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“Un’esperienza collettiva di memoria, coscienza e responsabilità”.

La Presidente della Corte d'Appello di Napoli ha preso parte alla VII Edizione del Premio Nazionale dedicato ad Annalisa Durante, promossa dall’Associazione Annalisa Durante e dalla Fondazione Polis della Regione Campania, in collaborazione con USR Campania, Comune di Napoli, Libera, AIB - Associazione Italiana Biblioteche e con il Garante dei detenuti della Regione Campania.

Annalisa Durante era una ragazza di 14 anni, uccisa nel 2004 nel quartiere Forcella, vittima innocente della camorra. La sua tragica scomparsa è divenuta simbolo del dramma delle vittime innocenti e della necessità di un impegno di tutti, in ogni ambito, contro ogni forma di criminalità organizzata.

La Presidente ha evidenziato come il Premio Annalisa Durante rappresenti non soltanto una premiazione, ma un’esperienza collettiva di memoria, coscienza e responsabilità, definendolo “un presidio culturale e civile in cui la memoria si è tradotta in impegno concreto e in esercizio di cittadinanza attiva”.

Particolare rilievo è stato attribuito alla significativa partecipazione anche di istituti penitenziari, e di realtà impegnate nei percorsi di recupero e reinserimento sociale.  “Un segnale forte di fiducia nella capacità delle persone di rileggere la propria storia, di confrontarsi con i propri errori e di costruire percorsi nuovi?. Testimonia come la cultura e la riflessione possano rappresentare efficaci strumenti di consapevolezza e di responsabilizzazione, in coerenza con i principi sanciti dall’articolo 27 della Costituzione. Il Premio diventa spazio di ascolto, di espressione e di riconoscimento della dignit? della persona anche durante l’esecuzione della pena.

La Presidente ha inoltre sottolineato come il percorso rieducativo non possa esaurirsi all’interno dell’istituto penitenziario, ma debba necessariamente tradursi in “un effettivo reinserimento sociale e lavorativo al termine della pena, con concrete opportunità di integrazione, formazione e lavoro”.

Sotto tale prospettiva, “la rete, il dialogo tra istituzioni, scuola, società civile e mondo del lavoro rappresenta condizione essenziale”.

In questo contesto riveste un ruolo fondamentale la giustizia riparativa, potente strumento di pacificazione sociale, in cui è impegnata, con determinazione e competenza, la Fondazione Polis.

La Presidente ha rimarcato come la memoria di Annalisa Durante riesca a parlare ai giovani, veicolo di autentico cambiamento culturale, anche in luoghi complessi. E ha ringraziato il papà di Annalisa, Giannino Durante, per il coraggio e la tenacia e per aver affermato la forza della legalità, del rispetto e della solidarietà.

 

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