Tempo Ordinario: Domenica IV dell’Anno A (2025-26).
Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com)
Tempo Ordinario: Domenica IV dell’Anno A (2025-26)
Letture bibliche: Sof 2,3; 3,12-13; Sal 145; 1 Cor 1,26-31; Mt 5,1-12
Introduzione. Gesù è il nostro modello nei pensieri, sentimenti, comportamenti… Nel Vangelo di oggi ci fa conoscere come ci vuole, proponendoci le Beatitudini: dobbiamo essere poveri di spirito, miti, desiderosi di giustizia, misericordiosi, puri di cuore, operatori di pace, pazienti nella sofferenza e nelle persecuzioni che dovessimo subire… Prendiamo coscienza della perfezione di queste disposizioni, convinti che Egli ce le concede come la grazia. Chiediamo perdono delle nostre infedeltà all’inizio del nostro incontro con Lui nella Parola e nell’Eucaristia.
I – Sofonia anticipa in qualche modo le beatitudini, proponendo la Parola di Dio: Cercate il Signore voi tutti, poveri della terra, che eseguite i suoi ordini, e quindi fate la sua volontà, cercate la giustizia, e non commetterete più iniquità e non proferirete menzogna (13); cercate l’umiltà (3) - riconoscere l’infinità di Dio e la propria piccolezza e che tutto il bene viene da Dio -; questo popolo umile e povero (12), il resto d’Israele (13), confiderà nel nome del Signore (12): Dio vuole essere cercato e si fa trovare proprio dai poveri della terra (3). Questi saranno beati: si troveranno al riparo nel giorno dell'ira del Signore (3) e potranno pascolare e riposare in pace senza che alcuno li molesti (13). In sostanza Sofonia dice che cosa Dio vuole dagli uomini per dare loro la pace e il premio: evitare l’iniquità e la menzogna, compiere la volontà di Dio, eseguire i Suoi ordini, praticare l’umiltà e la povertà, che vi è connessa, e la giustizia, alimentare la confidenza in Lui; viene promesso il riparo dall’ira del Signore e quindi la pace. Sono alcune delle tante promesse del Signore nell’AT ai giusti (Lc 1,6) e pii (Lc 2,25), che aspettavano la consolazione d’Israele (Lc 2,3) e la redenzione di Gerusalemme (Lc 2,38) come i vecchi Anna e Simeone.
II – Gesù porta alla perfezione ciò che Sofonia aveva preannunciato. Gesù salì sul monte: si pose a sedere da maestro e si avvicinarono a lui i suoi discepoli (1) e di là offre loro e a tutti gli uomini la Nuova Legge come Dio aveva dato agli Ebrei sul Monte Sinai la Legge antica. Con questo discorso (Mt 5-6-7) Gesù ci indica quali sono le esigenze del Regno di Dio e quali sono le disposizioni interiori, che ognuno deve maturare con la grazia di Dio per entrarci e restarci. Le promesse delle Beatitudini si riferiscono a vari aspetti dell’unica salvezza eterna.
1. (a) Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli (3). Vengono dichiarati beati i poveri di spirito o di cuore (Sal 34,19), cioè coloro che sono distaccati dai beni di questo mondo, che trovano la loro sicurezza in Dio e non nelle creature, che si aspettano tutto dalla misericordia di Dio. Questi poveri fanno parte della grande famiglia di coloro che, in ogni situazione, sono abituati a contare unicamente sull’aiuto di Dio (Sal 40,18). Gesù rifiuta l’idea ebraica di un Regno di Dio, fondato sulla potenza terrena, e mostra come il distacco dalle sicurezze di questo mondo sia la prima condizione per entrare nel Regno. Mentre ascoltiamo le Beatitudini, esaminiamoci se Gesù ci collocherebbe fra i vari “beati”.
(b) Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati (4). Sono quelli che sentono afflizione sia per i loro peccati, sia per le tentazioni e i pericoli, cui sono esposti, sia per i peccati degli altri. Costoro avranno da Dio la consolazione, che sola libera gli uomini dal dolore. Gesù è chiamato Consolazione da Simeone (Lc 2,25), promette un Paraclito o Consolatore nello Spirito Santo (Gv 14,16.26; 15,26; 16,7) e anche la gioia definitiva nell’eternità (Ap 7,17). E le mantiene!
(c) Beati i miti, perché avranno in eredità la terra (5). Mansueti sono coloro che nelle situazioni difficili e afflizioni e nelle ingiurie ricevute non si lasciano dominare dall’ira, ma con pazienza e umiltà si controllano e sopportano e perdonano volentieri, vincendo la violenza dei malvagi con la dolcezza. Gesù dice di sé che è mite e umile di cuore e da Lui abbisogniamo di imparare (Mt 11,29).
(d) Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati (6). Fame e sete indicano desiderio ardente e giustizia la conformità alla volontà di Dio. Sono beati coloro che desiderano ardentemente fare loro la volontà di Dio e che tutti la facciano (cfr. la preghiera del Padre Nostro).
