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Tempo Ordinario: Domenica II dell’Anno A (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Ordinario: Domenica II dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: Is 49,3.5-6; Sal 39; 1 Cor 1,1-3; Gv 1,29-34

IntroduzioneContinua la presentazione delle caratteristiche di Gesù, come già nei giorni dell’Epifania e del Battesimo del Signore. Giovanni il Battezzatore presenta Gesù con queste parole: Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! (Gv 1,29) All’inizio della Messa, come sempre, pentiamoci e chiediamo perdono dei nostri peccati, per i meriti di Gesù Cristo, che ha patito ed è morto per la nostra salvezza ed è forza per vincere le tentazioni al male.

I - Per contemplare la persona di Gesù, richiamiamo quello che abbiamo ascoltato nel II Carme del Servo di Yahweh (Is 49,1-6). (a) Il Signore (1) mi ha detto: “Mio servo tu sei,… sul quale manifesterò la mia gloria”. Gesù è il Servo di Yahweh (cfr. domenica scorsa). Attraverso di lui Dio rivelerà la Sua presenza e la Sua opera grande e gloriosa. Ero stato onorato dal Signore e Dio era stato la mia forza (5)perché Gesù è il Figlio unigenito di Dio: “Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto” (Mt 3,17); e di conseguenza il Padre Gli comunica tutti i Suoi attributi per l’unità di natura, che c’è tra Loro. Ascoltiamo con fede la Parola di Dio e crediamoLa, come fa la Chiesa, che La trae dalla S. Scrittura e ce La propone; solo lì troviamo tutta la luce e la forza, di cui abbisogniamo. (b) Il Servo ha la missione di ricondurre a lui (a Dio) Giacobbe e a lui riunire Israele (5); però la sua missione è molto più ampia: E` troppo poco che tu sia mio servo per restaurare le tribù di Giacobbe e ricondurre i superstiti di Israele. Ma io ti renderò luce delle nazioni perché porti la mia salvezza fino all'estremità della terra” (6). La missione di Gesù è universale, destinata alla salvezza di tutti gli uomini di tutti i tempi, dalla creazione dei progenitori fino all’ultimo uomo, che lascerà questa terra per entrare nell’eternità, senza distinzione di razza o nazionalità o stato sociale. Tutti sono chiamati alla salvezza e ricevono le grazie per corrispondere.

II – 1. Il Vangelo ci presenta altre caratteristiche di Gesù, che interpellano la nostra fede: vediamole con un certo ordine. (a) Giovanni… disse (29): E gli è colui del quale ho detto: Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me (30). Certo Gesù è nato sei mesi dopo di lui, e quindi viene dopo di lui, Ma Giovanni vuol dire che Gesù viene dopo di lui perché lui è il precursore di Gesù, cioè colui che prepara gli Ebrei ad accettare Gesù come Messia. Però Gesù è prima di lui, soprattutto perché in quanto Dio è infinito come il Padre e lo Spirito Santo. Perciò Giovanni aggiunge che Gesù gli è passato avanti, appunto per questa Sua infinita grandezza… Crediamo! (b) Giovanni ripete con altre parole, molto più esplicite, quello che ha detto prima: E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio” (34). Gesù è vero uomo, e tutti lo potevano constatare, ma è anche vero Dio, anche se questo sfuggiva alla percezione dei sensi. Giovanni credette nella divinità di Gesù e anche noi professiamo la nostra fede in questa verità con le parole del Simbolo Niceno-Costantinopolitano: Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre, prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. (c) Giovanni non dimentica ciò che era avvenuto al momento del battesimo di Gesù: si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento” (Mt 3,16-17) e lo ripropone: Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui… Proprio Colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo” (33). Giovanni dalla visione capisce che Gesù è colui che battezzerà non con semplice acqua come lui, ma nello Spirito Santo, cioè con un battesimo che conferisce questo dono. Ecco quindi un’altra caratteristica importantissima di Gesù: egli dona lo Spirito Santo a chi si accosta a lui con fede. Ricordiamoci: Maria, incinta di Gesù, andò a casa di Zaccaria e salutò ElisabettaAppena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo (Lc 1,40-41)Gesù diede allora per mezzo di Maria lo Spirito Santo a Elisabetta e a Giovanni (Lc 1,15), il futuro Battista, e Lo dà a noi oggi nel battesimo e in tutti gli altri sacramenti e fuori dei sacramenti.

