Logo

Solofra. L’anno che verrà, nuova Imu ci porterà: …perché?

Caro amico ti scrivo cosi mi distraggo un po', …e siccome sei molto tassato, più forte ti tasserò?

Parafrasando Lucio Dalla (L’anno che verrà - 1979), ai cittadini di Solofra, il nuovo anno, l’anno 2019, ha portato un bell’aumento dell’1‰ o se preferite del 10−3 dell’imposta Imu: i beni immobili diversi dalla prima casa e le aree fabbricabili, pagheranno l’Imu all’8,6‰ (in precedenza l’aliquota era del 7,6‰), mentre la Tasi resta immutata all’1,5‰. Su tali immobili, quindi, la tassazione totale è del 10,1‰, quasi il massimo di quella applicabile del 10,6‰: resta, quindi, margine per un futuro aumento di un altro 0,5‰!

Resta invariata l’aliquota per i restanti immobili: fabbricati concessi in comodato d’uso gratuito e terreni agricoli (7,6‰), abitazione principale - A1, A8, e A9 - e pertinenze (4‰),

Continuando con Lucio Dalla: “ci sarà (meno) da mangiare e (meno) luce tutto il giorno, anche i muti potranno parlare, mentre i sordi già lo fanno”. Il più sordo di tutti, però, è lo Stato che, scarica sugli Enti Locali una marea di servizi (scuola, mensa, trasporti, servizi sociali, etc), dicendogli semplicemente, «arrangiatevi come potete, ma arrangiatevi!». Egli, oltre ad essere sordo, è un vero e proprio predone: tende più a prendere che a dare, …sia ai Comuni che ai Cittadini! La capacità fiscale dei Comuni e delle Regioni, nel 2018, è stata di 25.217.662.620 euro. Non tutto va, però, nella casse dei Comuni. Per esempio, a Solofra, lo Stato incassa per intero l’aliquota Imu del 7,6‰ sui fabbricati industriali. L’economia di un comune industriale come il nostro è fortemente penalizzata: gli imprenditori pagano circa 1 milione di Imu industriale (fabbricati cat. D), ma al comune vengono riversati circa 300 mila euro: una “perdita” secca di circa 700 mila euro che limita fortemente l’azione dell’Ente! …Tutti i governi parlano, parlano, parlano, …dicono di voler sostenere gli Enti Locali, ma poi li gravano di servizi e li usano come bancomat per finanziare le loro politiche di bandiera.

Il comune può contare, quindi, solo su entrate proprie: un introito Imu di circa 1,4 milioni di euro, circa 600 mila euro per la Tasi e circa 700 mila euro di addizionale Irpef (0,8%). L’aumento Imu dell’1‰ vale circa 300 mila euro, e dovrebbe portare gli introiti dell’Ente, per i vari tributi, a circa 3 milioni.

Salvo ulteriori proroghe, entro il 31 marzo 2019 dovrà essere approvato il bilancio annuale di previsione per l’esercizio 2019 (D.M. 25 gennaio 2019). Indubbiamente, non sarà stata una decisione presa a cuor leggero, ma la delibera G.M. n° del 07.03.2019 che ha disposto l’aumento Imu dell’1‰, è molto tecnica, e non indica i motivi che hanno indotto l’Ente a disporre l’aumento, è giusto, quindi, chiederli al sindaco Vignola.

Sindaco, quali sono stati i motivi che hanno indotto il comune a disporre l’aumento dell’Imu?

«Amo profondamente la mia Città e, riguardo a servizi ed infrastrutture, vorrei poterle dare di tutto e di più, e forse non potrò fare mai abbastanza: dobbiamo far conto con le ristrettezze delle entrate e con i tagli operati dal governo centrale. Era necessario, però, provvedere con immediatezza ad interventi non più rinviabili, per circa 300 mila euro, su alcuni istituti scolastici e su alcune strade ormai al collasso. Fare un mutuo avrebbe richiesto tempi burocratici anche molto lunghi. Agire sull’Imu è ormai una delle poche risorse a disposizione degli Enti Locali (nel limite massimo ammissibile del 10,6‰ e al netto delle evasioni, che, nel nostro caso, per il 2012 ed il 2013 hanno addirittura superato il milione!) per realizzare interventi urgenti su beni primari per la vita della comunità».

Ogni anno, dunque, porta sempre qualcosa: "L'anno che è venuto”, il 2019, ci ha portato, l’aumento di un punto dell’Imu, per far fronte alla necessità di intervenire su alcuni beni; "L'anno che verrà", di Lucio Dalla, nel 1979, invece, esorcizzava il clima di violenza e di terrore che, allora, aveva chiuso in casa le famiglie ("Si esce poco la sera compreso quando è festa / e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra"), già vittime della crisi economica.  Nel 1979 l’inflazione era salita addirittura al 20%, e si cercava di minimizzare la gravità della crisi (…“ma la televisione ha detto che il nuovo anno porterà una trasformazione / e tutti quanti stiamo già aspettando”). Dalla scrive ad un amico lontano per rassicuralo, perché dopo il buio viene sempre la speranza: "Sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno, ogni Cristo scenderà dalla croce anche gli uccelli faranno ritorno, e ci sarà da mangiare e bere tutto l’anno”…

Oggi, però, il terrore è rappresentato dalla mancanza di fondi, dalla disoccupazione e da un’interminabile crisi economica, e fare (o chiedere) sacrifici e sempre più difficile.

Se fosse necessario realizzare un’opera essenziale per la vita e lo sviluppo della Comunità e non vi fossero altri canali di finanziamento, più che un “generico” aumento d’imposta, sarebbe preferibile istituire un’imposta di scopo (tributo finalizzato a perseguire specifici obiettivi), il cui ricavato è vincolato, appunto, al finanziamento di particolari progetti, investimenti o spese.

Nell’istituire l’imposta di scopo (Iscop), i Comuni, devono determinare: l’opera da realizzare; l’importo; l’aliquota di imposta; le eventuali esenzioni, riduzioni o detrazioni e le modalità di versamento.

Se, poi, per qualsiasi motivo, l’opera non viene iniziata entro due anni dalla data prevista, i Comuni sono tenuti al rimborso dei versamenti effettuati dai contribuenti (entro i due anni successivi).  Finora solo pochissimi Comuni hanno istituito l’imposta di scopo (30 comuni su circa 8mila), ma è forte la speranza di poter instaurare un rapporto nuovo di “lealtà e fiducia reciproca” tra cittadini-contribuenti ed istituzioni.

mariomartucci

Condividi quest'articolo

Altri articoli di Politica


PRC: "Andazzo sconcertante e avvilente".

Non possiamo non essere d'accordo con quanti criticano l'andazzo sconcertante e avvilente col quale si sta definendo il campo largo in Campania. L'assoluta mancanza di contenuti programmatici e il crescere di una discussione tutta incentra[...]

P.R.C: "Addio al Compagno Luigi Mainolfi".

Con la scomparsa del Compagno Luigi Mainolfi perdiamo una delle ultime figure irpine che hanno rappresentato il socialismo del diciannovesimo secolo. Egli, durante la sua lunga e coerente militanza politica, caratterizzata da un ampio impe[...]

Contattaci

  • Telefono: 347/ 5355964

  • Email: solofraoggi@libero.it

  • Email: ilcomprensorio@libero.it

Seguici