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“Taglio di un Tiglio”

Sarà che a Natale siamo tutti più buoni, ma di regali per noi non mancano. Stamattina, 23 dicembre 2011, desti dal freddo, abbiamo appreso di un nuovo taglio. No, non si tratta di tasse, imposte o accise, ma proprio di un taglio, e scusate il bisticcio di parole, di un “taglio di un tiglio” del Viale Principe  Amedeo di Solofra. Fino ai primi anni dell’800 la parte di piazza San Michele, che si stende di fronte alla chiesa, era occupata dai terreni degli Orsini, la prima parte dei quali costituivano i giardini del palazzo ed erano detti la villa. Sempre in questo secolo, legata alla costruzione della ferrovia e quindi dopo gli anni settanta, fu aperta la strada (detta Villa) che si innestava sulla via allora chiamata di S. Nicola alle scanate (oggi via Giuseppe Maffei) per permettere l’accesso allo scalo. Quasi contemporaneamente ci fu l’impianto degli alberi del viale, che iniziava all’altezza del palazzo ducale. L’ulteriore ampliamento di questa piazza avvenne negli anni Cinquanta del secolo scorso quando la precedente fontana fu sostituita con quella dei Quattro leoni, che originariamente sorgeva all’incrocio di via Felice De Stefano e furono tagliati i primi tigli (1956)  - una ventina -  del viale che fu chiamiamo Viale Principe Amedeo. Ma dopo la storia torniamo allo stato attuale; proprio un mese fa il 21 novembre il viale è stato al centro della festa dell’albero, organizzata dal circolo di Legambiente “Soli offerens” insieme al II° Circolo di Solofra. In quell’occasione si è censito il primo tiglio, partendo da piazza San Michele, tra i più grandi per dimensioni con un fusto di circa 2,50 m di circonferenza a testimonianza della storicità del viale. Noi in vista del monitoraggio che stiamo portando avanti sugli alberi Solofrani (in vista  anche dell’ anno nazionale delle Foreste),non vogliamo dire che il viale gode di ottima salute e che non ha bisogno di cure. Alcuni alberi più anziani mostrano la presenza di cavità dovute a carie del legno, che compromettono la stabilità della pianta, soggetta a rotture per colpa delle forte raffiche di vento di questi giorni. Occorrono manutenzione ed interventi di risanamento e di prevenzione, parola odiata da chi invece prende decisioni drastiche all’ultimo minuto quando ormai tutto è compromesso, infatti il disinteressamento può creare dei danni all’albero quindi la morte e un ipotetico sradicamento naturale che mette in pericolo l’incolumità dei passanti e degli automobilisti che è primaria, così come la vita degli alberi che attendono da anni cure, ma non sono assistiti da avvocati. Quindi, il malato si cura o si accompagna al cimitero? Questo è la domanda che ci poniamo. Il viale storico ha già troppe volte subito tagli e decimazioni, ma non solo tutto il verde pubblico ha bisogno di manutenzione e cura, ma chi opera e vigila a riguardo? Inoltre noi come circolo Legambiente, chiediamo al più presto una relazione sulla salute degli alberi che compongono il viale e una relazione sugli interventi di tagli effettuati. Inoltre ci accerteremo di eventuali vincoli presenti sul viale finalità dello stesso censimento che stiamo attuando sul territorio urbano di alberi monumentali e viali, patrimonio prezioso e vere e proprie testimonianze storiche da tutelare. Chiudiamo con una curiosità sull’albero di  tiglio, un tempo, in Svezia, era considerato “albero custode”. Per avere un parto senza complicazioni le donne incinte abbracciavano l’albero, e nessuno osava danneggiarlo o strappare rami e foglie, per paura di essere punito con malattie o sventure.

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