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Tempo Ordinario: Domenica XVI dell’Anno A (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Ordinario: Domenica XVI dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: Sap 12,13.16-19; Sal 85; Rm 8,26-27; Mt 13,24-43

Introduzione. (a) Dobbiamo riconoscere che tante volte invece di essere buon grano nel campo, che è il Regno di Dio, siamo stati erba cattiva e lievito vecchio, incapace di fermentare nel bene la massa e rallentando la crescita del Regno. Chiediamo perdono dei nostri peccati, specie gli ostacoli messi alla diffusione del Regno di Dio fra gli uomini. (b) In Matteo Gesù con la parabola del buon grano e della zizzania ci avverte che, nella fase terrena, ci sono nel Suo Regno buoni e cattivi e con quelle del granello di senapa e del lievito ci dice che il Regno ha umili inizi e incontra tante opposizioni, ma diventerà grande, ed è presente e operante nella Parola di Gesù e nel Suo ministero. Sapienza richiama la pazienza misericordiosa di Dio, che non contrasta con la grandezza infinita di Lui. In questo contesto possiamo leggere in Romani la necessità di lasciarci guidare dallo Spirito nella preghiera e nella vita per la diffusione del regno di Dio in noi e nel prossimo.

I – 1. (a) Chiediamo anche noi a Gesù, qui presente nella Parola letta e che stiamo annunciando, nell’assemblea e nel ministro: Spiegaci la parabola della zizzania nel campo (36), aprendoci la mente per comprendere le Scritture (Lc 24,45) e sostenendo la nostra volontà nell’adesione piena della mente e dell’azione a quello che Egli ci propone. La parabola offre un insegnamento astratto attraverso un paragone concreto con il vantaggio che prima fa percepire senza difficoltà e accettare senza pregiudizio l’insegnamento immediato, e poi propone in modo esplicito l’insegnamento profondo, che potrebbe risultare sgradevole; perciò chi non è mal disposto può arrivare, per questa via, a accogliere ogni verità, anche la più scomoda. Qual è l’insegnamento profondo che Gesù ci vuol dare? Nella parabola la zizzania è stata seminata dal nemico (26) del padrone, dopo che questi ha seminato il buon seme (25). In tutte le campagne di questo mondo ci sono vegetali buoni e cattivi. (b) Gesù spiega che è Lui il seminatore e il padrone del campo: Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo (37), e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno (38) e il nemico che l’ha seminata è il diavolo, l’avversario, satana. Gesù non ha fretta di separare i suoi fedeli dai figli del maligno e preferisce aspettare la fine del mondo (39), o meglio ancora, la fine della vita. Allora il Figlio dell'uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti (41-42). Per i giusti ci sarà una sorte ben diversa: Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro (43). Viviamo in modo che la nostra sorte sia quella dei giusti (43) o di quelli che commettono iniquità (41)?

2. (a) Gesù non dà spiegazioni sulla longanimità di Dio, ma le lascia intuire nella parabola. Gesù vuole impedire che con la zizzania sia sradicato anche il grano: in altri termini che con chi ha già rifiutato la fede o la carità siano mandati all’inferno anche quelli che potrebbero ancora convertirsi. Pietro esprime così lo stesso concetto: Il Signore non ritarda nel compiere la sua promessa, anche se alcuni parlano di lentezza. Egli invece è magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi (2Pt 3,9). In effetti tutti siamo concepiti col peccato originale e tutti dopo il battesimo continuiamo a peccare in modo lieve e anche grave: tutti siamo zizzania o figli del maligno (38): tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio (Rm 3,23). Dio potrebbe punirci immediatamente per i nostri peccati, ma il Suo più vivo desiderio è la nostra salvezza, come ha mostrato consegnando alla morte per noi il Figlio Gesù: Dio… ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito (Gv 3,16); Egli vuole la nostra conversione e perciò guardiamoci dal meritare il rimprovero di Paolo agli Ebrei: O disprezzi la ricchezza della sua bontà, della sua clemenza e della sua magnanimità, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? (Rm 2,4). Se non ci convertiamo per tempo, saremo coinvolti nel castigo dei figli del diavolo: La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo (29-40). La dannazione inizia con la fine della vita e anche prima coi castighi, che meritiamo per i nostri peccati e sono i tentativi di Dio per riportarci sulla retta via. Impariamo ad aver pazienza anche noi come Dio nei confronti del prossimo. Ricordiamoci che, se oggi siamo in ascolto della Parola di Dio con maggiore disponibilità, è perché Dio ha avuto pazienza con noi e non ci ha fulminati appena avevamo peccato. Se siamo sulla via della salvezza è perché altri hanno avuto la pazienza di Dio con noi e si sono sacrificati e hanno pregato e operato per la nostra salvezza. E cerchiamo di fare altrettanto noi per gli altri. (b) Con le altre due parabole Gesù ci ricorda anche che il Regno di Dio è piccolo agli inizi, ma diventerà molto grande, nonostante le opposizioni del maligno e dei figli del maligno. Il granello di senapa… è il più piccolo di tutti i semi e ne entrano tanti nel palmo di una mano, ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami (32). E: Il Regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò con tre misure di farina, finché non fu  tutta lievitata (33). Il Regno cresce rapidamente per la forza interna, che gli viene da Dio, che lo fa sviluppare, e non ci sono resistenze che possano impedire la crescita finale. Il progresso intermedio, invece, è certamente condizionato nel bene e nel male dalla nostra collaborazione o dagli ostacoli che interponiamo: Gesù si è scelto allora gli Apostoli e i credenti e attraverso i secoli i ministri per la diffusione del Suo Regno. Ogni fedele è obbligato a essere fermento per la massa, a dare la testimonianza di una vita cristiana autentica, del buon esempio, ma anche della parola, per favorire la dilatazione dei confini del Regno di Dio. Rinnoviamo la nostra fede nella  potenza di Dio. Egli è capace di portare avanti il Suo Regno anche in mezzo alle più grandi difficoltà e persecuzioni. La fede si è conservata nei regimi comunisti e atei come quelli russi, albanesi e cinesi, dove l’ateismo di stato ha fatto da padrone, perché Dio sa scrivere dritto sulle righe storte degli uomini. La vittoria finale sarà la Sua.

