Pio Gagliardi e Girolamo Giaquinto fuori dai giochi?
Non c’è pace tra gli ulivi,neanche nel periodo pasquale,il più indicato per ricucire gli strappi politici,anche a livello locale.
Tutti sono utili,ma nessuno è indispensabile,soprattutto per il repentino mutare delle strategie, fondate, ormai, più sulle persone che su programmi credibili, tanto da incoraggiare l’astensionismo.
Se il voto rappresenta un diritto-dovere, è altrettanto vero che la nostra Costituzione attribuisce ai partiti l’essenziale funzione di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”, senza dimenticare l’importanza di quella locale.
Da tale punto di vista, piove sul bagnato!
Difatti,s’intrecciano, in questi giorni, il fallimento della Lega Nord e la probabile abrogazione delle elezioni provinciali,con possibili scossoni sui rapporti tra gli schieramenti nazionali e locali.
La “ mini-rivoluzione istituzionale” stabilisce che i mini -Consigli Provinciali verranno eletti soltanto dai Consiglieri Comunali .
Quindi, le Province assumeranno la fisionomia di “Enti di secondo grado”, con la precisazione che il meccanismo elettorale sarà un proporzionale puro.
A questo punto, è lecito chiedersi quale sarà la sorte dei consiglieri Pio Gagliardi e Girolamo Giaquinto, nel momento in cui
entreranno le suddette novità.
Come al solito, il tempo sarà galantuomo.
Nunzio Antonio Repole