" Crescita zero. L'Italia del terzo millennio vista da una provincia del Sud"
L’Assocazione Agorà di Pratola Serra e
la Casa Editrice Delta 3
presentano
il libro di Paolo Saggese
“Crescita zero. L’Italia del Terzo Millennio vista da una provincia del Sud” (Delta 3 edizioni)
Modera
Antonietta Gnerre, poetessa e giornalista
Saluti:
Silvio Sallicandro, Editore
Intervengono
Dario Meninno, RSU FIOM CGIL Irisbus Valle Ufita
Giuseppe Morsa, RSU FIOM CGIL FMA di Prata Principato Ultra
Vincenzo D’Alessio, poeta e critico letterario
Sarà presente l’autore
Associazione Agorà 1 luglio 2012, ore 18.00
Pratola Serra
Ad Antonietta Gnerre, per RAI NEWS 24, Paolo Saggese ha dichiarato
Il libro strutturato in quattro capitoli è impreziosito anche dalla postfazione di Dario Meninno, RSU FIOM CGIL dell’Iribus - Iveco di Flumeri, che racconta la fine della battaglia degli operai in difesa del lavoro.
In effetti, il libro, che si occupa di questa crisi da vari punti di indagine, offre uno spaccato di una vicenda che ha del paradossale. La Irisbus Iveco di Valle Ufita, con quasi settecento operai, e con un indotto, che conta altrettanti lavoratori, è stata chiusa dalla FIAT. Eppure, questo stabilimento è l’unico in Italia a costruire pullman, di cui il nostro Paese ha urgentemente bisogno, dal momento che possiede un “parco autobus” obsoleto e altamente inquinante, per il quale l’Unione Europea ha richiesto uno svecchiamento immediato. Eppure, nonostante questo stabilimento fornisca un prodotto necessario al Paese, la politica e le economie aziendali hanno preferito altro! Quando, insomma, una Nazione rinuncia anche a prodotti “utili” e indispensabili, dimostra tra l’altro di non avere una guida, un progetto, una politica industriale degni di questo nome.
Entriamo nel cuore del libro, il primo capitolo, Poeti cafoni e meridionali criminali, è incentrato sulla damnatio memoriae della Poesia del Sud, la cui produzione novecentesca è lasciata fuori dalle recenti Indicazioni nazionali emanate a seguito del riordino dei Licei (DPR 89/2010).
In questo capitolo, stigmatizzo un aspetto che pare sia sfuggito a molti: infatti, nelle “Indicazioni nazionali” emanate a seguito del riordino dei Licei, relativamente ai poeti e scrittori del Novecento, su diciassette autori menzionati, nessuno è meridionale. Non compare neanche Salvatore Quasimodo, Premio Nobel della Letteratura! Forse è casuale che compaiano solo scrittori e poeti lombardi, veneti, liguri, piemontesi, toscani, e tutte le altre regioni siano poco o per nulla rappresentate? Ma, al di là della polemica, a noi è sembrato sacrosanto segnalare la questione ed invitare tutte le scuole italiane a chiedere una integrazione delle “Indicazioni” includendo autori provenienti anche dalle altre regioni. È vero, si potrà obiettare, che le “Indicazioni” sono appunto semplicemente indicative, ma l’elenco così proposto con il tempo creerà un “canone” e indurrà le case editrici ad adeguarsi a questo elenco a nostro avviso incompleto se non discriminante.