Solofra e le Invasioni Digitali
C’è da dirlo, la grande manifestazione con lo scopo di portare alla ribalta il Patrimonio Culturale Italiano attraverso la potenza dei social media, che risponde al nome di “#invasionidigitali”, è stato un successo senza precedenti anche nella città della concia che, insieme agli altri trecento e più eventi creati nel resto del bel Paese, ha materializzato l’innovativa idea partorita da Fabrizio Todisco in collaborazione con la Rete di travel blogger italiani di #iofacciorete, Officina turistica, Instagramers Italia e l’Associazione nazionale piccoli musei.
Un’occasione per esportare oltre i confini locali le bellezze naturalistiche, la cultura, le tradizioni, la storia e l’arte di Solofra, elevandole e rendendole alla portata di un pubblico sempre più ampio e consapevole di poter scorgere un universo nuovo e variegato attraverso la tanto declamata “rete”, con l’utilizzo dei “social media”, vere e proprie piazze virtuali che di anno in anno registrano un trend di crescita ben lontano da qualsiasi tipo di crisi.
Un’opportunità unica colta dall’organizzatore locale, il dott. Giovanni Guacci, laureato in marketing e comunicazione d'impresa, in collaborazione con la dott.ssa Maria Cristina Giannattasio, critica e storica dell’arte, e l’A.S.Be.Cu.So., l’Associazione per la Salvaguardia dei Beni Culturali di Solofra, una realtà consolidata nel tempo già molto attiva sul territorio che vanta diverse e pregevoli iniziative di ampia valenza culturale.
Cittadini come tanti altri, insomma, da sempre impegnati nel sociale per promuovere ciò che oltre l’industria ha da offrire una cittadina dal passato glorioso che, come dice la stessa Giannattasio, “questa volta non può dirsi esclusa da una manifestazione culturale d'impatto nazionale”.
Ma l’invasione solofrana non è stata fine a se stessa, poiché non si è limitata a diffondere attraverso internet le immagini ed i filmati realizzati dai tantissimi partecipanti, ma ha perseguito uno scopo primario che è stato quello di “far conoscere e riscoprire in primis ai solofrani il vasto patrimonio presente nel tessuto cittadino e di trasmettere un forte sentimento di amore e passione per la cultura a tutta la comunità”, come afferma proprio Guacci.
Possiamo asserire senza timore di smentita, allora, che questo scopo sia stato raggiunto pienamente, data l’inaspettata e massiccia affluenza di solofrani che difficilmente in passato hanno preso parte a manifestazioni di questo tipo.
Dopo l’incontro avvenuto in Piazza San Michele e l’invasione di un matrimonio che ha travolto parenti e amici degli sposi, pronti a farsi ritrarre nella cornice a forma di cancelletto appositamente realizzata per l’evento, il gruppo si invasori si è addentrato tra gli stretti vicoli dell’antico Rione Toppolo, culla di archeologia industriale, con le tante concerie, purtroppo dirute, che hanno fatto la storia dell’arte conciaria solofrana. Molti gli scatti dei visitatori, alcuni arrivati da Salerno, che incuriositi e meravigliati dalle strutture hanno apprezzato i diversi interventi della guida Michele De Stefano, membro attivo della neonata “A.B.S.”, Associazione Botanica Solofrana.
Successivamente alla visita tra le concerie c’è stato poi un momento di ristoro presso il pianoro della Chiesa della Madonna del Soccorso dove l’ormai famoso e monumentale tiglio ultracentenario impera fiero, nonostante le tante, forse troppe, difficoltà che negli anni ha incontrato e che purtroppo minacciano la sua stessa sopravvivenza.
