“La rovina di una classe è la rovina di uno Stato!”
In questi ultimi giorni ho potuto leggere attraverso la stampa locale, le dichiarazioni d’intenti dei vari candidati di tutte le liste e ahimè ho constatato che non ve n’è alcuno che abbia realmente e sinceramente dato attenzione ai problemi dei lavoratori e delle loro famiglie. I problemi del distretto conciario sono sicuramente legati alla crisi ciclica mondiale che vede il capitalismo implodere in sé stesso, trascinando con sé i sacrifici e le risorse di migliaia di uomini e donne, che ogni giorno lottano per la propria attività o per il proprio posto di lavoro. Le risorse economiche degli Stati sono continuamente sottoposte a speculazioni da parte delle banche che, così facendo, tolgono la liquidità finanziaria alle aziende, necessaria per reggere il confronto commerciale. La pressione fiscale dello Stato centrale non facilita lo sviluppo economico e, inoltre, agendo direttamente sui redditi familiari, fa si che la spesa pro capite si contragga, generando così un calo dei consumi. E’ proprio quello che è accaduto a Solofra negli ultimi cinque anni. La nostra città, laboriosa un tempo e nota per la bravura e professionalità dei suoi artigiani della pelle, è rimasta vittima della globalizzazione. Chi aveva la responsabilità di intervenire per tempo non l’ha fatto. Grandi aziende conciarie di Solofra hanno cessato la propria attività lasciando senza reddito centinaia di famiglie, senza che queste potessero ricevere attenzione dall’amministrazione Guarino, tant’è vero che negli ultimi tre anni non esisteva nemmeno l’assessorato al lavoro. Il mio impegno per “Riamiamo Solofra” sarà quello di legare nuovamente il nome “Solofra” alla parola “Lavoro”.
Michele Fulvio Casarano