Logo

Triduo Pasquale – Giovedì Santo (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Triduo Pasquale – Giovedì Santo (2025-26)

Letture bibliche: Es 12,1-8.11-14; Sal 115; 1 Cor 11,23-26; Gv 13,1-15

Introduzione(a) La celebrazione di oggi ci invita a riflettere sull’istituzione dell’Eucaristia e del ministero ordinato e sul comandamento nuovo. Pentiamoci di tutti i peccati commessi contro l’Eucaristia, contro il servizio di guida nella Chiesa, contro la carità verso il prossimo. (b) L’Esodo ci parla dell’istituzione del rito pasquale antico, Paolo in 1Corinzi del nuovo, Giovanni del clima di amore e di servizio che deve caratterizzare la celebrazione e la vita dei discepoli, che ne è l’effetto. L’Eucaristia, come ogni sacramento, che rende presente sotto il segno sacramentale l’evento di grazia della Pasqua di Cristo, è memoriale del Signore e in particolare della Sua Passione e Morte. La differenza fra memoria e memoriale sta in questo: la memoria è un ricordo più o meno semplice dell’evento; il memoriale rende presente l’evento sotto il segno sacramentale, attraverso il rito: rende presente la  Persona di Cristo con la sua opera di salvezza per il discepolo di oggi.

I - La Pasqua dell’Antico Testamento. (a) Per gli Ebrei “pasqua” indicava due eventi pasquali: (a) Dio o l’Angelo di Dio passò (=pasqua) attraverso l’Egitto con la morte dei primogeniti egiziani: In quella notte io passerò per la terra d'Egitto e colpirò ogni primogenito nella terra d'Egitto, uomo o animale (12) e la salvezza dei primogeniti ebrei: Il sangue delle case dove vi troverete servirà da segno in vostro favore: io vedrò il sangue e passerò oltre (13); (b) gli Ebrei passarono attraverso il Mar Rosso, più precisamente il Mare dei Giunchi: L'angelo di Dio, che precedeva l'accampamento d'Israele, cambiò posto e passò indietro. Anche la colonna di nube si mosse e dal davanti passò indietro. Andò a porsi tra l'accampamento degli Egiziani e quello d'Israele. La nube era tenebrosa per gli uni, mentre per gli altri illuminava la notte; così gli uni non poterono avvicinarsi agli altri durante tutta la notte…. Gli Israeliti avevano camminato sull'asciutto in mezzo al mare, mentre le acque erano per loro un muro a destra e a sinistra (Es 14,19-20.29). (b) La pasqua, il passaggio di Dio e degli Ebrei, fu preceduto per ordine di Dio da un sacrificio, che consiste nell’offerta di se stessi a Dio con l’impegno a fare la volontà di Dio; tale sacrificio doveva avere come segno l’immolazione di un agnello (il cui sangue servì per segnare le porte degli Ebrei), che poi veniva mangiato. Dio ordinò a Mosè e al popolo ebreo di celebrare ogni anno questa cena come memoriale della pasqua del Signore e degli Ebrei: Il dieci di questo mese ciascuno si procuri un agnello per famiglia (3)lo conserverete fino al quattordici di questo mese: allora tutta l'assemblea della comunità d'Israele lo immolerà al tramonto (6); lo mangerete in fretta. E` la pasqua del Signore! (11). Questo giorno sarà per voi un memoriale; lo celebrerete come festa del Signore: di generazione in generazione, lo celebrerete come un rito perenne (14)Gli Ebrei celebrarono fedelmente ogni anno questo rito per ricordare la grande liberazione e lo chiamavano pasqua; perciò pasqua era non solo l’evento del passaggio, ma anche la cena annuale memoriale e lo stesso agnello. Gli Ebrei aspettavano la venuta del Messia proprio in una notte di pasqua, per liberarli da ogni forma di schiavitù: i pii ebrei si aspettavano la liberazione dalla schiavitù del peccato, gli altri una politica ed economica e sociale.

II - La Pasqua del Nuovo Testamento. (a) La Pasqua del NT è il passaggio, come quella dell’AT, ma di Cristo, che è vero Dio e vero uomo, da questo mondo al Padre: Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine (1). Il passaggio di Gesù non fu una morte naturale, ma una morte violenta, preceduta da sofferenze atroci, necessarie – perché così consentito da Dio Uno e Trino - per la salvezza degli uomini. Questo passaggio di Gesù avvenne in spirito di obbedienza al Padre e d’amore totale verso di Lui e gli uomini. Questa pasqua di Gesù fu preceduta dalla celebrazione della pasqua degli Ebrei, con piena fedeltà al rito: mangiarono l’agnello e le erbe amare, ecc. Però nel corso di essa Gesù stabilì un nuovo rito, che doveva rendere presente la Sua pasqua e che bisogna ripetere come memoriale di essa: il Signore Gesù,… prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: “Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me”. Allo stesso modo, verso la fine della cena, alla terza coppaprese anche il calice, dicendo: “Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me” (23-25)(b) Come nell’AT ci troviamo di fronte all’ordine di Dio di ripetere ogni anno il rito della cena pasquale per ricordare il passaggio di Dio e la liberazione degli Ebrei dall’Egitto, così Gesù ordina di ripetere, senza limite di numero, il Suo stesso gesto di prendere il pane e il vino e di trasformarli nel suo Corpo, che di lì a poche ore sarà consegnato alla morte, e nel suo Sangue, che sarà versato dal Getsemani fino all’apertura del Costato. Pasqua era il passaggio di Cristo da questo mondo al Padre, pasqua era anche il banchetto (la Messa) che si sarebbe ripetuta per rendere presente la Pasqua di Cristo, la sua Passione e Morte, Resurrezione e Ascensione, cioè il mistero della umiliazione e della glorificazione di Cristo. Sono realtà che occorre vivere nella fede, aderendo pienamente all’insegnamento di Gesù, come ricevuto e trasmesso dalla Chiesa (Apostoli, Vescovi, Padri della Chiesa, ecc.). Partecipare alla Messa con la Comunione è ricevere la forza, la grazia, la capacità  di vivere come è vissuto Gesù, Maria e Giuseppe, i Martiri e i Santi…