Il pomeriggio, invece, è stato dedicato alle visite al Castello longobardo e alla Collegiata. La prima tappa ha visto la partecipazione di un inaspettato numero di solofrani e non, tra i quali anche gli esponenti dell'amm.zione comunale Gabriele Pisano, delegato alla Cultura, e Agata Tarantino, assessore alle politiche sociali, che con entusiasmo hanno letteralmente posto l’assedio all’antico edificio militare, reso fruibile dal lavoro di Agostino e Alessandro De Stefano e di Armando Cirino, soci dell’A.S.Be.Cu.So., che hanno liberato in modo certosino i vecchi sentieri da rovi, piante indesiderate e sterpaglie d’ogni sorta. Al folto gruppo si sono uniti, poi, anche due piloti di droni venuti da Napoli, contattati per l’occasione, Enzo Pace e Fabio Beneduce. I due, infatti, hanno dato spettacolo, conquistando soprattutto i più piccoli, facendo alzare in volo dei sofisticatissimi apparecchi radiocomandati che spostandosi in quota hanno fotografato e filmato l’area interessata dall’invasione digitale. “E’ stato un momento unico ed emozionante”, afferma Alessandro De Stefano, guida dell’A.S.Be.Cu.So. per il percorso storico; “che probabilmente resterà nella storia di Solofra. Vedere così tante persone di ogni età tutte insieme per condividere questo momento di sensibilizzazione e partecipazione culturale significa moltissimo. E’ la realizzazione, seppur momentanea, del nostro grande anelito che vuole il Castello restituito alla fruizione pubblica, cosa oggi non ancora possibile perché di proprietà privata”.
Immediatamente dopo la visita ai ruderi dell’antico maniero, ha avuto luogo un flash-mob pro Castello, messo a punto dalla dott.ssa Marika Manzo, che ha visto ben diciannove persone indossare altrettante t-shirt bianche, ognuna con una lettera a comporre la frase “#liberiamolacultura”, messaggio forte diretto alla società civile e all’amm.zione comunale per una presa di coscienza riguardo alla salvaguardia di un bene culturale che va scomparendo anno dopo anno.
E’ giunta poi la volta della Collegiata di San Michele, dove la dott.ssa Maria Cristina Giannattasio, guida per il percorso artistico, ha sapientemente illustrato e spiegato ai presenti i bassorilievi del portone della Chiesa, le tele del pittore solofrano Francesco Guarini e del padre Giovan Tommaso, incastonate nel meraviglioso cassettonato ligneo e le opere presenti nell’inedita “Cappella dei Bianchi”, coadiuvata in questo ultimo sito anche dal promotore dell’evento, il dott. Giovanni Guacci, che con passione ed emozione ha guidato i presenti alla conoscenza dei “misteri” della secolare tradizione del Venerdì Santo, simboli sacri che raccontano i diversi momenti della Passione e Morte di Gesù.
Un bel fuori programma è stata l’articolata esposizione d’arte e artigianato con le opere di Lello Bonadies, Domenico De Rubeis e Armando Cirino presso la sede Proloco nel Palazzo Ducale Orsini, anch’essa visitata da un buon numero di ospiti.
Un successo condiviso quello delle #invasionidigitali che non resterà isolato stando alle parole degli organizzatori.
Proprio per mantenere viva l’attenzione, l’Associazione per la Salvaguardia dei Beni Culturali di Solofra, infatti, in collaborazione con l’Associazione Botanica Solofrana, per quanto riguarda il progetto del parco storico/naturalistico del Castello, saranno presenti durante le domeniche del mese di Maggio con stand informativi per promuovere la Campagna “Una pietra per il Castello” in Via Felice De Stefano e in Piazza Umberto I.
“Iniziativa di spessore”, dichiara il Presidente dell’A.S.Be.Cu.So. Alfonso Sammarco; “che ci vedrà impegnati, come nel passato, per la salvaguardia del nostro simbolo associativo, il Castello appunto, mettendo a disposizione della cittadinanza il progetto preliminare di recupero e valorizzazione del parco messo a punto dal nostro associato e laureando in architettura Luca Penna, già relatore durante il convegno del Novembre scorso alla presenza dello scrittore statunitense Glenn Cooper, nostro Presidente Onorario e testimonial per la Campagna di fundraising”.
Non si ferma, insomma, la battaglia per la causa pro-Castello e per la salvaguardia dei beni culturali in difficoltà della cittadina conciaria, che si propone di raccogliere sempre più consensi dalla cittadinanza locale, nazionale e, data la collaborazione di Cooper, internazionale.
Alessandro De Stefano
Addetto Stampa A.S.Be.Cu.So.