Solofra ha bisogno di una scossa … alla conquista del municipio
Caro Direttore (pro tempore),
è stato davvero una sorpresa vedere la mia foto da centurione romano
pubblicata in prima pagina su "Solofra Oggi" di settembre
che a Bergamo è arrivato soltanto oggi 10 ottobre. Una sorpresa che
mi ha commosso: sono passati più di 41 anni da quella
grande manifestazione con la quale noi, allora freschi studenti
universitari, speravamo di dare una scossa al paese. Eravamo un
centinaio animati da vero spirito fraterno e un po' (anzi tanto)
goliardico. Non volevamo fare alcuna rivoluzione né contestare
l'amministrazione comunale o il sindaco di allora, il compianto prof.
Michele Grieco, ma solo far trascorrere qualche ora diversa ai
nostri concittadini e dare qualche elemento in più per pensare.
E c' eravamo riusciti! Alla nostra sfilata e alla conquista del
Municipio c'era tutta Solofra. La maggior parte aveva contribuito con
il proprio obolo (spesso strappato con i denti) alla buona riuscita
della manifestazione (mi ricordo che aveva fatto un'offerta anche
una pattuglia di motociclisti della Polizia Stradale). Era il 17
aprile del 1966: 41 anni e mezzo fa...
Altri tempi, altro modo di vivere, di confrontarsi con gli altri,
coetanei ed anziani, altri valori. Nostalgia? Forse.
Ormai i capelli sono bianchi ma la testa è ancora giovane (ed è
rimasta sempre un po' goliardica), ma ricordo con piacere la vita di
allora, le
amicizie sincere, le serate al bar Italia a discutere di politica o
facendo progetti, fino a notte fonda, per trasformare il nostro
paese, per farlo diventare
davvero una Città, non solo per il regio decreto del 1895. Ci
sentivamo importanti, eravamo pronti a sacrificarci pur di
contribuire a migliorare
la nostra città.
Non c'erano secondi fini. Erano altri tempi. Andavi al bar, giocavi a
carte con persone di 40, 50 anni e respiravi tanto della loro
esperienza, ascoltavi le
storie di vita che ti raccontavano. E chi della mia generazione potrà
mai dimenticare tutti quei grandi personaggi come don Mario Vitale,
Capitano,
Chiarella, don Carminuccio Guacci, don Nicola De Cristofaro , don
Alfonso Troisi, don Guglielmo Pirolo, i fratelli Pandolfelli, i
fratelli D'Alessio, e tanti
altri (scusatemi se non li elenco tutti) sempre prodighi di consigli,
di attenzione verso i più giovani? Noi li ascoltavamo con rispetto
anche se non
avevano le nostre idee politiche: ognuno di loro ci ha insegnato a
stare al mondo, a guardare il panorama intorno a noi con attenzione,
con umiltà, ma anche con spirito critico
diffidando delle conquiste troppo facili.
Erano altri tempi. Adesso è tutto diverso. I soldi hanno cambiato il
mondo. C'è la corsa al dio denaro, all'essere più ricco degli altri,
ma soprattutto
a mettere in mostra la propria ricchezza e la propria... diversità.
Quando vengo a Solofra (almeno due volte l'anno), vedo Ferrari, Suv e
auto da 70-80 mila euro girare continuamente per far vedere il nuovo
bolide,
ma alle nove di sera i bar sono vuoti o chiusi, non ci si mescola
più, giovani e anziani, ognuno si chiude in casa a guardare la tv
oppure va a Salerno
o ad Avellino a cena.
Forse, come dici tu caro Direttore, ci vorrebbe davvero un manipolo
di studenti universitari, non per occupare il Comune, ma per spronare
la gente
a cercare e a mettere in pratica i veri valori della vita. Purtroppo
si va tutti di corsa e l'unico vero problema è aumentare il proprio
conto in banca.
E spesso, troppo spesso, ci si dimentica che siamo soltanto di
passaggio.su questa Terra. Forse se ci fermassimo a meditare un
attimo faremmo nostra
la frase di un grande filosofo: "Non prendere troppo sul serio la
vita, tanto non ne potrai mai uscire vivo". Oppure potremmo pensare a
quel vecchio
proverbio napoletano che recita: "Fa' o' male e piensace, fa' o' bene
e scuordate". Ma forse, per molti, è meglio scordarsi il passato...
Il tuo amico ed ex tuo prof. di lettere
Lucio Buonanno