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Con “Un tram che si chiama desiderio” la Compagnia dell’Eclissi apre la stagione del Teatro 99Posti di Mercogliano.

Sabato 27 e domenica 28 ottobre primo appuntamento per la Stagione 2012/2013 del Teatro 99Posti di Mercogliano che sceglie un grande classico per tornare al pubblico dopo cinque anni d’interruzione dovuta a lavori di ristrutturazione. Sarà, infatti, la Compagnia dell’Eclissi di Salerno con “Un tram che si chiama desiderio” a battezzare il “nuovo corso” dello spazio teatrale irpino, che torna al suo pubblico con un cartellone di otto spettacoli, più due fuori abbonamento, accuratamente scelti per rappresentare tutti i colori del teatro contemporaneo e ospitare le compagnie teatrali indipendenti attualmente più interessanti in campo nazionale.

 

La vicenda è ambientata nella New Orleans degli anni '40, i protagonisti sono una coppia, Stanley e Stella. Lui è un rude polacco dai modi burberi, travolto dalla passione per la moglie Stella. A turbare l’equilibrio arriva Blanche, sorella di Stella, donna dai molti lati oscuri che pian piano andrà svelando, fino a giungere alla pazzia ed al manicomio. La coppia, la cui pace familiare sembra allietata dalla nascita di un bambino, rischierà la rottura per l'incapacità di Stella di accettare il destino di Blanche, il cui crollo è causato anche dalle pressioni esercitate su di lei da Stanley.

 

“Un tram che si chiama Desiderio – spiega Enzo Tota della Compagnia dell’Eclissi - ovvero "Miserie d'America" come titolava il quotidiano L'Adige in occasione dell'edizione 2010 del Sipario d'Oro di Rovereto, è un'opera sull’inadeguatezza e sul disagio esistenziale rivisitato in chiave marcatamente europea. La pièce punta sul contrasto fra anime inconciliabili, espressione di ceti, mentalità e impulsi antitetici. Sullo sfondo il ricordo indelebile di Marlon Brando in canottiera, diretto da Elia Kazan nella versione cinematografica che fu un cult della filmografia degli anni Cinquanta. 99Posti, 99emozioni diverse. È difficile sottrarsi alla curiosità di vederlo”.

 

Molti i premi vinti da questo spettacolo: 20° Festival Internazionale “Castello di Gorizia2010”; 42° Festival Macerata Teatro 2010; 30° Sipario d’Oro 2011 di Rovereto e 3° Festival Nazionale di Teatro “Di Scena a Fasano” 2011.

 

Il Teatro 99Posti ha esordito, nei giorni scorsi, con tre Laboratori teatrali: “…E se fossi un tappeto?” dedicato ai ragazzi; “Dalla sorgente al pozzo” sulla comunicazione verbale e non verbale degli adulti e “In altre parole”, sperimentazione con un team psico-pedagogico per bambini e ragazzi con difficoltà di comunicazione come balbuzie e mutismo selettivo.

 

Sabato 10 e domenica 11 novembre è la volta della compagnia I Cattivi di cuore di Imperia che metterà in scena “From Medea” di Grazia Versani, regia di Gino Brusco. In scena il Co.Ci.S. venerdì 15 e sabato 16 dicembre con una nuova produzione dal titolo “Corto circuito” di Paolo Capozzo, regia di Federico Frasca. Arriva da Giovinazzo (Ba) l’Areté Ensemble che sabato 19 e domenica 20 gennaio porterà in scena la “Medea” di Euripide con la regia di Annika Strøhm e Saba Salvemini. Il quinto appuntamento della Stagione è per sabato 2 e domenica 3 febbraio con il Teatro di legno di Ercolano che metterà in scena lo spettacolo dal titolo La parola “Madre” di L. Imperato e S. Pirone che ne firmano anche la regia. Il 23 e 24 febbraio è la volta dell’Officina Dinamo di Roma con lo spettacolo “Porta chiusa” di J. P. Sartre diretto da Roberto Negri. “La Gerusalata Liberemme” è la riduzione teatrale del "Brancaleone alla crociate" di Monicelli curata da Elda Martino che sarà messa in scena in un’edizione rinnovata dal Co.C.I.S. e dal Teatro 99Posti con la regia di Gianni Di Nardo venerdì 8 e sabato 9 marzo.  La Stagione teatrale si termina il 22 e 23 marzo con la Compagnia dell’Eclissi di Salerno che metterà in scena “Il piacere dell’onestà” di Pirandello con la regia di Marcello Andria.  Fuori abbonamento, infine, due spettacoli del Co.C.I.S., rispettivamente “Diario di viaggi” di Giovanni Di Nardo (30 novembre e 1 e 2 dicembre) e “Giulietta è bionda” di Federico Frasca (12, 13 e 14 aprile).

 

Il costo dell’abbonamento agli otto spettacoli della Stagione teatrale è di 80 euro, il prezzo del biglietto singolo è invece di 15 euro e l’accesso è consentito ai soli soci 99Posti o Associazioni convenzionate. Gli spettacoli del sabato iniziano alle 20,30, quelli della domenica alle ore 18. Il Teatro 99Posti si trova in via Traversa a Torelli di Mercogliano, in prossimità dell’uscita Avellino Ovest dell’Autostrada A16 Napoli Canosa. Per ulteriori informazioni: www.teatro99posti.com.

