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Rompono il silenzio gli operatori conciari del polo solofrano.

Rompono il silenzio gli operatori conciari del polo solofrano dicendo la loro sull'impianto di stoccaggio e recupero delle plastiche marine da creare nell'area industriale solofrana. Infatti hanno inviato al Ministero dell'Ambiente un documento dove si chiede l'alt “dell'iter autorizzativo”. L'impianto potrebbe nuocere alla stabilità ambientale, logistica ed economica  di uno dei più noti poli conciari italiani. Hanno pur fatto notare che l'area presenta delle criticità ancora non risolte. A detta degli operatori conciari l'impianto stoccherebbe qualcosa come 500 tonnellate di rifiuti giornalieri divenendo più un centro raccolta che un impianto di economia circolare. Comunicato anche il fattore della viabilità e sicurezza in una zona contenente stabili sottoposti alla normativa Seveso. La discesa in campo degli operatori conciari per il “no” si unisce a quella dei cittadini e delle istituzioni, formando così un fronte unico sulla contrarietà dell'impianto di materie plastiche, facendo notare, anche, che vi solo altri modi di economia circolare idonei al comparto conciario solofrano.

D.G.

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