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La valigia del meridionale

prefazione di Anna Ruotolo

forse il miracolo del giorno / rinnova i papaveri rossi di noia / ma nessuno miete. La

voce del poeta irpino si offre nuda e vigorosa,

a tratti falce interdetta che grida l’ingiustizia

(Siamo nani / di fronte al potere

oscuro), altre volte sguardo che abbraccia

e sostiene la volontà di ribellarsi umilmente

ma con determinazione a ciò che opprime

la dignità dell’uomo e deturpa l’ambiente,

e questo nonostante gli insuccessi, le ferite

e le bastonate… insomma quel fardello che

tutti (ma forse in grado maggiore al Sud)

dobbiamo caricarci sulle spalle: Vivremo

nell’intensa giovinezza / di questa terra

antica di oltraggi / sentiremo la pecora e

l’agnello / il volto del nostro paesaggio.

Gli uomini (tutti, ma i deboli e gli oppressi

in particolare) possono recuperare il

proprio senso riscoprendo la forza delle

proprie radici, immerse in una terra paesisticamente

ancora bellissima e ricca di storia,

di testimonianze e di poeti (purtroppo

ingiustamente dimenticati, come osserva

Anna Ruotolo nella partecipata e acuta

Prefazione). Vincenzo D’Alessio ci invita a

rimboccarci le maniche, a cambiare mente

perché Il deserto degli uomini / ha sete di

vita. La sua è una poesia onesta, genuina e

vibrante: C’è qualcosa oltre il verde / che

attrae i nostri pensieri / la terra e il sudore

degli uomini / confusi nelle spire del tempo.

11,00

Vincenzo D’Alessio è nato a Solofra (AV)

nel 1950. Vive a Montoro Inferiore (AV).

Laureato in materie letterarie all’Università

di Salerno, ha ideato il Premio Nazionale

Biennale di Poesia “Città di Solofra”, ha

fondato il Gruppo Culturale “Francesco

Guarini” e la casa editrice omonima. Ha

pubblicato diversi saggi di archeologia e storia

locale e le seguenti raccolte poetiche: La

valigia del meridionale (1975), Un caso del

Sud (1976), Oltre il verde (1989), Lo scoglio

(1990), Quando sarai lontana (1991),

L’altra faccia della luna (1994), Costa

d’Amalfi (1995), La mia terra (1996),

Ippocampo (1998), D’amore e d’altri mali

(1999), Elementi (2003), Versi di lotta e di

passione (2006).

L’ultima raccolta, Figli (2009), è dedicata al

figlio Antonio, prematuramente scomparso.

La silloge Padri della terra è inserita nell’antologia

Pubblica con noi 2007 (Fara) che

raccoglie le opere dei vincitori dell’omonimo

concorso, mentre La solitudine dell’iceberg

è stata inserita, sempre per i tipi di Fara, in

Creare mondi, antologia dei vincitori del

concorso Pubblica con noi 2011.

978-88-97441-13-7

Vincenzo D’Alessio

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