 

 

Note sullo spettacolo

 

Sabato 27 ottobre, ore 20,30 e Domenica 28 ottobre, ore 18,00

Compagnia dell’eclissi – Salerno

UN TRAM CHE SI CHIAMA DESIDERIO di T. Williams

regia di Marcello Andria

Con: Leandro Cioffi (Mitch), Lea Di Napoli (Eunice), ?Marianna Esposito (Stella), Ernesto Fava (Stanley), ?Geppino Gentile (Il dottore), Andrea Iannone (Steve), Flavia Palumbo (Blanche)

 

PREMI e RICONOSCIMENTI

20° Festival Internazionale “Castello di Gorizia 2010” dove ha vinto i Premi assegnati alla?1) Migliore Attrice Protagonista (Flavia Palumbo), ?2) il Premio Speciale Terzo Teatro, ?3) il terzo posto assoluto nel Giudizio della Giuria e il secondo in quello del Pubblico.

42° Festival Macerata Teatro 2010 dove ha vinto?1) il Premio del Pubblico. Nomination per l’attrice protagonista (Flavia Palumbo e Marianna Esposito)

30° Sipario d’Oro 2011 di Rovereto dove ha vinto il?1) 2) Premio assegnato alla Migliore Attrice Protagonista (Flavia Palumbo e Marianna Esposito) e?3) il Premio per il Migliore Attore Protagonista (Ernesto Fava).?Nomination per la regia (Marcello Andria) e per il Migliore Spettacolo.

3° Festival Nazionale di Teatro “Di Scena a Fasano” 2011 dove?1) ha vinto il Festival,?2) il gradimento del pubblico,?3) la migliore attrice Protagonista (Flavia Palumbo) e?4) la regia (Marcello Andria).

 

LO SPETTACOLO - Creatura fragile e inadeguata, che si tiene aggrappata alla vita mediante gli esili fili del sogno e della finzione, Blanche ha un passato inconfessabile, segnato da un trauma che ha lacerato in modo irreparabile l’illusione giovanile di un amore poetico e puro. Relitto di una famiglia (se non di un’intera classe) in declino, si vede costretta a cedere l’austera dimora degli avi, dove ha conosciuto i fasti del prestigio e del benessere, e trova rifugio nell’alcol e in rapporti occasionali, divenendo oggetto di derisione e ostracismo sociale.
Sola e sconfitta, fugge disperata da quel mondo sordido, per raggiungere la sorella Stella, la quale, lasciandosi alle spalle la casa in rovina, si è rifatta un’esistenza in un’altra città con un immigrato, Stanley, uomo ruvido, inquieto, dall’esplicita e aggressiva virilità. Quando l’azione scenica ha inizio, Blanche irrompe nel microcosmo – molto radicato in un’elementare ma vitale quotidianità – che ruota intorno alla giovane coppia. Presenza spuria e malgradita, genera malumori in particolare nel cognato, che da subito riconosce in lei e nell’instabilità della sua psiche turbata una seria insidia per la quiete domestica. Tramontata anche la possibilità di un’unione con l’ingenuo Mitch, vecchio amico di Stanley che si è lasciato abbagliare dal fascino effimero del suo rango superiore, Blanche subirà dapprima l’oltraggio estremo della violenza carnale, per essere poi espulsa come un corpo estraneo dalla piccola comunità, dove invano ha cercato riparo, e terminare la sua corsa affannosa in una casa di cura.
Dramma di grondante emotività, sempre sospeso sul filo di una tensione e di un furore al confine con l’allucinazione, la pièce punta sul contrasto fra due anime inconciliabili, espressione di ceti, mentalità, impulsi antitetici: l’una aristocratica per nascita e cultura, rappresentata nel momento desolante del tramonto; l’altra, in piena ascesa, concreta e avida di nuovi traguardi. Idealista e raffinata l’una, ma devastata dalla malattia del vivere; sana e rapace l’altra, orgogliosa del proprio vigore. Un conflitto riguardato attraverso la lente deformante di un coccio di vetro, sul cui fondo si deposita il residuo oscuro dell’esistenza e del sogno, del peccato e del senso di colpa: un ‘fondo di bottiglia’ che rimanda i bagliori illusori dell’apparenza e insieme offre un approdo, dolce e inebriante, all’umanità alla deriva. Recidendo i legami con un preciso contesto ambientale, l’adattamento punta a essenzializzare la vicenda e il linguaggio, componendoli in una trama intimistica d’impronta europea, e mirando dritto all’interiorità dei personaggi. La vetrata che descrive il perimetro dell’azione scenica lascia appena trasparire un esterno più simbolico che reale: lo spazio indefinito che Stanley e i suoi amici dominano, l’altrove che Blanche teme e nel quale metaforicamente prima si perde poi scompare.
Un tram che si chiama Desiderio andò in scena al termine di una lunga elaborazione. Tennessee Williams aveva cominciato a lavorarvi nel 1944, prendendo spunto dalla triste vicenda della sorella Rose, ma soltanto nei primi mesi del ’47 propose il dramma ad Elia Kazan, che ne curò un applauditissimo allestimento teatrale a Broadway con Jessica Tandy, Marlon Brando, Kim Hunter e Karl Malden; poi, nel 1951, una ancor più fortunata versione cinematografica (con Vivien Leigh al posto della Tandy), vincitrice di quattro Oscar. Memorabile la prima italiana del Tram, nel 1949 al Teatro Eliseo di Roma, alla presenza dell’autore, per la regia di Luchino Visconti e la scenografia di Zeffirelli, in cui Rina Morelli, strepitosa interprete di Blanche, fu affiancata da Vittorio Gassman, Vivi Gioi e Marcello Mastroianni. (M. A.)

 

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