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Tempo di Quaresima: Domenica I dell’Anno A (2025-26)

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo di Quaresima:  Domenica I dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: Gn 2,7-9; 3,1-7; Sal 50; Rm 5,12-19; Mt 4,1-11

Introduzione: (a) In Matteo ascoltiamo quella che doveva essere la nostra storia secondo il piano di Dio: la fedeltà piena a Dio, come Gesù. Nella Genesi sentiamo come si è sviluppata la nostra storia reale: la ribellione dei nostri progenitori a Dio; nel salmo esprimiamo il dolore per i nostri peccati; in Romani sentiamo che ci ha salvati l’obbedienza amorosa di Gesù al Padre.

(b) Il diavolo tenta Gesù, che, a differenza di Adamo, è obbediente al Padre fino… alla morte di croce (Fil 2). Noi abbiamo seguito il cattivo esempio del primo Adamo. Di tutti i nostri peccati chiediamo perdono al Padre, che ci ha amati tanto da consegnare suo Figlio alla morte per noi.

I – (a) Il Signore Dio creò i nostri progenitori e per loro fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare (9)La loro risposta doveva essere di adorazione, lode e ringraziamento, di confidenza, fiducia e affidamento a Chi li aveva creati e arricchiti di tanti doni naturali (corpo e anima; sensibilità, intelligenza e volontà) e preternaturali (immortalità, assenza del dolore e di malattie, pieno autocontrollo…) e soprannaturali (la partecipazione alla natura e vita di Dio). Dio ha fatto a noi gli stessi doni naturali e soprannaturali. RingraziamoLo e impegniamoci a usarli con fedeltà a Lui. (b) E invece i  progenitori preferiscono credere e Satana, che suggerì: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa  che nel giorno in cui voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e sareste come Dio, conoscendo il bene e il male” (5). In sostanza è come se il diavolo avesse detto: “Dio vi ha detto la bugia che morirete se mangerete del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino (3), perché non vuole che abbiate conoscenza del bene e del male; vi vuole mantenere in stato di minorità e di dipendenza”. Se i nostri progenitori, così superdotati, si sono lasciati ingannare dal diavolo, vuol dire che egli ci sa fare. Quante volte ci siamo lasciati ingannare! Stiamo attenti a non essere mai presuntuosi quando il diavolo ci tenta! (c) Allora la donna … prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò (6). Il risultato fu l’opposto a quello promesso dal diavolo e in linea con l’avviso di Dio: Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e conobbero di esser nudi (7), cioè acquistarono la conoscenza della loro debolezza… E capirono anche che si erano messi contro Dio: Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, …e mi sono  nascosto (Gn 3,10); contro se stessi: conobbero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture (7), perché non avevano più il controllo di se stessi; l’uno contro l’altro: La donna che tu mi hai posto accanto mi ha dato dell'albero (Gn 1,12); Verso tuo marito sarà il tuo istinto,/ ed egli ti dominerà (Gn 3,16), e contro tutte le creature, che avrebbero reso pesante il lavoro dell’uomo: Maledetto il suolo per causa tua!/ Con dolore ne trarrai il cibo/ per tutti i giorni della tua vita (Gn 3,17). Pare di leggere la nostra storia personale di peccati e di castighi, che abbiamo meritati. Non perdiamo mai la coscienza di essere deboli e peccatori e neanche la fiducia nella bontà di Dio. (d) Però Dio non abbandona l’uomo e promette un Salvatore: Io porrò inimicizia tra te e la donna,/ tra la tua stirpe e la sua stirpe:/ questa ti schiaccerà la testa/ e tu le insidierai il calcagno (Gn 3,15). Questo Salvatore, il Messia atteso per millenni, è Gesù: a Giuseppe apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: “Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo. Essa darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati” (Mt 1,20-21). Gioiamo per la misericordia di Dio e per la Sua fedeltà alle Sue promesse, nonostante la nostra cattiveria.

