Tempo Pasquale: Domenica della “Resurrezione del Signore” dell’anno A (2025-26)
Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com)
Tempo Pasquale: Domenica della “Resurrezione del Signore” dell’anno A (2025-26)
Letture bibliche: At 10,34.37-43; Sal 117; Col 3,1-4 o 1Cor 5,6-8; Gv 20,1-9
Introduzione. (a) Cristo è morto e risuscitato per la nostra salvezza. Affinché siamo salvati, dobbiamo conoscere Gesù e amarLo, incontrarLo nei sacramenti e regolare la nostra vita sulla Sua; altrimenti rendiamo inutili le sofferenze di Cristo per noi e irraggiungibili tutti i doni meravigliosi che Egli ci ha meritati. All’inizio della Messa rinnoviamo la nostra rinuncia a Satana, fatta già al momento del battesimo, chiediamo perdono dei nostri peccati e rinnoviamo la nostra adesione a Dio Padre, Figlio, Spirito Santo. Utilizziamo l’acqua benedetta nella Veglia Pasquale. (b) Il Vangelo e la prima lettura mettono in rilievo il fatto della resurrezione di Gesù e che essa ci viene trasmessa per la predicazione, che noi accogliamo con fede, e nella seconda lettura ci viene indicato lo stile di vita che deve avere chi per mezzo del battesimo è diventato membro del Corpo mistico di Cristo.
I – Innanzi tutto riflettiamo sul fatto della Resurrezione di Gesù. Le donne (per la storia: Maria di Magdala, Maria di Giacomo, Salome e Giovanna) vanno al sepolcro per completare l’imbalsamazione – chiamiamola così – del Corpo di Gesù morto. Non pensano per niente alle profezie che Gesù aveva fatte tante volte circa la Sua Resurrezione, ogni volta che aveva preannunciato la Sua Passione e Morte. Ci sono tante (almeno nove?) di queste profezie.
Le donne trovano il sepolcro aperto. Probabilmente per questo Maria Maddalena si allontana dal gruppo e corre al Cenacolo, dove stanno gli Apostoli, e annuncia loro la manomissione della tomba. Le altre donne si trattengono presso il sepolcro e vedono che la tomba di Gesù è vuota. Notano però anche uno o due Angeli che annunziano loro: “Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. E` risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: ‘E` risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete’. Ecco, io ve l'ho detto” (Mt 28,5-7). Esse si allontanarono dal sepolcro per tornare a Gerusalemme dagli Apostoli ma sulla via del ritorno Gesù si presenta loro: “Salute a voi”. Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: “Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno” (Mt 28, 9-10).
Nel frattempo Maria di Magdala aveva raggiunto gli Apostoli e comunicato ciò aveva visto alla tomba di Gesù. Pietro e Giovanni - loro due soltanto o perché stavano solo loro in quel momento nel Cenacolo o perché più interessati a vedere ciò che era successo - corrono al sepolcro e trovano la conferma di ciò che aveva visto la Maddalena. Di Giovanni si dice che giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario, - che era stato sul suo capo -, non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l'altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette (4-8)
Che cosa credette? Che Gesù Cristo era risuscitato. Un lampo nella mente gli fece capire che il corpo non poteva essere stato rubato, perché chi ruba non mette in ordine le cose e nessun ladro avrebbe perso tempo a sfasciare Gesù per portare via solo il corpo nudo. Nessuno avrebbe fatto queste operazioni non necessarie, se non altro, per non perdere tempo. Possiamo ragionare così: come Gesù era nato da Maria Vergine, lasciando intatta la sua verginità, così era risuscitato e si era sfilato dalle fasce e bende, che aveva abbandonate lì. E avrà ricordato anche le profezie di Gesù circa la Sua Passione e Morte e Resurrezione, tanto rifiutate dagli Apostoli, quando le sentivano.
A distanza di una trentina di anni da questi eventi S. Luca riporta negli Atti degli Apostoli il discorso di Pietro a casa del centurione Cornelio per dare testimonianza della resurrezione di Gesù: Essi (i Giudei) lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti (39-41). Alla parola di questi testimoni bisogna prestare fede. Anche perché proprio il Signore ha voluto che la Sua resurrezione fosse accettata per fede nella parola degli Apostoli: E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme... E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio (39.42).