III - Le differenze fra la pasqua antica e la nuova. (a). Il significato delle due pasque è diverso. Il rito dell’AT ricordava e in qualche modo rendeva presente la liberazione degli Ebrei dall’Egitto; il rito del NT rende presente Gesù e la liberazione dalla schiavitù del peccato, operata da Lui. Il pane e il vino sono trasformati nel Corpo e Sangue di Cristo e rendono presente Gesù, il Signore risorto (Corpo e Sangue, Anima e Divinità), con la Sua opera di salvezza. (b) Gli ebrei la celebravano una volta all’anno nel primo mese dell’anno - fine marzo e aprile (per gli impediti, il mese dopo);  invece per i discepoli di Gesù: Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunziate la morte del Signore finché egli venga (26). I primi cristiani solennizzavano il giorno del sole, quello in cui era avvenuta la resurrezione e che fu detto “del Signore”, proprio col rito che rendeva presente la pasqua di Gesù. (c) Per partecipare alla pasqua ebraica, bisognava essere circoncisi, e mangiare l’agnello. Per partecipare alla Pasqua di Cristo, per rendere personale la liberazione dal peccato, operata da Cristo, occorre ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana: battesimo, cresima, eucaristia. Nel battesimo appare chiaro il nostro inserimento nella Pasqua di Cristo: O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte, affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova (Rm 6,3-4; il contesto: 6,1-14). Nell’Eucaristia ci uniamo a Cristo nel memoriale della sua Pasqua perché riceviamo sotto il segno del pane e vino precisamente il Corpo straziato e il Sangue versato di Colui che ormai è il “Signore”, perché è risuscitato. S. Paolo in 1Corinzi 11 insiste sulle disposizioni da avere per accostarci al Cristo pasquale, e in Romani 6 sulle conseguenze che l’incontro con Cristo deve avere nella nostra vita: farci diventare memoria vivente del Signore.

IV - Sacramento dell’Ordine. (a) Gesù istituisce l’Eucaristia e incarica gli Apostoli di realizzarla: fate questo in memoria(le) di me (24; cfr. 25): devono essere immagine di Cristo Capo con una missione, che continua la Sua: Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi (Gv 20,21), e ispirarsi all’atteggiamento di Cristo: Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per farsi servire, ma per servire (Mc 10,45); essi e i loro successori rendono un servizio come quello che Gesù fa agli Apostoli, lavando i loro piedi. (b) Gesù si donò per noi totalmente nella Sua pasqua e si dona ancora totalmente a noi nell’Eucaristia. E’ il suo amore che Lo spinse e Lo spinge a tanto e si aspetta una risposta di amore da parte nostra, amore nostro verso di Lui e verso i fratelli, fatti a Sua immagine e per i quali è morto. E’ il comandamento nuovo: Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri (Gv 15,17); Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri (Gv 13,34).

Pensiero eucaristico. L’Eucaristia è il memoriale della Passione di Gesù (26) e anche dono continuo di Se stesso agli uomini di tutti i tempi: S. Tommaso d’Aquino lo definisce: sacramento dell’amore, che significa amore e produce amore, perché oggi rende presente nella Chiesa Cristo e il Suo sacrificio. Essa rivela e comunica l’amore divino e la condiscendenza di Dio verso gli uomini e richiede di essere ricambiato con amore e gratitudine. Inoltre l’Eucarestia è vista come la fonte e culmine di tutta la vita cristiana, giacché racchiude Cristo, tutto il bene spirituale della Chiesa;  rappresenta e crea anche l’unità e la comunione nel Corpo Mistico di Cristo. Preghiamo Maria e Giuseppe, gli Angeli e i Santi, che ci ottengano dallo Spirito fede e amore, così da incontrare Gesù degnamente e crescere nell’amore verso Dio e verso il prossimo (Rm 5,5), per vivere con fedeltà secondo l’insegnamento di Gesù. (mons. Francesco Spaduzzi)


Condividi quest'articolo

Altri articoli di Cultura


Avellino. "MuBi, che sorpresa!"

Per festeggiare insieme la settimana di Pasqua, il Museo Irpino e la Biblioteca provinciale “S. e G. Capone” accoglieranno i visitatori nelle sedi di Palazzo della Cultura, del Carcere Borbonico con numerose attività[...]

Solofra in preparazione della Pasqua.

Pasqua è alle porte. Solofra, come ogni anno, si prepara a rivivere la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. La Collegiata di San Michele Arcangelo, sosterrà la vita spirituale della cittadina conciaria attraverso il[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici