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I mali del sud sono più gravi e più difficilmente guaribili rispetto ai mali del nord

Caro direttore, da quando in varie indagini giudiziarie è emersa la presenza della ‘ndrangheta nel nord del Paese si sta diffondendo la convinzione che nord e sud abbiano gli stessi problemi. Uno che è convinto di ciò è lo scrittore e sceneggiatore Maurizio Braucci. Egli ha dichiarato: “Il nord e la capitale guardano al sud come Dorian Grey guardava il suo ritratto, dicendosi che è lì che ci sono i mali, senza rendersi conto che il male è di tutti, che la ‘ndrangheta che si è pensata sempre relegata alla Calabria invece domina Milano e Torino e la Val d’Aosta. C’è un’abitudine culturale dell’Italia di vedere il sud come un luogo malato quasi per magia e non per ragioni storiche ed economiche” (DANIELE SANZONE: “Solo gli artisti e i criminali sfuggono al destino misero”; Il Fatto Quotidiano, 6/1/2020).  Non sono d’accordo. E’ vero che molti (non tutti) settentrionali e romani pensano al sud come luogo dove ci sono tutti i mali ma non è vero che il male è di tutti nel senso che i problemi che ha il nord sono diversi dai problemi di Roma e dai problemi del sud. La ‘ndrangheta presente al nord ha contatti quasi esclusivi col mondo politico e col mondo delle imprese. Essa non ha contagiato tutta la società. La delinquenza, invece, è presente al sud in tutti (o quasi tutti) gli ambiti sociali. La sua pervasività fa pensare che i mali del sud sono più gravi e più difficilmente guaribili rispetto ai mali del nord.

Cordiali saluti

Franco Pelella – Pagani 

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