Logo

Tempo di Quaresima: Domenica VI dell’Anno A.

Domenica delle Palme (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo di Quaresima: Domenica VI dell’’Anno A - Domenica delle Palme  (2025-26)

Letture bibliche: Is 50,4-7; Sal 21; Fil 2,6-11; Mt 26,14-27,66

Introduzione. (a) Letture lunghe: omelia breve. Così diventa necessario fare in queste celebrazioni della Settimana Santa, che sono straordinarie per bellezza e densità ma anche insolitamente lunghe per la liturgia di rito latino, normalmente così sobria e breve. Purifichiamo il nostro cuore dai peccati, che sono la vera causa delle sofferenze e della morte di Gesù, nonostante il gravissimo peccato dei Capi ebrei e di Pilato. (b) Con le orecchie e il cuore abbiamo ascoltato in Matteo i particolari della Passione e Morte di Gesù Nostro Signore e sotto gli occhi si sono materializzate, se ci siamo sforzati di realizzarlo, le scene, che hanno accompagnato le ultime ore della Sua vita in questo mondo; Isaia già sette secoli prima preannunciava queste sofferenze del Messia; Filippesi ci ha mostrato che l’annientamento dell’Incarnazione e l’umiliazione della Passione sono la via, scelta dalla Trinità per la glorificazione di Gesù,, il Figlio di Dio, fatto uomo.

I – (a) Isaia ci presenta il Servo di Yahweh, il Messia futuro, come un discepolo (4), che ascolta ogni mattina (5) attentamente la Parola di Dio per poter indirizzare la parola (4) a tutti come profeta; sa che non sarà ascoltato, anzi sarà flagellato, gli strapperanno la barba, lo insulteranno e gli sputeranno in faccia (6). Ma Egli si abbandona totalmente al Signore, nella certezza che non lo abbandonerà mai (7). (b) Sintetizziamo il racconto della Passione e morte di Gesù in Matteo: il tradimento di Giuda; nel corso dell’ultima Cena l’annuncio del tradimento e l’istituzione dell’Eucarestia, la profezia dell’abbandono dei discepoli, le proteste di Pietro e degli altri; nel Getsemani la preghiera di Gesù e il sonno dei tre discepoli, l’arresto di Gesù e il bacio di Giuda; l’incontro con Caifa e il processo notturno da parte del Sinedrio; il triplice rinnegamento di Pietro; l’incontro con Pilato e il tentativo della moglie del governatore di far liberare Gesù; la condanna a morte e il viaggio al Calvario; la crocifissione e morte di Gesù; la sepoltura e le guardie presso la tomba di Gesù. Tutto questo per nostro amore. (c) In Filippesi Paolo presenta il Figlio di Dio, che diventando uomo, nasconde la sua divinità e ancora di più nella sua Passione e Morte in croce; ma il Padre lo glorifica con la Resurrezione e Ascensione al Cielo: Egli è riconosciuto come il Signore.

II - Per salvarci, Gesù, vero Dio e vero uomo, (a) ha patito come uomo con amore infinito per espiare i nostri piaceri, che sono contro la volontà di Dio. Non era sufficiente la tanto dolorosa sofferenza di Gesù, ma era necessario che (b) patisse anche Dio per dare valore infinito a tutto quello che Egli faceva per noi: doveva riparare i peccati, che noi abbiamo commessi contro Dio, e solo un Dio è in condizione di dare una riparazione degna di Dio. Era ancora indispensabile che (c) soffrisse con amore verso il Padre e verso l’uomo: la nostra mancanza di fede e amore verso Dio e verso il prossimo, concretizzatasi nella disobbedienza dei progenitori a Dio, dovevano essere riparate dall’amore e dall’obbedienza di Gesù. Questo Gesù ha fatto per noi; e noi cosa dobbiamo fare per la nostra salvezza? Tre cose: con fede e carità fare 1. memoria e 2. memoriale del Signore e della sua Passione e Morte 3. per diventarne memoria vivente. Per non dilungarci, oggi parleremo di come fare memoria del Signore e della Sua Passione e Morte e Giovedì Santo su come farNe memoriale nell’Eucaristia e nei Sacramenti, e Venerdì Santo come diventarNe memoria vivente.

