Altari di reposizione
Le parrocchie del Comune conciario, nel giorno dell’istituzione dell’Eucarestia, hanno allestito gli altari di reposizione, come sempre, nel loro splendore ad onore del Signore.
Quest’anno, non c’ è stata una grande affluenza di fedeli, forse per le cattive condizioni climatiche.
Riportiamo le foto degli altari di reposizione delle parrocchie solofrane, affinché tutti i fedeli solofrani, residenti in Italia e all’estero, possano rinsaldare il legame con il paese natio.
Inoltre, riportiamo uno stralcio dell’omelia del giovedì Santo inviataci dal vescovo emerito monsignor Antonio Riboldi.
L’Amore che si fa Comunione di Vita
IN MATTINATA, in tutte le cattedrali della Chiesa nel mondo, ogni vescovo raduna, in modo particolare, tutti i sacerdoti della sua diocesi, per quella suggestiva celebrazione definita ‘Messa del Crisma’, ossia la benedizione degli oli sacri: dei catecumeni, degli infermi e del sacro crisma. Momenti, grandi momenti, Cresima, Sacerdozio, Consacrazione episcopale, che sono, non solo la designazione e consacrazione di noi uomini nel nostro cammino vocazionale, ma sono espressioni della Forza dello Spirito. Davvero siamo ‘unti del Signore’.
Ed è un momento, questo, che ‘fa vedere’ come davvero la Chiesa è Corpo di Cristo, visibile nella grande Comunione dei sacerdoti con il vescovo: è la Festa dei sacerdoti e di tutti i fedeli, uniti in comunità con il proprio vescovo. Un evento davvero grande e commovente.
A SERA: con grande solennità, come a continuare ‘la Cena del Signore’, ossia il dono dell’Eucarestia, nelle parrocchie viene celebrata la S: Messa definita ‘In Caena Domini’, ossia ‘nella Cena del Signore’. È la solennità della ‘prima Comunione’ della Chiesa, rappresentata dagli Apostoli, con il Corpo e Sangue di Gesù, donato per sempre quella sera.
Una Cena che da allora non finisce mai ed è la grande manifestazione di Dio che si fa Dono, Pane di Vita, per noi: ‘Mistero grande della fede’. È qui che si misura quanto conta l’Eucarestia per noi: se poco o se tanto. Ognuno deve chiederselo.
Così commentava, il caro Giovanni Paolo II, il suo rapporto con l’Eucarestia, nell’Enciclica ‘Ecclesia et Eucarestia’.
“Da oltre mezzo secolo, ogni giorno, da quel 2 novembre1946, incui celebrai la prima Messa, nella cripta di San Leonardo, della cattedrale del Wawel di Cracovia, i miei occhi si sono raccolti sull’ostia e sul calice in cui il tempo e lo spazio si sono in qualche modo ‘contratti’ e il dramma del Golgota si è ripresentato vivo, rivelando la sua misteriosa ‘contemporaneità’.
Ogni giorno la mia fede ha potuto riconoscere nel Pane e nel Vino consacrati, il divino Viandante che un giorno si mise al fianco dei due discepoli di Emmaus per aprire loro gli occhi alla luce e il cuore alla speranza’. (Dall’Enciclica sull’Eucarestia)
Oggi, siamo chiamati a vivere questo dono. Ci saremo tutti?
Vorrei che fossero nostre le parole di Pietro, davanti alle nostre difficoltà nel credere:
“Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna...Conferma la nostra fede!”
P. S. vedere "Sepolcri" foto gallery