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Tempo Pasquale – Domenica VII: Ascensione del Signore.

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Pasquale – Domenica VII: Ascensione del Signore (2025- 26)

Letture bibliche: At 1,1-11; Sal 46; Ef 1,17-23; Mt 28,16-20

Introduzione. (a) S. Paolo prega Dio che Egli illumini gli occhi del vostro cuore per farvi comprendere (18) che dobbiamo osservare tutto ciò che Gesù ci ha comandato (20). Noi non abbiamo preso sul serio quello che Gesù ci ha comandato e tanto meno lo abbiamo osservato. Chiediamo perdono di tutti i nostri peccati. (b) Il senso della celebrazione di oggi viene bene espressa nella colletta: nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria. Con la Messa dell’Ascensione del Signore celebriamo, cioè ricordiamo e rendiamo presente ed efficace per noi, questo mistero della vita di Gesù, che consiste nel fatto che Egli, salendo in cielo, ha portato con Sé la nostra natura umana - la Sua umanità è uguale alla nostra, il Suo corpo e anima sono uguali ai nostri -, e la nostra speranza è che un giorno noi raggiungiamo Gesù in Cielo, dal momento che Lui è nostro Capo e noi siamo Sue membra: come tali anche noi dobbiamo essere in Cielo, dove è Lui il nostro Capo.

I – (a) Anzitutto contempliamo il fatto dell’Ascensione, avvenuto alla presenza degli Apostoli: prima di salire al Cielo Gesù si mostrò a essi vivo, dopo la sua passione, con molte prove, durante quaranta giorni, apparendo loro - i 4 Vangeli raccontano oltre una decina di apparizioni per confermarli nella fede della Sua resurrezione - e parlando del regno di Dio (3) e ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa del Padre...: tra non molti giorni, sarete battezzati in Spirito Santo (4). E conferma e chiarisce la promessa: riceverete la forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme... e fino ai confini della terra (8), perché è grazie al loro apostolato che si diffonderà il Regno di Dio. (b) Mettiamo insieme i vari testi del NT che ci parlano dell’Ascensione per avere un quadro completo e complessivo del mistero: Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva (Lc 24,50-51), fu elevato in alto (At 1,9), fu assunto in cielo e sedette alla destra di Dio (Mc 16,19) e una nube lo sottrasse ai loro occhi. Essi stavano fissando il cielo mentre egli se ne andava, quand’ecco due uomini in bianche vesti si presentarono a loro e dissero: “Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo? Questo Gesù, che di mzzo a voi è stato assunto in cielo, verrà allo stesso modo in cui l'avete visto andare in cielo” (At 1,9-11). Ed essi si prostrarono davanti a lui, poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia (Lc 24,53) dal monte detto degli Ulivi (At 1,12). Rinnoviamo spesso la nostra fede in questo mistero, che nella recita del Rosario contempliamo come secondo glorioso. Lo faremo nella professione di fede del Credo Niceno quando affermiamo: Il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti e il suo regno non avrà fine. Crediamo nel mistero e cerchiamo di capirne di più per gustare di più.

II – Che cosa rappresenta per Gesù l’Ascensione? (a) Rappresenta il completamento della Sua glorificazione. Il Cielo, dove ascende Gesù, è considerato la dimora di Dio (Gn 11,5) ed è anche il Regno dei cieli promesso ai giusti (2Cor 5,2). L’ascensione di Cristo in cielo significa dunque che la Sua umanità conseguì la suprema partecipazione della condizione divina. Ciò viene espresso con le parole: Egli siede alla destra del Padre (cfr. At 2,32-36, ecc.) o sta alla destra di Dio (Rm 8,34, ecc.), cioè Gesù entra nella gloria (Eb 2,10) al cospetto di Dio Padre (Eb 9,24). In questo modo Gesù si eleva anche al di sopra di tutte le creature, terrestri e celesti. Così Egli ha vinto il peccato e la morte, è l’effusore dello Spirito insieme col Padre (At 2,33), il mediatore dell’universo, il Signore universale: Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra (18), il giudice dei vivi e dei morti (Eb 9,28). La glorificazione di Gesù inizia – può sembrare strano a noi, ma questa è l’idea di S. Giovanni - nella Passione e Morte: Io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me (Gv 12,32), continua con la sua discesa negli Inferi e con la liberazione dei Giusti dell’AT, si manifesta con la resurrezione e raggiunge il culmine con l’Ascensione alla destra del Padre e continua con la mediazione celeste di Gesù, che ci ottiene dal Padre lo Spirito e lo effonde sui discepoli a Pentecoste e attraverso i secoli. In sostanza con l’Ascensione la natura umana di Gesù riceve una pienezza particolare dello Spirito della gloria (1 Pt 4,14), che Egli può versare sui redenti e credenti (cfr. Gv 7,39). (b) Tutto questo viene proposto alla nostra fede. Ringraziamo il Padre per la gloria data al Figlio fatto uomo. Gioiamone con Gesù, ma con la convinzione che Egli non è un estraneo, ma il Capo del Corpo mistico, il nostro Capo. E quindi la sua glorificazione è anche la nostra. Dobbiamo rallegrarci della Sua gloria, ma anche per noi e per i nostri fratelli, perché si realizzerà anche per noi un giorno quello che è avvenuto per Lui venti secoli fa e resta sempre attuale in Cielo.

