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Solofra è, ancora, “ricca e puzzolente”?

Da “Casa nostra” a “Giù al Sud” cos’è cambiato.

  Quando nel 1982, il dottore Aniello De CHIARA, Presidente del Consiglio Regionale della Campania,  ospitava la giornalista e scrittrice Camilla CEDERNA, la cittadina di Solofra fu inserita nel volume che la stessa andava realizzando sotto il titolo di “Casa Nostra Viaggio nei misteri d’Italia(Mondadori,1983) nel modo che segue: ”Ricca e Puzzolente, Solofra è famosa per la concia delle pelli e il grave inquinamento. I ricchi proprietari stanno al mare e comprano ville e alberghi.” (pag.237)  All’inizio di pag.239 continua:” Tremilacinquecento operai, quasi inesistente la disoccupazione, una delle tre maggiori produzioni conciarie d’Italia, insieme a S.Croce sull’Arno e ad Arzignano in provincia di Vicenza. Un luogo comune del posto è che i solofrani hanno nel sangue la capacità creativa. Accanto ai grandi e medi stabilimenti di concia esistono infatti anche imprese artigiane, che fanno capi di vestiario di pelle, del tutto dignitosi.”

  La descrizione della cittadina è perfetta: nonostante il gravissimo impatto del terremoto del 23 novembre 1980, gran parte delle attività avevano tenuto e nessuno immaginava quanto sarebbe accaduto in seguito. Molti di quei grandi stabilimenti chiusero poco tempo dopo e allo stesso tempo iniziò la crisi del settore manifatturiero, specialmente per le piccole e medie imprese, che ha cancellato gran parte di “quella capacità creativa” che distingueva i solofrani.

 L’avvisaglia fu il buon libro del chiarissimo professore Gennaro BIONDI: ”Mezzogiorno produttivo. Il modello solofrano”(Edizioni Scientifiche Italiane,1984) e gli sforzi compiuti dal sindaco Mario FAMIGLIETTI per realizzare il Consorzio Nazionale dei Poli Conciari, come aveva scritto la CEDERNA nel suo volume. Anche il dottore Aniello DE CHIARA avviò una politica ragguardevole per lo sviluppo della Conceria Solofrana  prima come Presidente del Consiglio Regionale della Campania, successivamente come Sindaco di Solofra. Purtroppo gli sforzi di entrambi furono vanificati nel corso degli anni successivi.

 Il giornalista e scrittore Pino APRILE ha realizzato un lungo viaggio nel nostro Sud, prima con il libro “Terroni”(Piemme,2011) poi con il secondo libro “Giù al Sud” (Piemme,2012) . In entrambe le pubblicazioni non ha trovato posto la realtà solofrana. L’Irpinia viene inclusa a pieno titolo, e quasi richiama il testo di Camilla CEDERNA per i guai che la politica, lontana dalle aspettative della gente comune, ha lasciato fino ai giorni nostri. Testi autorevoli e preziosi  per la componente umana analizzata in ogni sua nervatura. Tutta l’energia del Sud ha trovato posto in queste pagine. Tutto il dolore del Sud trasuda dall’inchiostro di questi volumi. La frase che mi ha colpito di più è stata quella scaturita dall’incontro con Nicola ZITARA, e con  il suo libro “L’invenzione del Mezzogiorno, una storia finanziaria.”(Jaka Book), riportata a pag.255 del volume “Giù al Sud”:

” la tua natura prima o poi ti raggiunge.”

 La cantante Fiorella MANNOIA, dopo la lettura del primo libro di Pino APRILE ,ha avvertito la necessità di realizzare uno stupendo corpo di canzoni (una è scritta direttamente da lei) raccolte nel cd “SUD” (2012). Il Sud di ogni luogo del nostro azzurro pianeta. L’incongruenza degli esseri umani rispetto ai più deboli, ai meno abbienti, agli indifesi. Come canta la bella voce di MANNOIA: noi non abbiamo paura di affrontare le difficoltà, siamo testimoni e difendiamo questa parte di Umanità alla quale apparteniamo.

  Per completare la carrellata dei libri apparsi a ricordarci quanto ancora sia lungo il cammino per la riabilitazione del nostro Sud, in tempi così calamitosi, c’è il libro dello scrittore e critico letterario Paolo SAGGESE: irpino, che ha compiuto i suoi studi negli Stati Uniti, rientrato in patria per testimoniare e restare a lottare, senza aver paura delle trappole che i politici gli tendono lungo il tragitto. Il volume reca il titolo “Crescita Zero. L’Italia del terzo millennio visto da una provincia del Sud” (Delta3 edizioni,2011) ed ha in copertina la riproduzione della maglietta realizzata dai lavoratori dell’Iribus Iveco di Valle Ufita: un altro stabilimento FIAT costruito  tra le belle montagne dell’Irpinia.

 SAGGESE, come tutti gli scrittori che l’hanno preceduto, senza dimenticare il grande meridionalista Guido DORSO, indaga, intervista, rischia le cariche della polizia sull’altopiano del Formicoso, si fa strada soltanto con la sua onesta Cultura, per raggiungere nel libro una testimonianza lucida, pulita, asciutta, che dichiari ai giovani, ai quali insegna: quale presente avete davanti e quale futuro scoprirete?

  La domanda è volata nel cielo del nostro Sud, come un azzurro aquilone una denuncia, sostenuta dai venti che spazzano l’Irpinia, il Sud, il coro delle tante voci che migrano per non sentirsi umiliati fino al dolore.

    Marzo,2012                                                  vincenzo d’alessio 

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