Caro Luigi Zanda, per lo ius soli si poteva anche far cadere il governo Gentiloni
Caro direttore, come si sa dopo che alcuni ragazzi di origine straniera, ma nati in Italia, hanno sventato un attentato è riesploso il dibattito sullo ius soli, cioè sull’opportunità di dare la cittadinanza italiana prima dei diciotto anni ai figli di stranieri nati in Italia. Molti hanno detto che il Pd ha sbagliato a non approvare questa norma nella scorsa legislatura o, comunque, a non fare fino in fondo la battaglia. E’ stato, significativamente, detto che una sconfitta può valere come dieci vittorie. Ma, intervistato a questo proposito, l’onorevole Luigi Zanda, del Pd, ha ribadito che nella scorsa legislatura non c’erano le condizioni per approvare lo ius soli. Egli ha detto: «Quel provvedimento era difficile da far passare per l’opposizione di Alfano e degli altoatesini. Non c’erano i numeri. Infatti il testo già approvato alla Camera arrivò al Senato nell’ottobre del 2015. Renzi è stato premier e segretario fino al dicembre del 2016 e non ha mai messo la fiducia sullo ius soli…Penso che sia Renzi che Gentiloni abbiano fatto bene a non mettere la fiducia. Sarebbe stata la fine del governo e della legislatura. E lo ius soli sarebbe stato bocciato…Due giorni fa ho chiamato Alfano per chiedergli cosa avrebbe fatto davvero. Potevo ricordare male. Mi ha confermato quello che sapevo: il suo gruppo non avrebbe mai dato il voto allo ius soli. Da ottobre 2015 a febbraio 2018, sia con l’esecutivo Renzi sia con quello Gentiloni, avevamo la certezza di non avere i numeri e quindi non abbiamo rischiato di far bocciare la legge» (GOFFREDO DE MARCHIS: Zanda “Finanziare i partiti? Lo dice la Costituzione non cedo all’antipolitica”; La Repubblica, 29/3/2019). Ma il punto è che per importanti questioni di principio, come lo ius soli, si può anche far cadere un governo. E significativamente Luigi Zanda non ha preso proprio in considerazione questa ipotesi.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani