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The large family (la famigliona): una “Cosa Nostra” paesana!

1^ puntata della Saga “Castigat scribendo mores”

Se apriamo il vocabolario della lingua italiana, alla voce  “famiglia” leggiamo:

·  1 Nucleo elementare della società umana, formato in senso stretto e tradizionale da genitori e figli, con l'eventuale presenza di parenti di vario grado.

·  2 Casata, dinastia.

·  3 Organizzazione mafiosa che si riconosce in un unico capo.

Una famiglia di almeno 6 componenti, compresi i genitori, è definita “numerosa”. Quando i figli si accoppiano con quelli di altre famiglie numerose, il conseguente incrocio delle varie parentele crea una vera e propria “large family”. Questi nuclei familiari, così conformati, dalle nostre parti li troviamo soprattutto nei piccoli centri abitati: paesi o frazioni. Abitano case addirittura contigue. Alcune “famiglione” nostrane, di solito, sono pregne di cattiveria, prevaricazione, invidia, arroganza, ignoranza, presunzione e quant’altro di negativo ci possa essere. Come accade per le “organizzazioni” simil-mafiose, anch’esse riconoscono un capo carismatico e/o stratega: il loro componente maggiormente dotato di  “vivace” capacità truffaldina e spietato al punto giusto. Ad esse sono sempre ricorsi e ricorrono  personaggi con ambizioni di potere, ovvero  politici o aspiranti tali; ma anche alcuni parroci. I loro voti  hanno spostato e spostano decisamente gli equilibri dei risultati elettorali locali e/o provinciali. La loro “ingombrante” presenza durante le funzioni religiose, invece, gratifica i parroci, che ottengono visibilità agli occhi dei “paesani” e dei superiori. Tutto ciò, però, ha avuto ed ha un prezzo. Per il loro voto e/o consenso le “famiglione” hanno preteso e pretendono in primis “i posti” per tutti i componenti, eventuali  “appalti”,  “licenze” su terreni da loro “sottratti” a proprietari sfiancati da ogni tipo di pressione artatamente posta in essere, poi “le sanatorie” ai loro abusi, poi “le nomine” in commissioni edilizie e non, poi la presidenza dell’Azione Cattolica locale, poi l’inserimento negli organici di scuole ed enti gestiti dalla Chiesa, e poi…e poi… e poi… La loro voracità è risaputa. Quanto più sono ignoranti, tanto più pretendono. Non sono mai sazi. Infatti, non c’è incarico per il quale i vari componenti di queste dynasties “paesane” non si ritengano “predestinati” a ricoprire; a scapito di tanti altri aspiranti onesti, competenti e titolati. La prevaricazione, che nasce dalla loro malvagia presunzione, è la caratteristica predominante di questi “soggetti”; quella che li fa sentire forti, potenti, addirittura astuti come i grandi truffatori celebrati dalle cronache. Ma noi li conosciamo benissimo e li conoscete anche voi. Possiamo dire senza alcuna ombra di dubbio che sono e resteranno per sempre degli squallidi  PARASSITI!!!!!!!!!!!!!

   Nella prossima puntata: l’accaparramento a prezzi stracciati di prestigiosi palazzi e terreni (edificabili e/o da rendere edificabili), grazie all’ingenua intermediazione di parroci compiacenti, soggiogati dal lecchinaggio smodato dei componenti delle “famiglione”, finti devoti e/o timorati di Dio.

                                                                                                                  Capitan Uncino

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