II – 1. (a) Il Vangelo ci fa assistere a tutt’altra scena. Invece che in un giardino, ci troviamo in un deserto. Non più i due progenitori, ma Gesù, l’iniziatore dell’umanità nuova. Gesù, che aveva ricevuto lo Spirito nel battesimo per iniziare la sua missione di salvatore degli uomini e vi si preparò condotto dallo Spirito nel deserto, proprio per essere tentato dal diavolo (1): però ivi potrà stare in intimità col Padre nell’isolamento totale, nella preghiera e nel distacco completo dalle creature, come rivela il fatto di aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti; e, allora, alla fine ebbe fame (2). Il tentatore allora gli si avvicinò (3) e lo tentò. La prima tentazione: “Se sei Figlio di Dio, dì che queste pietre diventino pane” (3). Esattamente il contrario di quello che Gesù farà in seguito perché Egli opererà i miracoli solo per la sua missione e al servizio degli altri, mai per il proprio vantaggio. La seconda: Se tu sei Figlio di Dio, gettati giùe sarai aiutato dagli Angeli (6) - appoggiando la sua sfida con parole della Scrittura, usate in modo distorto -, cioè iniziare la sua missione in modo spettacolare e non nell’umiltà, che Gesù aveva già manifestato di preferire, facendo vita nascosta e5 sottoponendosi al battesimo di Giovanni. La terza tentazione: Tutte queste cose ti darò, se…. mi adorerai  (9), cioè ricevere da Satana il dominio del mondo e compiere la missione servendosi del potere, mentre Gesù rivolge la sua attenzione anzitutto ai poveri e agli emarginati. Se Gesù è stato tentato, non possiamo pensare di esserne esonerati noi. Prepariamoci seguendo l’invito e l’esempio di Gesù: Vegliate e pregate per non entrare in tentazione (Mt 26,41). (b) Gesù respinge le tre tentazioni subito, rifacendosi tutte e tre le volte a passi della S. Scrittura dell’AT, che sono preziosi anche per noi: “Sta scritto: Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio” (4), cioè l’uomo vive anzitutto facendo la volontà di Dio, che la manifesta con la Sua Parola:  “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo” (7), cioè non costringere Dio a intervenire prendendo iniziative contro la Sua volontà. “Vattene, satana! Sta scritto infatti: il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto” (10): queste Parole valgono anche per noi, perché abbiamo bisogno di dare spazio alla Parola di Dio nella nostra vita, a Dio che ci parla attraverso la Parola Scritta (la Bibbia), la Parola Parlata (la predicazione che ascoltiamo), la Parola Interiore (quello che Dio ci suggerisce con le sue ispirazioni), la Parola Vissuta (il buon esempio che gli altri ci danno). Certo non è consigliabile fidarci delle nostre interpretazioni della Parola di Dio nelle varie forme, ma conviene sempre chiedere consiglio a un buon confessore o direttore spirituale per verificarle, dal momento che il diavolo tenta di deformare persino la Parola di Dio scritta, come abbiamo sentito. (c) Allora il diavolo, sconfitto, lo lasciò ed ecco degli angeli… si avvicinarono e lo servivano (11), Gesù; così si ripete quello che avvenne nel battesimo:  Gesù si umiliò per fare la volontà del Padre e il Padre Lo glorificò con la Sua voce e il dono dello Spirito; nel deserto arrivano gli Spiriti buoni, che si mettono al servizio di Gesù. Imitiamo Gesù, se vogliamo riportare vittoria anche noi.

2. (a) Nella lotta contro il diavolo il mezzo principale è certamente la preghiera, il dialogo fra Dio e noi: Dio ci parla in vari modi e noi gli rispondiamo con l’adorazione o ringraziamento o richiesta di perdono o supplica, o altro. (b) L’altro mezzo è il digiuno, che non si intende solo dello stomaco (mortificazione della gola), ma anche degli altri sensi del corpo: udito, odorato, tatto, e soprattutto vista. Un po’ di spettacoli o di TV in meno e avremo più tempo per pregare e metterci al servizio del prossimo. Gesù stesso ha detto: Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno (Mt 17,21, presente solo in alcuni antichi manoscritti). (c) La terza opera della spiritualità quaresimale è la carità verso il prossimo, con la pratica delle opere di misericordia corporale (dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti) e spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i defunti).

III – Romani è una riflessione di S. Paolo sull’opera redentrice e restauratrice di Cristo in contrapposizione all’opera distruttrice di Adamo. Questi, con la sua disobbedienza a Dio, ha introdotto nel mondo la morte, il peccato, la perdita della grazia di Dio, la condanna, la caduta, la trasmissione della situazione di peccatori a tutti gli uomini. Gesù invece con la sua obbedienza al Padre ha portato nel mondo l’abbondanza della grazia di Dio e il dono della giustificazione e la vita eterna. Conclusione: come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti (19)a condizione che crediamo nell’opera redentrice di Gesù, che Lo amiamo con tutto il cuore, che per amor Suo amiamo il nostro prossimo, che osserviamo i comandamenti, vivendo la nostra vita nella linea dell’amore obbediente, che ha caratterizzato la vita di Gesù.

Pensiero eucaristico. La nostra vita è una lotta contro il diavolo, il mondo, la carne. Il diavolo si serve di questi ultimi due per insidiarci, ingannarci e vincerci. Nella Messa ci uniamo a Gesù con l’ascolto orante della Parola di Dio, che ci illumina, e con la Comunione, che porta al massimo la nostra unione con Lui e ci arricchisce di forza straordinaria per lottare e vincere il diavolo. Con Gesù a bordo non affonderemo mai. Raccomandiamoci alla Madonna, a S. Giuseppe, ai santi Penitenti, perché ci ottengano di lasciare sempre nella mani di Gesù il timone della nostra vita: Egli ci porterà con sicurezza al porto del Cielo, al Paradiso. (mons. Francesco Spaduzzi)


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