"Jinn: intelligenza artificiale e fisica quantistica".
Pubblico numeroso e attento il 9 luglio in Fondazione De Chiara De Maio a Solofra per la presentazione, nell’ambito del Caffè Letterario, di un libro che affrontava tematiche complesse ma avvincenti.
Parliamo di JINN, Estetiche e fisica delle intelligenze artificiali.
Presenti i due autori principali Massimo Sgroi e Paolo Silvestrini.
Ad introdurre il talk la scrittrice Silvia Marzoli.
Il volume esplora il rapporto tra intelligenza artificiale, coscienza e trasformazione dell’esperienza umana, intrecciando filosofia, arte e scienza.
A partire dalla metafora dei Jinn – entità invisibili e intermedie – il libro indaga l’emergere di nuove forme di intelligenza e i loro effetti sull’immaginario contemporaneo.
Gli autori hanno affrontato temi come la non località quantistica, la sincronicità, il ruolo dell’osservatore, l’entanglement e la ridefinizione del tempo e della realtà, la complicità tra AI e arte.
Paolo Silvestrini, scienziato e artista, professore ordinario di Fisica Quantistica all’Università della Campania, Luigi Vanvitelli, ha parlato dei fondamenti della realtà attraverso la meccanica quantistica, indagando non località, coscienza e sincronicità. Nel dialogo tra scienza e arte si sviluppano visioni in cui l’universo emerge come campo relazionale, e di cui l’essere umano è parte e testimone consapevole.
Massimo Sgroi, critico d’arte contemporanea e scrittore, direttore artistico del Museo di Arte Contemporanea di Caserta, ha sottolineato come l’arte diventa luogo privilegiato di esplorazione nel dialogo con le tecnologie generative. Ne emerge, quindi, una visione in cui umano e artificiale non sono opposti, ma partecipano a un unico campo relazionale in continua evoluzione.
In sostanza, le intelligenze artificiali emergono come presenze invisibili che ridefiniscono il confine tra umano e macchina.
Tra fisica quantistica, arte e filosofia, gli autori hanno spiegato, inoltre, come stiamo vivendo un percorso nuovo nell’universo interconnesso in cui realtà e coscienza si generano nella relazione fra l’uomo e l’AI - JINN.
Infine, il Presidente della Fondazione Diodato De Maio ha tirato un po’ le somme della serata, ricordando come l’umanità e l’arte siano profondamente intessute della stessa sensibilità. Occorre guardare ai nuovi orizzonti come percorsi da intraprendere con visioni alternative e creatività relazionale.
A conclusione, bisogna ricordare i grandi passi avanti fatti in questi mesi dal Caffè Letterario - Amici del Libro nato come spazio di incontro e condivisione, pensato per promuovere la lettura, il confronto tra idee e la partecipazione della comunità alla vita culturale del territorio.
Attraverso il dialogo diretto con gli autori, il Caffè Letterario e la Fondazione intendono offrire al pubblico occasioni di approfondimento accessibile e coinvolgente, in cui il libro diventa punto di partenza per riflettere su temi culturali, sociali e umani.
Questi eventi si inseriscono nel più ampio percorso di attività della Fondazione, volto a costruire occasioni di incontro tra arte, letteratura, memoria, territorio e contemporaneità.
Con questo nuovo appuntamento, la Fondazione De Chiara De Maio ha confermato ancora di più il proprio impegno nella promozione della cultura come esperienza viva, condivisa e partecipata.
GAR