2. (a) Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: “Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo” (29). Quando parliamo di agnello, noi pensiamo all’animale, oppure a una persona per indicarne la mitezza o la stupidità e il servilismo. Invece gli Ebrei pensavano all’animale che dava latte e lana e che era simbolo di mitezza e dolcezza, innocenza e docilità, ma anche all’agnello che veniva offerto in sacrificio in onore di Dio: 1. per sciogliere il voto di un nazireo, per purificare i lebbrosi guariti e le donne dopo il parto; 2. per il sacrificio quotidiano del mattino e della sera; 2. per la pasqua di ogni famiglia, che ne mangiava in ricordo della liberazione dall’Egitto. Dicendo che Gesù è l’agnello di Dio, Giovanni usa un termine che agli ascoltatori fa collegare la persona di Gesù con tutte queste idee circa l’agnello; aggiungendo che toglie il peccato del mondo, fa pensare sia al sacrificio espiatorio sia all’agnello pasquale, sacrificato a Dio per liberare gli Ebrei; e quindi suggerisce che Gesù si offrirà al Padre in sacrificio per sottrarre gli uomini dalla schiavitù di Satana, come si dice del Servo di Yahweh (Es 52-53). Però potrebbe anche darsi che Giovanni, parlando l’aramaico, si sia servito della parola taljà, che significa sia agnello sia servo sia schiavo, e quindi ha indicato Gesù come il Servo di Yahweh. (b) “Ecco …colui che toglie il peccato del mondo!” (29). Gesù è venuto proprio per liberare il mondo dalla schiavitù di Satana, del peccato, della morte; il peccato consiste nella mancanza di fede, speranza e carità, da parte dell’uomo nei confronti di Dio; invece, Gesù darà amore e obbedienza al Padre e così espierà tutti i peccati di tutti gli uomini, per ottenerne il perdono ed eliminarli. Proclamiamo con fede nel Credo: Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo. Non gli saremo mai abbastanza grati per quello che ha fatto per noi diventando uomo, patendo e morendo per la nostra salvezza.

III – (a) Paolo ci ricordava che noi siamo stati santificati in Cristo Gesù… insieme a tutti quelli che in ogni luogo invocano il nome del Signore nostro Gesù Cristo, Signore nostro e loro (2). Siamo chiamati alla santità tutti gli uomini, perché tutti per mezzo della fede dobbiamo arrivare a conoscere Gesù come salvatore e invocarlo come tale. P. es. quando facciamo il segno della croce, invochiamo il nome Tre Persone della Trinità su di noi e ricordiamo l’opera redentrice di Gesù; facciamolo con fede e devozione e non in modo distratto e automatico. (b) Noi tutti siamo santi per chiamata, per vocazione da parte di Dio, perché tutti Dio vuole salvare, non solo alcuni. Come realizzarla, giacché siamo così deboli e grandi peccatori? S. Paolo ci precisa che siamo stati santificati in Cristo GesùSanti non quindi per i nostri sforzi, ma come dono di Dio, per i meriti di Gesù, morto per tutti, e per opera dello Spirito. Col battesimo diventiamo membra del corpo di Cristo e figli adottivi di Dio; entriamo a far parte della Famiglia, che è la Trinità. Lo stile di vita nostro quindi deve essere degno di questa divina Famiglia, altrimenti La disonoriamo e ci danneggiamo e roviniamo. Con l’ascolto della Parola di Dio e la nostra risposta di fede e di preghiera, con la partecipazione ai sacramenti, in particolare alla Confessione e all’Eucaristia, con l’aiuto che ci viene da Dio attraverso questi due canali e altri, noi possiamo vivere la vita cristiana in modo degno di Dio. (c) E convinciamoci anche che ognuno di noi con la cresima è chiamato ad essere apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio (1), come Paolo e i primi cristiani, che si impegnavano seriamente nell’apostolato, per la diffusione della conoscenza di Cristo e per farLo amare da tutti. Domandiamoci: che cosa facciamo noi per la diffusione del Regno di Dio nella nostra famiglia e parentela, fra gli amici e nel nostro ambiente di lavoro?

EUCARESTIA. Gesù, che ci ha parlato nella Parola di Dio proclamata, è lo stesso che riceviamo nell’Eucaristia. Sul nostro altare si renderà presente il Figlio di Dio, l’Agnello di Dio, il Servo di Yahweh, il Salvatore degli Ebrei e di tutti gli uomini, il nostro Santificatore, il Signore dell’universo, Colui che esisteva prima di Giovanni, anche se è stato concepito dopo di lui e viene dopo di lui, Colui che toglie il peccato del mondo, Colui che battezza in Spirito Santo, Colui il cui nome invochiamo per la nostra salvezza. E’ una serie di titoli, che ci dicono quanto è grande questo Gesù, che si rende presente sotto il segno del pane e del vino consacrati. Noi continuiamo solo a vedere, toccare, gustare pane e vino, ma la fede ci dice che dopo la consacrazione ci troviamo di fronte a Dio fatto uomo, che ha patito e risorto per noi, che si fa nostro cibo e nostra bevanda in modo che possiamo dire anche noi: sono stato stimato dal Signore e Dio è stato la mia forza: proprio attraverso l’Eucaristia Gesù ci mostra la sua stima e il suo amore per noi e si fa nostra forza nella lotta contro il diavolo, la mentalità mondana e le nostre tendenze cattive. Raccomandiamoci alla Vergine e a S. Giuseppe, ai nostri Angeli Custodi e ai Santi Patroni, perché ci ottengano che la nostra fede in Gesù si nutra di Parola di Dio e che, con il Suo aiuto, vogliamo mettere in pratica. (mons. Francesco Spaduzzi)


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