II – (a) I servi chiesero al padrone a proposito della zizzania: Vuoi che andiamo a raccoglierla ed egli rispose: “No,… perché non succeda che. raccogliendo la zizzania, con essa sradichiate anche il grano Lasciate che l'una e l'altro crescano insieme fino alla mietitura, perché sono molto simili quando sono in fase di crescita, e al momento della mietitura dirò ai mietitori: Raccogliete prima la zizzania e legatela in fasci per bruciarla; il grano invece riponetelo nel mio granaio (28-30). Perché questa attesa più o meno lunga prima di realizzare la separazione fra i buoni e i cattivi? Perché farli convivere, quando i cattivi tormentano i buoni e rendono loro difficile la vita e la fedeltà al Signore? (b) Sentiamo anzitutto la risposta dell’AT, dal libro della Sapienza, scritto alle soglie del NT: ai Giudei della diaspora (dispersi nei vari paesi del Medio Oriente in seguito alla distruzione del Regno del Nord nel 722 a. C. e di quello del Sud nel 586 a. C. e alla persecuzione dei Seleucidi dal 167 a.C.), che si chiedevano perché Dio non intervenisse a distruggere gli idolatri, Dio risponde che castiga, sì, il peccato, ma lo fa a poco a poco per dare la possibilità a tutti di pentirsi: tu correggi poco a poco quelli che sbagliano e li ammonisci ricordando loro in che cosa hanno peccato, perché, messa da parte ogni malizia, credano in te, Signore (Sap 12,2). Così Dio aveva agito anche nel caso dei Cananei, 1.100 anni prima, quando li cacciò dalla loro terra per far posto al popolo eletto: Pur potendo in battaglia dare gli empi in mano dei giusti, oppure annientarli all'istante con bestie terribili o con una parola inesorabile, giudicando invece poco a poco, lasciavi posto al pentimento, sebbene tu non ignorassi che la loro razza era cattiva e la loro malvagità innata e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata (Sap 12,9-10). La tua forza infatti è principio di giustizia (= salvezza, secondo il significato biblico); il fatto che  tu sei padrone di tutti ti rende indulgente con tutti (16). Padrone della forza, giudichi con mitezza e ci governi con molta indulgenza, perché, quando vuoi, tu eserciti il potere (18). In tal modo Dio si presenta come modello dell’agire: Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo che il giusto deve amare gli uomini; inoltre hai dato ai tuoi figli la buona speranza che, dopo i peccati, tu concedi il pentimento (19). Allo stesso modo Gesù ha misericordia e pazienza con noi peccatori e dà a noi e agli altri peccatori tempo di pentirci, se ci vuole.

III - In questo contesto possiamo leggere Romani come un invito ad affidarci all’onnipotenza di Dio, che Si mette a nostra disposizione nella preghiera; noi ci rivolgiamo a Dio per trovare soccorso nelle nostre necessità, ma non sappiamo… neanche come pregare in modo conveniente; però Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, che è veramente grande; e possiamo essere sicuri di essere esauditi anzitutto perché lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili (26) e perché Dio è colui che scruta i cuori e sa che cosa desidera lo Spirito, il quale intercede per i credenti secondo i disegni di Dio (27). Confidiamo nell’onnipotenza della preghiera e dello Spirito che ci sostiene in essa.

Pensiero Eucaristico. Da Gesù eucaristico ci ottengano la Vergine del Carmelo e S. Giuseppe, gli Angeli e i Santi, di contemplare la pazienza di Dio e di usarla coi nostri fratelli, della cui salvezza anche noi dobbiamo occuparci e preoccuparci. (mons. Francesco Spaduzzi)






foto

Léonard Gaultier, Parable of Weeds in the Wheat, probably c. 1576-1580

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