III – Gesù ha patito per noi. La prima cosa che dobbiamo fare è cercare di conoscere bene quello che Gesù ha fatto per noi. (a) Se facciamo qualche sacrificio per un amico, siamo contenti che egli ne sia cosciente, ne parli, si mostri grato. Gesù ha un Cuore sensibilissimo all’ingratitudine (cfr. la guarigione dei dieci lebbrosi in Lc 17,12ss), ed è grato verso coloro che Gli mostrano amore: Maria, sorella di Lazzaro, unse il capo di Gesù con profumo, che valeva 300 denari, lo stipendio di un operaio per anno di lavoro - mentre Giuda si sarebbe accontentato di soli 30 danari dai capi ebrei. Giuda protestò contro lo sciupio di Maria, che poteva spendere quei soldi per i poveri, ma Gesù se ne accorse e disse loro: “Perché infastidite questa donna? Essa ha compiuto un'azione buona verso di me. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me. Versando questo profumo sul mio corpo, lei lo ha fatto in vista della mia sepoltura. In verità io vi dico: dovunque sarà annunciato questo Vangelo, nel mondo intero, in ricordo di lei si dirà anche ciò che ella ha fatto” (Mt 26,10- 13). (b) I Santi hanno molto insistito sulla necessità e utilità di meditare la Passione del Signore, per farGli cosa gradita: S. Alfonso de’ Liguori, oltre a fare tanti riferimenti alla Passione e Morte di Gesù nelle sue scritti e preghiere, ha composto vari opuscoli di meditazioni sull’argomento per aiutare i fedeli a sviluppare gratitudine per Gesù, a innamorarsi di Lui, a spingere all’imitazione delle virtù praticate da Gesù specie durante la Passione: “Oh quanti cuori felici nelle piaghe di Gesù, come fornaci accese d’amore, si sono talmente infiammati ad amarlo, che non hanno ricusato di consacrargli i beni, la vita, e interamente se stessi, superando con gran coraggio tutte le difficoltà, che loro si attraversavano nell’osservanza della divina legge per amore di quel Signore, che, essendo Dio, volle tanto soffrire per loro amore!” (L’Amore delle anime). A chi gli chiedeva quanta meditazione fare ogni giorno P. Pio rispondeva “Due sono necessarie: una la mattina, l’altra la sera, sul Crocifisso”. Per lui meditare significava specialmente contemplare la Passione di Gesù. Esortava a meditare la Passione anche nell’aridità: “E non pensi all’abbandono che soffrì Gesù? Dobbiamo partecipare al suo martirio oltre che meditarlo!”. “Utile o inutile, anche se non ci riesci, la devi fare se vuoi amare Chi tanto ci ha amato e se vuoi andare in Paradiso”. Il profitto che si trae dalla meditazione sul Crocifisso è “il merito di crocifiggere la volontà in ciò che è male, di pugnalare il proprio io”.

IV - (a) Come fare memoria della Passione del Signore? Si possono leggere e meditare i racconti della Passione secondo i quattro Evangelisti, i quali riportano alcuni fatti comuni, ma sottolineano questo o quell’aspetto delle sofferenze di Gesù; si possono contemplare i misteri dolorosi nella recita del Rosario; si possono leggere libri specifici sull’argomento come quelli di S. Alfonso. (b) S. Ignazio indica sei circostanze da considerare in ogni particolare della storia della Passione: le persone che intervengono in quel passo; le parole che vengono dette; le azioni delle persone; i sentimenti del Cuore di Cristo; la Divinità di Cristo, che si nasconde; per chi patisce Gesù. Gli affetti da alimentare nel corso della meditazione: compassione per Gesù, aborrimento e odio per il peccatoche è la causa della Passione, timore della giustizia divina per i nostri peccati, ammirazione per la sapienza e la bontà di Dio, speranza, amore verso Chi tanto ci amò, imitazione delle sue virtù,  zelo per le anime, offrirsi e dedicarsi totalmente al servizio e alla volontà di Gesù. Giova contemplare questi misteri come se si realizzassero solo per me (ero presente agli occhi di Cristo quando pativa), come se io fossi solo al mondo e non vi fosse nessun altro, e che posso trarre tanta utilità da questi misteri come se fossi il solo a stare sotto il sole e ad avvantaggiarmene. (c) Avere un bel Crocifisso in casa e anche addosso è una buona cosa. S. Gertrude scrive: “In verità, non accade mai che uno veda un Crocifisso senza una speciale grazia di Dio. E perciò come non è mai senza colpa per un cristiano il guardare con ingrata indifferenza il prezzo inestimabile del suo riscatto, così non è mai senza frutto il guardarlo con amore’ (L. 2 c. 41). Anzi “contemplando l’immagine di Cristo crocifisso, comprese che, se qualcuno guarda con amore il Signore sulla croce, a sua volta è guardato da Lui con tanta bontà e misericordia che la sua anima, simile a un tersissimo specchio, riflette l’immagine contemplata con grande delizia della corte celeste. E ogni volta che una persona compie con amore e rispetto questo atto ne ricava una grande gloria in cielo” (L. 2 c. 41). E si potrebbero moltiplicare le citazioni.

Pensiero eucaristico. Nell’Eucaristia, di cui il Vangelo di oggi ci ha raccontato l’istituzione, riceviamo il Corpo e Sangue di Cristo, di cui abbiamo ascoltato le sofferenze. Le parole di Gesù non lasciano spazio a dubbi: Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti, per il perdono dei peccati” (26-28)Gesù chiaramente afferma che sta dando da mangiare il suo Corpo, che nelle prossime ore sarà consegnato nelle mani dei nemici per essere straziato, e sta offrendo da bere il suo Sangue, che presto sarà versato per la remissione dei peccati e per stabilire la nuova ed eterna alleanza con l’umanità. Con fede e amore abbiamo condiviso i sentimenti del Cuore di Cristo mentre ascoltavamo il racconto delle sue sofferenze e ci siamo uniti al sacrificio di Gesù nell’offerta di se stesso al Padre, per farne la volontà, e ora con fede e amore più intenso uniamoci a Gesù nella Comunione eucaristica, per partecipare pienamente al memoriale della Passione del Signore.  Raccomandiamoci alla Vergine Addolorata e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e ai nostri Santi Patroni, in particolare quelli più devoti della Passione e dell’Eucaristia, specie S. Alfonso e S. Pio, perché ci ottengano di vivere l’incontro con Gesù nella meditazione e nell’Eucaristia come lo vivevano loro. (mons. Francesco Spaduzzi)


Condividi quest'articolo

Altri articoli di Cultura


Graded presenta “A-ZIONE”.

Soluzioni ecocompatibili, scalabili e ad alta efficienza per il trattamento delle acque reflue, in linea con Green Deal, politiche di decarbonizzazione ed economia circolare. E’ partito ufficialmente “A-ZIONE" (ovvero Alghe nel[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici