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Tempo di Quaresima: Domenica II dell’Anno A (2025-26)

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo di Quaresima: Domenica II dell’Anno A (2025-26)

Testi biblici: Gn 12,1-4; Sal 32; 2Tm 1,8-10; Mt 17,1-9

Introduzione: (a) In Matteo Gesù si trasfigura. Così dovrà diventare l’uomo che segue Gesù da vicino, che è Suo discepolo autentico, che ascolta la Sua Parola e la mette in pratica. Però, per realizzare questo, come l’Abramo della Genesi, dovrà lasciare tutto, affidarsi completamente a Dio e lasciarsi guidare da Lui. Anzi, come esorta 2Timoteo, a imitazione di  Gesù dovrà anche portare la croce e impegnarsi alla diffusione del Vangelo per la salvezza dei fratelli.

(b) Gesù si trasfigura davanti a Pietro Giacomo e Giovanni: manifesta nel Suo corpo un raggio dello splendore della sua Divinità, della sua infinita bellezza. In qualche modo anticipa le caratteristiche gloriose del Suo corpo, che si manifesteranno in Lui dalla Sua resurrezione in poi. Noi invece, in molti nostri atteggiamenti, manifestiamo la bruttezza della nostra anima, macchiata dal peccato. All’inizio della Messa vogliamo chiedere perdono delle nostre colpe e rinnovare i propositi della Quaresima di fare penitenza, per distruggere il peccato nella nostra vita, e dedicare più tempo all’ascolto della Parola di Dio e alla preghiera e impegnarci nelle opere di misericordia.

I – 1.  (a) La Trasfigurazione di Gesù si presta a molte riflessioni. Ne facciamo qualcuna. (a) Gesù prese con sé solo i tre apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte (1) Sono i tre che accompagneranno Gesù in occasione della resurrezione della figlia di Giairo (Mt 9,18-26) e sono più vicini a Gesù nell’Orto di Getsemani (Mt 26,36-46), dove assistono alla Sua atroce sofferenza. Gesù li prepara, solo loro tre, con una duplice manifestazione della Sua gloria e della Sua potenza divina, facendoli assistere al miracolo della resurrezione della ragazza e al segno della sua divinità nella Trasfigurazione prima di mostrare loro la sua Umanità sotto il peso della sofferenza nel Getsemani e in tutta la Passione. Gesù è buon pedagogo e prepara gli Apostoli allo scandalo della Croce. (b) In realtà Gesù, sei giorni (Mt 17,1) prima, ha ricevuto la professione di fede di Pietro e degli Apostoli nella sua divinità: Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente (Mt 16,16) e ha annunciato la sua Passione e Morte e la Sua Resurrezione, provocando lo scandalo dei discepoli: Da allora Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno (Mt 16,21); insieme ha avvertito i discepoli che anche loro dovranno soffrire: Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mt 16,24). Dopo la Trasfigurazione annuncia di nuovo la sua Passione: “Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell'uomo non sia risorto dai morti” (Mt 17,9)per ricordare agli Apostoli che Egli seguirà la strada della Passione e Morte per salvare loro e tutti gli uomini. Gesù aveva rimproverato severamente Pietro, chiamandolo Satana quando aveva protestato contro il Suo annuncio della Passione: “Va dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!” (Mt 16,23). Stavolta Pietro prudentemente tace… Ma anche noi dobbiamo sapere accettare che Gesù ci salvi per mezzo della Sua crudelissima Passione e dobbiamo essere disposti ad essere membra autentiche del Corpo Mistico di questo Capo: se Lui è un Capo sofferente, noi non possiamo seguire una via diversa per essere portati alla vita eterna e risuscitare con un corpo glorioso. Ora la prima partecipazione alla Sua Passione è la penitenza: riconoscere e pentirci e confessare i nostri peccati e espiarli; un peccato non espiato può tornare nella nostra vita in qualsiasi momento.

2. (a) La bellezza di Gesù trasfigurato è straordinaria: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce (2). Gesù era già bellissimo per se stesso, perché aveva un corpo perfetto, non intaccato da malattie o deformità; esso lasciava trasparire la bellezza della Sua anima, bellissima per tutte le virtù, che praticava in modo perfetto. Ma qui adesso è anche un raggio della divinità che Cristo lascia trasparire. Così bello gli Apostoli lo rivedranno solo dopo la resurrezione,  anzi tanto più bello quanto più malridotto L’avevano visto o immaginato durante la Passione. Ad alcuni mistici apparve Gesù: sperimentarono sensazioni che li accompagnarono per tutta la vita e li sostennero anche nei periodi più bui. Immaginiamo e gustiamo questa bellezza di Gesù, anche se la possiamo vedere ancora, ma la vedremo in tutto il Suo splendore nell’eternità, per misericordia di Dio; ma essa sarà anche nostra, se ci lasciamo coinvolgere e avvolgere dalla luce e dal calore, che ora ci trasmette Cristo con la Sua Persona e la Sua Parola, se aderiamo a Lui nell’ascolto, se ci uniamo a Lui nei Sacramenti, se riproduciamo in noi la Sua vita con l’imitazione delle Sue virtù. (b) Mosè ed Elia conversano con Gesù e appaiono agli Apostoli. L’oggetto della conversazione è indicato da Luca: Ed ecco due uomini conversavano con lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella gloria, e parlavano del suo esodo che stava per compiersi a Gerusalemme (9,30-31). L’argomento quindi è la Passione e Morte di Gesù, che l’AT aveva tante volte preannunciato e sulla quale Gesù stesso varie volte richiama l’attenzione degli Apostoli. Gesù ha idee chiare sul Suo futuro e la conclusione drammatica della Sua vita, seguita però dalla glorificazione per mezzo della Resurrezione e Ascensione al Cielo, non è un incidente di percorso, un’eventualità non prevista, ma è ben evidente già nel piano di salvezza di Dio per gli uomini. Quel Gesù che patirà e morirà è esattamente lo stesso, del quale vien detto: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (6). E’ lo stesso, per il quale l’incantato Pietro dice: “Signore, è bello per noi stare qui; se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia” (4), e che viene circondato con gli Apostoli da una nuvola luminosa… con la sua ombra (5): questa nelle teofanie è segno della presenza di Dio e la manifesta; Egli è anche colui del quale Giovanni dice: Il Verbo si fece carne (Gv 1,14). E’ come dire: quando lo vedremo sudar sangue nell’Orto di Getsemani e patire nella Passione e morire in croce, non dobbiamo dimenticare che resta Figlio di Dio, anche se appare tutta la debolezza della sua umanità. Rinnoviamo la nostra fede in Gesù, speranza e carità.

II – Genesi ci dice una delle condizioni perché la bellezza di Cristo diventi nostra: “Vattene dalla tua terra, dalla tua parentela e dalla casa di tuo padre, verso il paese che io ti indicherò. Farò di te una grande nazione e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e possa tu essere una benedizione. Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra“ (1-3). Dio ci darà la somma benedizione, il grande dono della salvezza in Cristo, se anche noi, come Abramo, lasceremo tutto e ci affideremo totalmente a Dio. La cosa più difficile è proprio rinunciare a se stessi e Gesù è esplicito in questo: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua (Mt 16,24). Non si tratta solo di lasciare “le cose”, i beni di questo mondo, ma di lasciare noi stessi con tutto quello che ci siamo costruiti e con le nostre tendenze più intime, se si oppongono al Signore… Gli Apostoli lasciarono tutto e seguirono Gesù, ma quante volte nel Vangelo appare che non hanno ancora rinunciato alle loro tendenze cattive e Gesù li ammonisce ed esorta a questo proposito!  Ancora nell’ultima Cena discuteranno fra loro sui posti che occuperanno nel Regno di Dio. Approfittiamo della Quaresima per guardarci dentro e vedere quanto grandi tagli dobbiamo operare in noi stessi per poter piacere al Signore.

III – La 2Timoteo ci esorta: con la forza di Dio, soffri con me per il vangelo (8). Ora, Cristo ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l’incorruttibilità  per mezzo del Vangelo (10) e ci ha salvati (9) per la via della Passione e Morte; questa è la graziache ci è stata data in Cristo Gesù fin dall’eternità (9) ma ci è stata rivelata ora con la manifestazione del Salvatore nostro Cristo Gesù  (10). Ora anche noi dobbiamo seguire la stessa strada di Gesù per lasciarci salvare e per aiutare gli altri a  essere salvati. La penitenza quaresimale è utile alla nostra purificazione e si può praticare anche con l’intenzione di ottenere la grazia della conversione per i nostri fratelli. Ricordiamo l’invito del 13 luglio 1917 da parte della Madonna ai tre ragazzi di Fatima: Dite a Gesù molte volte, e specialmente ogni volta che fate qualche sacrificio: O Gesù, è per tuo amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione dei peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria. La venerabile Lucia dos Santos di Fatima ce lo ricorda nelle sue Memorie e ci può molto aiutare l’esempio delle grandi penitenze sue e dei due cugini per la conversione dei peccatori.

Pensiero eucaristico. Nella Liturgia della Parola ci siamo uniti a Gesù, che viene offerto al Padre nell’Eucaristia e si fa nostro cibo e bevanda nella Comunione. E’ il Gesù che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'incorruttibilità per mezzo del vangelo (2Tm 1,10)che si trasfigura davanti agli Apostoli, che soffre e muore per noi, che ascoltiamo nella sua Parola, come il Padre ci invita, e che riceviamo nell’Eucaristia, come esorta Gesù. Stando uniti con Lui partecipiamo più intimamente alla sua Natura e vita Divina e Lo portiamo ai fratelli come Salvatore. La Vergine Maria e S. Giuseppe, gli Angeli e i Santi, ci sostengono con la loro preghiera perché non solo ascoltiamo, ma anche pratichiamo la Parola del Signore. (mons. Francesco Spaduzzi)


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