Associazione Salvaguardia Beni Culturali Solofra
Ci compiacciamo nel leggere la nota dell’Assessore Gerardo De Stefano in data 7 aprile 2013, riguardo al riassetto urbano di alcune delle aree più antiche di Solofra.
Nel concordare su quanto sia importante una vera ed organica riqualificazione, ad esempio, del Rione “Toppolo”, cuore antico dell’arte conciaria solofrana e lampante esempio di archeologia industriale e, allo stesso tempo, su quanto sia fondamentale non sprecare nuovo suolo, ma recuperare l’esistente giunto fino a noi, ci preme ricordare all’Amministrazione e alla società civile che tra questi citati recuperi va inserito il Castello di Solofra, simbolo chiave dei beni culturali cittadini in cattivo stato di conservazione. La decennale, se non addirittura secolare questione dell’antico edificio militare, da diversi anni, è stata presa a cuore dalla nostra Associazione che si è battuta senza risparmiarsi, per ottenere un risultato tangibile circa il recupero e la valorizzazione del Castello e dell’intera area circostante, ancora, sgombra dal cemento che soffoca la collina, su cui insiste tale testimonianza storica.
Il nuovo Piano Urbanistico Comunale è un’occasione, forse l’unica rimasta, per discutere, seriamente e in modo lungimirante, del destino del Castello e della sua collina. Siamo, infatti, convinti che, solo sfruttando in maniera responsabile, lo strumento perequativo, si potrà raggiungere una meta, da tempo, fissata.
Non è un mistero quanto, dinanzi all’opinione pubblica, l’A.S.Be.Cu.So. abbia fatto fino ad oggi, tra petizioni popolari, mostre fotografiche interattive, rassegne stampa e convegni, come l’ultimo, ma non per importanza, avvenuto presso la Sala Maggiore del Palazzo Ducale Orsini, con la presenza dello scrittore statunitense di fama mondiale Glenn Cooper, già Presidente Onorario dell’Associazione, divenuto in tale sede anche Cittadino Onorario di Solofra.
Proprio Cooper, testimonial della causa pro-Castello, si è, più volte, espresso, in accordo con noi, circa il dovere di ricondurre alla comunità solofrana un pezzo della sua stessa storia che non può e non deve restare in mano privata, come tutt’ ora è, dati gli alti ed emblematici valori storico, archeologico, naturalistico e sociale, intrinseci nel sito, ormai in ruderi.
Ciò che non si è fatto in passato incide, di anno in anno, sempre più pesantemente sul futuro dell’edificio, che, cinicamente e indifferentemente, alcuni definiscono solo un ammasso di macerie e pietre. Ebbene, la nostra Associazione, che ha il dovere di essere portavoce dei suoi soci, dei tanti sostenitori, alcuni dei quali perfino oltre il territorio nazionale, e degli ottocento e più firmatari della petizione a favore del Castello medioevale, è ,fermamente, convinta e decisa a ricondurre a Solofra il cuore ferito della sua storia più antica e dimenticata, con un progetto chiaro e a disposizione della comunità locale e non solo.
A conclusione di questa nota, esortiamo i lettori a seguire ogni nuovo sviluppo, attraverso la pagina sociale su Facebook dedicata a questa causa, denominata: “Il Castello di Solofra”, nonché a visitare il nostro sito internet: www.beniculturalisolofra.it.
Alessandro De Stefano
Addetto Stampa A.S.Be.Cu.So.