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Irpinia senz'acqua e senza risposte.

Quanti di voi in Irpinia si sono ritrovati con la lavatrice bloccata, la caldaia in tilt o la lavastoviglie guasta a causa delle frequenti interruzioni dell'acqua, spesso nemmeno preannunciate? I continui disservizi idrici non possono più restare un problema senza risposte. La politica locale ha l'obbligo morale e istituzionale di uscire dal suo "vuoto di idee" e agire.

Per trasformare il malcontento in un'azione concreta, l'idea è che i Comuni si facciano promotori di un servizio reclami dedicato. La proposta è semplice: innanzitutto pubblicizzarla, informando i cittadini che, se da un lato hanno il dovere di pagare le bollette, dall'altro hanno il sacrosanto diritto a un servizio regolare che rispetti standard qualitativi. Qualora questi vengano meno, potranno richiedere un rimborso. A tal fine, sarebbe utile fornire moduli precompilati e facili da usare per documentare i danni subiti.

Sarà poi compito degli stessi Comuni raccogliere periodicamente le segnalazioni e agire come un'unica voce, avviando una conciliazione collettiva con il gestore, Alto Calore, per ottenere il risarcimento che i cittadini meritano.

Ma il danno più grave non è solo economico. È quello alle nostre vite: il danno esistenziale causato dal disagio, dallo stress e dalla frustrazione che l'inefficienza del servizio ci provoca ogni giorno. Anche per questo, si può e si deve far valere il diritto a una compensazione.

 

Carmine Pascale

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