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Tempo di Quaresima: Domenica V dell’Anno A (2025-26).

 

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo di Quaresima: Domenica V dell’Anno A (2025-26)

Letture biblicheEz 37,12-14; Sal 129; Rm 8,8-11; Gv 11,1-45

Introduzione(a) Gesù amava Marta, e sua sorella e a Lazzaro (5)Allora Gesù amava questi suoi amici e alleviò la loro sofferenza; oggi ama noi e vuole anzitutto risuscitarci dal peccato e riconciliarci col Padre e coi fratelli, in preparazione della resurrezione gloriosa, se moriremo nell’amicizia col Signore. Purtroppo tante volte pecchiamo gravemente e mettiamo a rischio la gloria della nostra resurrezione, o pecchiamo venialmente (e non ne facciamo penitenza) e rendiamo meno gloriosa la nostra resurrezione. All’inizio della Messa chiediamo perdono di tutti i nostri peccati e nella Messa offriamo al Padre l’espiazione operata da Gesù, impegnandoci a unire la nostra alla Sua. (b) Nella luce di Giovanni, che ci parla della resurrezione di Lazzaro, il più strepitoso miracolo operato da Gesù prima della propria resurrezione, occorre leggere Ezechiele, che ci parla della restaurazione - resurrezione del popolo d’Israele, e Romani, che ci offre una riflessione di S. Paolo sulla resurrezione di Gesù e la nostra, entrambe opera dell’unico Spirito.

I – Ezechiele parla di morte e resurrezione, ma in senso traslato: è la morte del popolo d’Israele, che si è allontanato da Dio per le sue infedeltà. Dio ne aveva aspettato la conversione con pazienza per 7 secoli, prima di castigarlo con l’esilio, che costituiva una specie di morte. Dio però promette una restaurazione nazionale, un nuovo inizio che è paragonabile a una vera e propria resurrezione: Ecco, io apro i vostri sepolcri, vi faccio uscire dalle vostre tombe (12). Anche questa “resurrezione” avverrà per opera dello Spirito di Dio: Farò entrare in voi il mio spirito e rivivrete (14). Effettivamente gli Ebrei torneranno da Babilonia come un nuovo esodo ed entreranno nella Terra Promessa per la seconda volta: vi riconduco nel terra d'Israele… vi farò riposare nella vostra terra; saprete che io sono il Signore (14). Dio aspetta la nostra conversione; la sua pazienza è infinita, ma è limitato il tempo a nostra disposizione. Non rinviamo.

II – 1. Lazzaro è morto da quattro giorni quando arriva Gesù. E’ il senso normale della parola ‘morte’, la morte fisica. Ascoltiamo gli insegnamenti del Vangelo sulla persona di Gesù e la Sua opera. (a) E’ un uomo che ama, molto: Gesù amava Marta, e sua sorella e a Lazzaro (5). Ancora nel Vangelo viene sottolineato questo amore: “Signore, ecco, colui che tu ami è malato” (3); “Lazzaro, il nostro amico, s'è addormentato; ma io vado a svegliarlo” (11); Dissero allora i Giudei: “Guarda come lo amava!” (36). (b) Espressione di questo amore e della grande sensibilità di Gesù sono queste altre affermazioni: Gesù allora, quando la (Maria) vide piangere e piangere anche i Giudei che erano venuti con lei, si commosse profondamente e, molto turbato (33)Gesù scoppiò in pianto (35) Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro (38). (c) La stessa sensibilità Gesù mostra per altre persone, come per es. per il lebbroso: Ne ebbe compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: “Lo voglio, sii purificato!” (Mc 1,41), e per la vedova di Nain, privata del figlio unico: Vedendola, il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: “Non piangere!” (Lc 7,13), e per le folle: “Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare” (Mc 8,2). Gesù ama tutti e ciascuno; amava Lazzaro e la sua famiglia; amava Paolo: il Figlio di Dio… mi ha amato e ha consegnato se stesso per me (Gal 2,20), e la Chiesa (Ef 5,25) e tutti noi (Ef  5,2), e ciascuno di noi. Il cuore di Gesù non è divenuto meno sensibile e meno capace di amare adesso che è glorificato, anzi l’opposto. Sentiamoci amati, teneramente amati da Gesù, come  Maria e Giuseppe, Lazzaro e sorelle, gli Apostoli e Paolo, tutti i Santi. E, con certezza, quando soffriamo, soffre anche Gesù con noi e si commuove e vola in nostro aiuto o sostegno.

2. (a) Gesù risuscita Lazzaro, ma prima istruisce Marta: Gesù le disse: “Tuo fratello risorgerà”. Gli rispose Marta: “So che risorgerà nella resurrezione dell'ultimo giorno”. Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?”. Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che viene nel mondo” (23-27). Gesù preannuncia la resurrezione attuale di Lazzaro dalla morte fisica; Marta, però, dichiara la sua fede nella resurrezione della fine del mondo; ma Gesù afferma: “Io sono la risurrezione e la vita”  ora, e lo intende in ordine agli uomini da risuscitare e vivificare ora; è venuto a dare la vita a chi ha creduto in Lui: chi crede in me, anche se muore (nella vita del corpo)vivrà (di vita divina)chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno (conserverà la vita divina)”Gesù, risuscitando Lazzaro, gli restituisce la vita fisica corporale, ma vuole mostrare di essere colui che dà e restituisce la vita divina. Questa vita divina significa cancellazione dei peccati, abitazione di Cristo e della Trinità in noi, possesso della verità piena, libertà dei figli di Dio, amicizia e comunione intima con il Padre che è nei cieli e le altre persone della Trinità. E’ la vita divina che avevamo perduto in Adamo e che Gesù ci ha meritato col suo mistero pasquale, vita divina che lo Spirito Santo ci comunica col battesimo e la penitenza e gli altri sacramenti, vita divina che si manifesterà in tutto il suo splendore, quando Gesù terrà il giudizio universale e ci risusciterà con un corpo glorioso, bello come i corpi di Gesù e di Maria, già risuscitati e nella gloria: Viene l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua (di Gesù) voce e usciranno, quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna (Gv 5,28-29). Chiediamo la grazia di vivere e morire in grazia di Dio per avere dal Signore la resurrezione gloriosa. (b) Condizione per avere la vita divina e risuscitare con un corpo glorioso è credere in Gesù; Egli aveva già promesso la vita divina a quelli che credono in lui: Chi crede nel Figlio ha la vita eterna (Gv 3,36); In verità, in verità vi dico: chi crede ha la vita eterna (Gv 6,47). Qui Gesù le disse: “Io sono la risurrezione e la vita; … Credi tu questo?”. Gli rispose: “Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio che deve venire nel mondo” (23-27). Molti dei Giudei, che erano venuti da Maria, alla vista di quel che egli aveva compiuto, credettero in lui (45). Cresciamo nella fede e trasmettiamola al nostro prossimo con la testimonianza della parola e della vita.

III – (a) In Romani Paolo ci ricorda che questa vita divina non l’hanno quelli che si lasciano dominare dalla carne (8; cfr. 9)cioè quelli che si abbandonano alle tendenze cattive, che sono dentro ogni uomo; sono quelli che assumono un stile di vita che segue la linea del piacere e dell’utile in contrasto con la Legge di Dio: in sostanza non rispettano i comandamenti. Di costoro Paolo dice che essi non possono piacere a Dio (8);  e anzi aggiunge: Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, cioè non aderisce a Lui per la fede, speranza e carità, non gli appartiene (9), e quindi aderisce a Satana. E noi rispettiamo i precetti dell’amore per appartenere a Cristo? (b) Hanno invece la vita divina quelli che sono sotto il dominio…dello Spiritodal momento che lo Spirito di Dio abita in voi (9)Anzi anche Cristo è in voi (10)e perciò, anche se il vostro corpo è morto a causa del peccato, lo Spirito è vita per la giustizia (10), cioè avete la vita eterna, perché fate la volontà di Dio. E’ lo stesso concetto espresso da Gesù nel Vangelo: la morte fisica non impedisce il possesso della vita eterna. E in più Paolo aggiunge: E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi (11); e quindi la morte fisica attuale non impedirà che il corpo un giorno risusciti. perché il Padre, che ha risuscitato Gesù per mezzo dello Spirito, risusciterà anche quelli che oggi hanno in sé lo Spirito e Cristo e appartengono a Cristo. In pratica stanno in grazia di Dio.

Pensiero EucaristicoL’inserimento in Cristo avviene per la fede e la speranza e ricevendo il battesimo, che ci dà lo Spirito e la carità, e quindi  la vita eterna o grazia santificante: Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato (Mc 16,16). Purtroppo col peccato grave perdiamo la vita eterna; ma Gesù per ulteriore misericordia ha istituito il sacramento della riconciliazione, perché possiamo riavere la grazia; esso fu definito dai Padri della Chiesa “secondo battesimo” e “battesimo delle lacrime”. Sacramento collegato con la resurrezione spirituale e anche fisica, alla fine del mondo, è l’Eucaristia: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno (Gv 6,54). L’Eucaristia ha anche in sé la forza prodigiosa di risuscitare le anime uccise dal peccato grave, anche se la Chiesa, per prudenza, ha stabilito che chi ha commesso peccati mortali deve prima confessarsi per accostarsi all’Eucaristia. E inoltre l’Eucaristia preserva dalla morte eterna: chi mangia vive, chi non mangia muore, chi mangia poco vive male. Così chi riceve l’Eucaristia con la debita frequenza, possibilmente ogni domenica - una volta al mese è poco -, ha la vita eterna; chi non la riceve muore spiritualmente a causa della debolezza che lo porta al peccato grave; chi riceve raramente l’Eucaristia, una volta all’anno, per es., vive molto male la vita spirituale. Gesù è chiaro: Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo (Gv 6,51). Preghiamo la Madre celeste e S. Giuseppe, i nostri Angeli Custodi e i Santi particolarmente devoti dell’Eucaristia, di ottenerci di capire e praticare un grande amore verso Gesù Eucaristia fonte di vita e resurrezione nella Messa e come sacramento permanente. (mons. Francesco Spaduzzi)


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