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Processo simulato al Palazzo di Giustizia di Napoli.

Studenti protagonisti della cultura della legalità.

L’aula 713 del Palazzo di Giustizia “Alessandro Criscuolo” di Napoli ha ospitato un coinvolgente processo simulato che ha visto protagonisti gli studenti degli istituti “Elsa Morante” di Scampia e “Cartesio” di Villaricca.

Per un giorno, i ragazzi hanno indossato la toga cimentandosi nei ruoli di giudici, avvocati e pubblici ministeri. Alcuni di essi hanno interpretato gli imputati, altri i testimoni, dando vita ad una esperienza formativa intensa e partecipata, capace di avvicinare i giovani ai valori della giustizia e al funzionamento del sistema giudiziario.     

 

Al centro della simulazione processuale, un caso ispirato alla tragica vicenda di Tiziana Cantone, la giovane donna che si tolse la vita dopo la diffusione online di alcune sue immagini private. Un tema particolarmente delicato e attuale, affrontato con grande sensibilità dagli studenti, che hanno potuto riflettere sui rischi legati all’uso improprio dei social network, sul rispetto della dignità della persona e sulle conseguenze della diffusione non consensuale di contenuti intimi.

L’esperienza ha rappresentato una preziosa occasione di confronto diretto con il mondo della giustizia, favorendo consapevolezza, senso civico e rispetto delle istituzioni.

 

L’iniziativa è stata fortemente voluta dalla Presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli e si è tenuta all’indomani della stipula della convenzione tra la Corte d’Appello di Napoli, l’Associazione Nazionale Magistrati, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli e l’Ufficio Scolastico Regionale della Campania, finalizzata alla diffusione della cultura della legalità, della conoscenza dei principi del giusto processo e dell’educazione civica tra le nuove generazioni, attraverso un approccio concreto e partecipativo.

A dare il benvenuto al Palazzo di Giustizia al pubblico presente in aula e alle scolaresche, la Presidente Covelli: “La nostra idea è mettere a sistema questo modello educativo, ampliandolo anche ad altri istituti scolastici. Si tratta di una iniziativa di grande valore formativo e sociale, che consente ai giovani di avvicinarsi concretamente al mondo della giustizia e ai principi fondamentali del nostro ordinamento democratico. La scuola e le istituzioni giudiziarie, quando collaborano, svolgono una funzione essenziale nella crescita culturale e civile delle nuove generazioni. Attraverso esperienze come questa, gli studenti non solo approfondiscono la conoscenza delle regole e del funzionamento del processo, ma comprendono anche il significato autentico di parole come responsabilità, rispetto, ascolto e legalità”.

 

Leda Rossetti, Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati di Napoli, ha illustrato l’oggetto del processo simulato: “Dopo il caso di Tiziana Cantone è stato introdotto il reato di revenge porn, adeguando il testo normativo all’evolversi della società. Oggi è una tematica, insieme a quella del bullismo, che tocca tutti i ragazzi molto da vicino, che devono fare rete, insieme agli adulti, per evitare che il disagio, l’isolamento possa spingere una persona a gesti estremi. Bisogna educare alla sensibilità, alla solidarietà, alla gentilezza, che oggi sono gesti rivoluzionari”.  

 

Il Magistrato Stefano Celentano: “Ho potuto toccare con mano l’impegno e l’entusiasmo con cui i ragazzi hanno aderito all’iniziativa. La toga che gli studenti oggi indossano è un simbolo: significa che c’è lo Stato, che risponde davanti ai cittadini attraverso lo strumento della legalità, per il fine dell’accertamento della verità e per ristabilire le regole della convivenza civile”.    

 

Parole di ringraziamento e di apprezzamento per la giornata di lavori sono giunte anche dalle Docenti Ileana Manco e Daniela Sagliocchi.

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