Siamo ovviamente nel campo dei cosiddetti fatti indirettamente storici: cioè gli Apostoli hanno visto Gesù risuscitato ma non sono stati presenti alla sua resurrezione, alla quale forse hanno assistito solo gli Angeli, o forse anche sua Madre, dal momento che non la troviamo fra le donne che vanno al sepolcro, perché o già aveva avuto l’apparizione di Gesù risorto o addirittura aveva assistito alla resurrezione. Ma non ci sono dubbi sulla resurrezione di Gesù, perché questi la volle accompagnare con tante manifestazioni da eliminare da loro ogni forma di dubbi, facilitando ovviamente in questo modo anche la nostra fede.
II – Anche noi vogliamo prestare fede alla parola degli Apostoli e crediamo nella resurrezione di Gesù. Lo proclamiamo nel Credo ogni domenica: Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. Lo ripetiamo nelle acclamazioni dopo la consacrazione del pane e del vino: Annunziamo la tua morte, o Signore, proclamiamo la tua resurrezione, nell’attesa della tua venuta.
E’ così bello pensare a Gesù risorto dopo averlo contemplato per tanti giorni in una mare di sofferenza... Soprattutto considerando quali sono le caratteristiche del Corpo risorto di Gesù e di qualsiasi corpo risorto: il corpo diventa spiritualizzato e celeste, è circondato da splendore, è agile e si muove rapidamente, può penetrare altri corpi, non può patire più pur conservando la sensibilità. Gesù era già bellissimo nella fase terrena della sua vita; diventa immensamente più bello adesso che il Suo corpo è risuscitato; soprattutto le piaghe gloriose rendono ancora più bello il corpo di Gesù perché da esse emana uno splendore speciale – ci dicono i mistici.
III – Credere nella resurrezione è indispensabile per avere la remissione dei peccati: A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome (43). E’ ovvio che non basta credere, ma bisogna anche fare le opere della fede; perciò Gesù dice: Andate in tutto il mondo e proclamate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato (Mc 16,15-16; cfr. Mt 28,18-20).
Il battesimo è necessario perché è attraverso di esso che noi entriamo in contatto vitale con Cristo. Dopo che Pietro ebbe predicato il giorno di Pentecoste, alla richiesta degli ascoltatori: Che cosa dobbiamo fare, fratelli? (At 2,37), risponde: Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo (At 2,38). Questo perché quelli che avevano incontrato Gesù durante la fase terrena della Sua vita, già credendo alla Sua resurrezione avevano ricevuto lo Spirito Santo e la vita divina; quelli che invece non avevano creduto in Lui in quella fase, adesso che Gesù è nella fase celeste della Sua vita, può essere incontrato, per Sua volontà, solo attraverso i sacramenti, e il primo di tutti è il battesimo, la porta per tutti gli altri.
In effetti in modo molto evidente il battesimo ci conforma a Cristo morto e risuscitato: Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, affinché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (Rm 6,4). Così per il battesimo si ha la remissione dei peccati e la vita nuova. Questo fatto di essere creatura nuova con vita nuova ci obbliga a vivere con uno stile di vita nuovo: se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra (1-2). S. Paolo nel resto del capitolo entra nei particolari e descrive i vizi che il cristiano deve evitare e le virtù che deve praticare.
IV – Pensiero eucaristico. La massima unione con Cristo l’abbiamo nell’Eucaristia, perché in essa riceviamo Corpo e Sangue, Anima e Divinità di Gesù, che viene in noi e ci comunica il germe della resurrezione; Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno (Gv 6,54): con questa Parola Gesù ci ricorda che noi riceviamo Lui, che è morto per liberarci dalla schiavitù di Satana, e perciò ci aiuta a morire al peccato, ma lo riceviamo risuscitato e quindi con la capacità di comunicarci la vita divina, sia la vita divina subito, sia la resurrezione dei corpi alla fine del mondo, quando le nostre anime si ricongiungeranno ai corpi, che saranno gloriosi se saremo morti in amicizia col Signore. La Madre di Gesù e nostra madre, risuscitata e assunta in cielo, e Giuseppe, anche lui nella stessa condizione di glorificato (cfr. Mt 27,52-53), ci ottengano la resurrezione gloriosa (mons. Francesco Spaduzzi).