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Recupero del patrimonio solofrano….. non è, mai, troppo tardi!

“ Solofra oggi” lancia la sfida …

Il recupero  e la  riqualificazione  del nostro patrimonio, che potrebbe diventare  anche una fonte di lavoro ed occupazione, stanno a cuore di “Solofra oggi”, sin dal 1986, dovendosi     smentire , categoricamente, le voci futili  ed  inconsistenti   di qualche politico locale, che   cerca di giustificare la propria inettitudine, affermando che i problemi primari delle famiglie e delle imprese   smorzerebbero qualsiasi  velleità progettuale  nell’ambito del recupero del patrimonio   storico-artistico.

A dire il vero, tutti i politici dovrebbero   essere in grado di guardare  oltre la curva e  comprendere   che  il patrimonio lasciatoci dai nostri padri  e la conca verde

donataci dal  Creatore costituiscono elementi fondanti per uno sviluppo  integrato con l’economia conciaria, allo scopo di rinverdire i fasti coincisi   con  i secoli d’oro della Città del Sole e di recuperare il tempo perduto, mirando al recupero   totale  del patrimonio artistico sia civile sia ecclesiastico.

Pertanto, ci permettiamo di lanciare la sfida a tutti gli innamorati di questa cittadina ridente (almeno quindici), affinché vogliano   donare mille euro,  per  ripristinare la pregevole facciata architettonica della  chiesa dello Spirito Santo, risalente al1610, a  forma rettangolare  con bifora campanaria ed un prezioso portale in pietra,  alla  cui base  si presenta un bassorilievo con due  leoni  in pietra.

Poiché occorre anche una copertura in lamiera, per salvaguardare l’edificio sacro  dalle future intemperie, il preventivo    dei lavori da farsi   si potrebbe aggirare intorno ai  quindicimila euro.

Va senza dire  che sarebbe un peccato  far crollare un pezzo di storia    di più di quattrocento anni, lasciatoci in eredità dai nostri  padri.

 

Ora, visto       che i solofrani  vengono definiti  “ larghi di bocca e stretti di mano”, ci sono venti, dieci, cinque solofrani,  per iniziare i lavori e smentire la diceria?

Il periodico “Solofra oggi” è pronto a far parte dei cinque, dieci, venti… vediamo se qualche politico dalla bocca larga sarà disposto a far parte dei predetti cinque…

Un altro “cavallo di battaglia”  è  il  Museo conciario da realizzare nello storico rione “Toppolo” o, in piccolo, in quel di S. Chiara, visto che gli strumenti per la realizzazione, già, sono stati  inventariati, con cura, dal proprietario Felice Giliberti, che li ha fermati sulla carta nel libro “Antica conceria1890”.

L’’attaccamento verso il paese  è tale da spingere  il cultore conciario  Felice  a  stipulare  con il   Comune di Solofra  la convenzione più idonea  allo scopo  di   far decollare il  Museo  conciario e di illustrare  a tutti i visitatori le fasi e  gli attrezzi, inerenti   l’antica concia della pelle.

Potremmo dire che “ se son rose, fioriranno” , pur essendo consapevoli  che, in questo trentennio, molti amministratori non si sono  dedicati    all’ambiente, alle opere e alla cultura, bensì al “fogliame senza frutto”, che, alla fine, ha portato  soltanto desolazione e povertà.

Invece,  un’adeguata pubblicizzazione del nostro patrimonio avrebbe arrecato  molteplici  vantaggi alla nostra  Comunità ...però non è, mai troppo tardi.

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