SINDACO DE FEO: COSA VOGLIAMO FARE?
Su alcuni quotidiani locali è risuonata come una campana a morte il decreto cautelativo provvisorio all’ordinanza del Sindaco di Serino da parte del TAR di Salerno che vietava l’uso di qualsiasi tipo di trattamento (sia con prodotti chimici che biologici e/o naturali, ad eccezione del “letame”). Così recita la parte del decreto emanato dal Tar nella parte di interesse generale: “… Ritenuti sussistenti i presupposti per l’emanazione dell’invocato provvedimento monocratico, nella parte in cui non è prevista la possibilità di utilizzare, oltre i prodotti organici di origine naturale (letame), anche quelli equivalenti consentiti in agricoltura biologica ai sensi dei regolamenti CE 834/2007 e 889/2008, nelle more della trattazione dell’udienza fissata per la Camera di Consiglio del 27/09/2012 P.Q.M. accoglie l’istanza di misure cautelari provvisorie, nei sensi di cui in motivazione, fino alla camera di consiglio del 27/09/2012. …”.
L’ADACI CONSIGLIA. Premesso che, a prescindere dall’esito finale della sentenza, l’Adaci ritiene che l’ordinanza sia stata formulata male e che alcuni correttivi possono essere applicati. In primo luogo non è pensabile che non possano essere usati prodotti naturali e tecniche di lotta biologica. Molte aziende castanicole e molti proprietari hanno addirittura chiesto finanziamenti per operare in modo biologico ottenendo i relativi decreti. Dunque è un grave errore imporre il divieto assoluto di corroboranti naturali e di prodotti naturali nei castagneti. Se il Comune poi lamenta una incapacità di controllo dovuta forse alla scarsità di risorse umane ed economiche tutti noi siamo a disposizione per dare manforte al Sindaco soprattutto se trattasi di tecniche non invasive per l’ambiente. E’ come se un genitore, sapendo che ci sono funghi velenosi, imponesse a tutta la sua famiglia di non mangiare qualsiasi tipo di fungo anche porcini e ovuli. Riteniamo invece che bene ha fatto il Sindaco a vietare l’uso di prodotti chimici, insetticidi e veleni in quanto principali inquinanti degli acquiferi e dell’aria e, dunque, potenziali cancerogeni.
COSTITUZIONE DI UN UFFICIO COMUNALE PER L’AGRICOLTURA. L’unico modo per avere un controllo ferreo e intelligente del territorio, è quello di costituire un apposito ufficio a cui ogni agricoltore potrà e/o dovrà rivolgersi, come già proposto da Pro Natura anni orsono, interpellata proprio dall'assessore all'agricoltura p.t. Nel caso di utilizzo di prodotti naturali o tecniche biologiche consentiti dovrà riempire un modulo di responsabilità in cui dovranno essere indicati:
• le generalità del proprietario;
• le generalità del tecnico che provvede ai miscugli e all'assistenza;
• le generalità dell’operatore che provvede al trattamento se diverso dal proprietario;
• l’orario, il giorno, il luogo, nonché il foglio, la/le particelle e la superficie del castagneto in cui si vuole effettuare il trattamento;
• il tipo e la quantità di prodotto e di acqua che si vuole impegnare, allegando una fotocopia dell’etichetta del prodotto;
• i trattamenti con i fungicidi e gli insetticidi devono rispettare l’ambiente e i limiti di quantità per ettaro sanciti dalle leggi regionali, nazionali e comunitarie.
• le generalità del contratto con ditta autorizzata allo smaltimento dei residui e contenitori (buste, scatole, contenitori in plastica, ecc.) contenente i prodotti usati per il loro regolare smaltimento;
• in un’ottica di trasparenza, l’assenso al prelievo del composto per il trattamento sempre e comunque, anche da parte enti ed associazioni consorziate ovvero convenzionate col Comune di Serino.
In ogni caso, nessun intervento dovrà essere eseguito fino a giugno per evitare di abbattere i Torymus sinensis, già introdotti o da introdurre, che sfarfallano tra aprile e maggio.
LOTTA BIOLOGICA A CIDIA E BALANINO. Si rende necessario procedere ad una informatizzazione e all’istallazione delle già collaudate trappole ai feromoni (per la CIDIA del castagno - verme rosso) e trappole meccaniche fototropiche (per il BALANINO - verme bianco). La Unicb, a causa del fatto che incivili hanno rubato e danneggiato i diffusori in loc. Boianico, per una sperimentazione di lotta che si basava sulla confusione sessuale, ha abbandonato il progetto. Ma questo non vuol dire che tutti insieme non possiamo occuparcene nuovamente. Inoltre la lotta deve essere estesa anche al deposito di castagne da scarto nei boschi che fanno accrescere il numero di cidie e balanini provocando l’aumento dello “scarto”.
NEI NOCCIOLETI. Ma perché si è pensato ad un divieto assoluto sui castagneti mentre nei noccioleti ancora oggi tutti usano prodotti chimici senza limitazione alcuna? Forse conviene a qualcuno? Nei noccioleti si continua ad utilizzare diserbanti con conseguente inquinamento di falde acquifere ed dell’ambiente senza che nessuno se ne preoccupi. Peraltro qualche furbetto che li usa prende finanziamenti che non ne consentono l'utilizzo. Che senso ha un divieto assoluto per i castagneti e poi lasciare che si usi qualsiasi prodotto nei noccioleti? A nostro modesto avviso sarebbe stato molto meglio vietare in modo assoluto l’utilizzo di prodotti chimici su tutto il territorio comunale serinese, ma lasciare la possibilità di utilizzare prodotti naturali e tecniche biologiche.
QUALI PRODOTTI USARE? E’ necessario considerare la possibilità di utilizzo di alcuni prodotti eco-compatibili da utilizzare nei castagneti e nei noccioleti che salvaguardino l’ambiente e i cittadini sostenendo nel contempo l’economia locale agricola fortemente compromessa da svariati fattori. Questa iniziativa va accompagnata da un controllo ferreo del territorio in collaborazione anche con associazione ambientaliste e guardie ambientali di volontariato.
Se su queste direttive c’è disponibilità l’Adaci propone sin da ora un tavolo di discussione con l’Amministrazione Comunale di Serino, le associazioni ambientaliste presenti sul territorio e i tecnici del settore.
Il Direttivo dell’ADACI.