(e) Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (7). Sono coloro che compatiscono le miserie altrui, sia corporali sia spirituali, e cercano di sollevare, aiutare, soccorrere gli afflitti.
(f) Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. (8) Puri di cuore sono i casti, che evitano i peccati sessuali, quelli che lottano per non peccare, e le persone rette e senza doppiezza, che stabiliscono il giusto rapporto con Dio e con il prossimo, impegnandosi a piacere a Dio e non agli uomini.
(g) Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio (9). Sono coloro che amano avere la pace nel cuore e si impegnano affinché essa regni tra Dio e gli uomini e fra gli uomini.
(h) Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli (10). In tutti i tempi i giusti subirono persecuzioni dai malvagi; lo stesso avviene nel Regno messianico. Sono beati coloro che patiscono persecuzioni per il Regno di Dio, per difendere Dio e il rispetto della Sua volontà. I discepoli di Gesù saranno perseguitati per questo: pensiamo ai milioni di martiri attraverso i secoli, fino alle ultime persecuzioni dei comunisti, dei fascisti, dei mussulmani e indù contro i cristiani. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. (11-12).
2. (a) A tutte le beatitudini è promesso in premio il Regno dei Cieli, ma sotto un aspetto diverso: è un regno per i poveri, una terra di infinito valore per i miti, una consolazione per coloro che piangono, un convito per gli affamati e gli assetati, una visione di Dio per i puri di cuore, l’essere figli di Dio per i pacifici, e di nuovo un regno per i perseguitati. “L’albero del regno dei cieli ha le sue radici nella povertà di spirito, e ha per compagna la mansuetudine, cresce per mezzo delle lacrime versate sulle miserie della vita presente e per la (fame e) sete della giustizia; la misericordia, la purità di cuore e l’amore della pace ne sono i fiori e i frutti; esso prende infine nuovo vigore quando viene agitato dalla tempesta della persecuzione e della sofferenza” (Crampon). E’ dolce pensare, e sarà ancora più piacevole gustare, questo Regno, un “luogo” da cui nessuno ci potrà strappare, un banchetto eterno, cui parteciperemo da figli di Dio, saziandoci della visione di Lui, che personalmente ci consolerà asciugandoci le lacrime. (b) Le Beatitudini sono 8 o 9, se si sdoppia quella dei perseguitati. Queste sono le caratteristiche che deve avere ognuno che vuole entrare nel Regno di Dio, che è stato annunciato prima da Giovanni il Battista e poi da Gesù e dovrà essere annunciato dagli Apostoli e da ogni missionario. Tutti devono essere poveri di spirito, affamati di giustizia, miti, pazienti, puri di cuore, ecc. e allo stesso modo tutti avranno l’unico premio del Regno di Dio, ma sotto un aspetto diverso. In esse Gesù ci manifesta il suo rifiuto della mentalità mondana dei suoi contemporanei, che è la stessa d’oggi.
III – Paolo, nello spirito delle Beatitudini, invitava i suoi turbolenti discepoli di Corinto, che egli amava come figli perché li aveva generati alla fede, a riflettere al loro status sociale: non ci sono fra voi molti sapienti dal punto di vista umano - non avevano titoli di studio -, né molti potenti, né molti nobili (26). Eppure Dio aveva scelto proprio loro per farli entrare nel suo Regno e offerto proprio a loro il sommo dono che è Gesù Cristo: Ma quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono (27-28). Per Paolo, dotto e di famiglia benestante, Dio non ha scelto come Suoi “preferiti” persone in vista, ma le persone in quanto tali, disponibili ad aprirsi alla Sua Parola. Anche Gesù fece lo stesso: scelse gli Apostoli, modesti lavoratori, e per mezzo loro diffuse il Vangelo nel mondo. Dio fa cose grandi attraverso piccoli uomini: perché nessun uomo possa gloriarsi davanti a Dio (29): ci conviene ritenerci e tenerci davanti a Dio tutti bassi e con sentimenti di umiltà.
EUCARESTIA. Fidiamoci della Parola di Gesù: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno (Mt 24,35). Egli promise il Regno dei Cieli a quelli che si convertiranno, che assumeranno il suo modo di pensare (la fede) e il suo modo di amare Dio e il prossimo (la carità) e si serviranno dei suoi Sacramenti, e certo tutto si realizzerà. Nel Vangelo Gesù ci fa pregustare la bellezza del Regno dei Cieli e anche la facilità con cui possiamo entrarci perché Cristo Gesù… è diventato per noi sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione (1Cor 1,30). Nel Regno entriamo perché Gesù ce ne ha meritato l’ingresso e ne abbiamo il pegno nei sacramenti e in particolare nell’Eucaristia, in cui ci uniamo a Gesù nostro Salvatore Maestro e Modello. Egli è per noi sorgente di energia per vivere le Beatitudini. Preghiamo la nostra Madre Maria e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e Santi Patroni, che ci ottengano fede, speranza e carità, e uso fedele dei Sacramenti, così da entrare in possesso del Regno dei Cieli. (mons. Francesco Spaduzzi)