ai suoi concittadini. Invitò anche alcune signore di Solofra ad aderire al CIF come benefattrici e ottenne finanziamenti da alcuni cittadini solofrani che vivevano in America. Fece aderire i medici di Solofra e del capoluogo con visite, distribuzione di farmaci e  radiografie per ammalati di TBC, malattia molto diffusa all’epoca, il tutto gratuitamente. Si   impegnò nella realizzazione della “Casa dei bimbi irpini” a Castiglione di Ravello un centro dove venivano ospitati proprio i figli di coloro colpiti da questa malattia.

Ottenne la refezione scolastica e il doposcuola per i bambini prevalentemente orfani o di famiglie in difficoltà il tutto gestito dalle suore di S. Teresa del rione Sorbo e ottenne colonie montane e marine. A schiere partivano nei mesi di luglio ed agosto i bambini. Quelle montane venivano ospitate in S. Andrea Apostolo dove grazie alla vita all’aria aperta, al contatto con la natura e ad una alimentazione adeguata i piccoli ne traevano enormi benefici.

La sua attenzione si rivolse anche alle giovani madri di Solofra con l’istituzione del consultorio comunale della Maternità Provinciale e un centro di distribuzione dove lei gestiva la mensa per i poveri, per gli orfani e per gli scolari.

Come Delegata Provinciale dell’INIASA (Istituto Nazionale per l’Istruzione e l’Addestramento nel Settore Artigiano) istituì Corsi professionali che ella gestiva per preparare le giovani e i giovani ai mestieri ed introdurli nel mondo del lavoro

Trovò anche il tempo di dedicarsi come corrispondente di vari giornali e di gestire in particolare la rubrica “L’angolo della donna” del Corriere dell’Irpinia nella quale svolgeva dibattiti e incitava le donne a partecipare alla vita sociale e a non chiudersi nelle mura domestiche, per quei tempi un modo moderno di vedere la funzione della donna e che ancora oggi è attuale.

La Solofra ricca di oggi fa fatica a immaginare tutto ciò ma gli anni duri del nostro passato sono una realtà che non si deve dimenticare per dar valore a ciò che oggi abbiamo  e soprattutto non va dimenticato chi ne è stato protagonista. Come ha detto il giornalista Indro Montanelli: “Un popolo che ignora il proprio passato non saprà mai nulla del proprio presente”.

 

(In foto, Gli artigiani mostrano i loro prodotti al sottosegretario del Ministero Industria e Commercio on.Cingolani. Al centro Vincenza Russo. http://www.solofrastorica.it/russovincenza.htm)

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