III – E che cosa è l’Ascensione di Gesù per noi, per cui abbiamo motivo di rallegrarcene? (a) Ma prima vogliamo domandarci che rapporto ha avuto Maria con l’Ascensione del Figlio: siamo nel mese di maggio, che dedichiamo con particolare devozione a onorare e  imitare la Vergine. “La gloria della natura umana di Gesù si riflette sulla Madonna. Gli Angeli la proclamano loro Regina e Madre del loro Re; i Santi la riveriscono come loro corredentrice, loro liberatrice. Il Figlio stesso si gloria di avere una Madre così bella. I suoi sentimenti: riconoscenza, amore, umiltà. Riconoscenza perché vede nella gloria del Suo Figlio il prezzo della scelta che Dio ha fatto di lei, tutti i beni che ella ha ricevuto, tutti quelli che le sono ancora riservati: Grandi cosa ha fatto in me l’Onnipotente. Nel trasporto del suo amore il suo spirito trasalisce di gioia: E il mio spirito esulta in Dio mio Salvatore. Più lei è elevata in alto, più ella si inabissa nel suo niente: Ha guardato l’umiltà della sua serva. Le sue virtù. Ella poteva senza dubbio seguire il Figlio nel cielo. Preferisce restare ancora sulla terra, perché lo richiede la nostra utilità. Quale sacrificio! Questo rivela bene il grande amore che lei nutre per gli uomini” (ven. P. J. de CLORIVIERE +1820, Les quinze mystères du rosaire, passim). Viviamo l’Ascensione del nostro Capo del Corpo Mistico con i sentimenti e le virtù di Maria. (b) Per avere la vita eterna, dobbiamo associarci ai misteri della Nascita e Vita, Morte e Resurrezione di Gesù: ciò avviene nei sacramenti; dobbiamo con Lui e in Lui nascere e morire, risorgere e ascendere al cielo e sederci alla destra del Padre. Vediamo i particolari seguendo S. Paolo. Nel sacramento del battesimo si realizza questo stato di morte, associandoci al mistero della Morte di Cristo. S. Paolo, per farci capire questo concetto, sfrutta il rito del battesimo per immersione: la vasca dell’acqua, scavata nella terra o costruita, è come una tomba, in cui il cristiano è sepolto: quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte; per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti con lui nella morte (Rm 6,3-4), e quindi l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui (6,6); ma - attenzione! - come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi, a somiglianza di Cristo, possiamo camminare in una vita nuova (6,4), cioè dobbiamo riemergere a una meravigliosa e sorprendente novità di vita, consona a una nuova creatura (cfr. 2Cor 5,17); in effetti se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui (6,8); cioè, in pratica, chi è morto è liberato dal peccato (6,7); così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù (6,11). In sostanza S. Paolo dice che nel battesimo noi siamo stati “concrocifissi” con Cristo, siamo morti insieme con Lui, siamo stati sepolti con Lui, siamo risuscitati con Lui, nel senso che siamo morti al peccato e siamo risuscitati a vita nuova, che è la vita di Cristo in noi. Paolo tira una conclusione, che è anche un’esortazione: Il peccato dunque non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri. Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia, ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia  (6,12-13). Altrove Paolo spiega così lo stile di vita di risorti che dobbiamo assumere: Se dunque siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra (Col 3,1-2). (c) Ma Paolo porta avanti la nostra assimilazione ai vari misteri della vita di Gesù e aggiunge anche quello dell’Ascensione: Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù (Ef 2,4-6).

Pensiero eucaristico. Dio con la sua infinita potenza ha risuscitato Gesù. Questa stessa potenza agisce in tutti i sacramenti e particolarmente nell’Eucaristia. La Parola ci ha illuminati su quanto dobbiamo conoscere a proposito dell’Ascensione, ma il battesimo lo realizza in noi, la Confessione lo restaura, se l’abbiamo perduto, o lo perfeziona e l’Eucaristia lo porta a maturazione, sostenendo la nostra vita cristiana. Preghiamo Maria SS., nostra Madre, e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi nostri protettori, e quelli ai quali ci raccomandiamo con particolare devozione, perché ci ottengano la grazia di accogliere le grazie annesse alla celebrazione del mistero dell’Ascensione di Gesù e di tutti i misteri della Sua vita, come hanno fatto loro. (mons. Francesco Spaduzzi)


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