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Tempo Ordinario: Domenica VI dell’Anno A (2025-26).

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Alla fine sono suggeriti altri temi possibili da sviluppare. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Ordinario: Domenica VI dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: Sir 15,15-20; Sal 31/32; 1Cor 2,6-10; Mt 5,17-37

Siracide ci ricorda che l’uomo ha il libero arbitrio e la responsabilità delle sue azioni; in Matteo Gesù insegna non è venuto ad abolire…, ma a dare pieno compimento alla Legge e ai Profeti; Paolo in 1Corinzi ci invita a imitare lui per imitare più da vicino Gesù, che è il modello per tutti.

Introduzione. Nel Vangelo Gesù ci richiama l’amore verso il prossimo. Quante mancanze commettiamo contro di esso! Chiediamo perdono di tutti i nostri peccati.

I – Il Signore è infinito nei suoi attributi: è forte e potentelo è nella Sua sapienza e perciò vede ogni cosa (18) e ogni uomo. Egli conosce ogni opera degli uomini i suoi occhi fissano con amore e gioia coloro che lo temono (19); ama anche quelli che non Lo amano, ma li fissa con disgusto e sofferenza e preoccupazione per la loro sorte eterna. In effetti Egli a nessuno ha comandato di essere empio e a nessuno ha dato il permesso di peccare (20). Dio ha creato l’uomo libero: Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua: là dove vuoi tendi la tua mano  (16), e quindi lo ha reso responsabile delle sue scelte e azioni; ne subirà le conseguenze. Dio ha posto davanti agli uomini il bene e il male; chi sceglie il male avrà la morte eterna, l’inferno; chi sceglie il bene avrà la vita eterna, il paradiso, perché a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà (17)Certo, se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno, cioè tu custodisci loro nel tuo cuore e nelle tue azioni, ed essi ti custodiranno dal male; ci riuscirai perché Egli ti darà la forza, specie se hai fiducia in lui e ti affidi a Lui; anche tu vivrai (15): vivrai della vita eterna di Dio, perché Egli te ne renderà partecipe.

II – 1. (Riflessioni sulla forma breve) (a) Gesù avverte di non cadere nel fariseismo, che osserva la lettera della Legge e non il cuore di essa, che è la parte principale; è come se della frutta mangiassero la buccia e gettassero la polpa (20). Essi non saranno mai giusti secondo la volontà di Dio, se non credono nell’unico vero Dio e non praticano l’amore a Dio e al prossimo. (b) Gesù scende nei particolari per mostrare l’incompletezza dell’AT: richiama il quinto comandamento: Non ucciderai per evitare il giudizio (21). Va bene così, ma occorre aggiungere anche di non arrabbiarsi, perché dall’ira si arriva anche a offendere con parole ingiuriose, come stupido pazzo (22) e fino a fare danno fisico e addirittura uccidere. Anche gli insulti vanno condannati. (c) Gesù ricorda il 6° comandamento: non commetterai adulterio (27), ma bisogna osservare anche il 9° non desiderare la donna d’altri: Ma io vi dico: Chi guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio nel suo cuore (28). E’ proibita l’azione dell’adulterio e anche il desiderare la donna dell’altro o l’uomo dell’altra, perché è già adulterio, anche se solo nel pensiero. (d) L’AT ordinava: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Gesù avverte: “ma io vi dico: non giurate affatto… Sia invece il vostro parlare: “si, si”, “no, no”. Non è peccato giurare o fare promesse giurate a Dio, ma la cosa migliore è dire sempre la verità con semplicità e chiarezza, in modo adatto alla maturità delle persone e in modo da farsi capire.

2. (Riflessioni sul resto) (a) Nel Discorso della Montagna Gesù affronta vari temi; qui mette a confronto l’AT e il NT e dimostra la superiorità del NT; Egli dichiara che comunque non è venuto ad abolire la Legge dell’AT ma a darle compimento (17); così ne fa notare l’incompletezza come lo è il bambino di fronte all’adulto, la profezia di un evento rispetto alla sua realizzazione, l’albero piccolo di fronte a quello grande o il seme di fronte alla pianta col frutto o il frutto amaro rispetto al maturo. E’ sbagliato pensare che la Legge dell’AT fosse cattiva. Perciò Gesù ammonisce che ogni minimo particolare dell’AT si realizzerà (18) e occorre osservare ogni norma dell’AT per essere considerati grandi nel Regno dei cieli; altrimenti si sarà stimati piccoli (19). La Parola di Dio (1Ts 2,13) opera in noi, se è accolta e accettata con fede, e ci rende capaci di fare l’impossibile alle nostre forze umane: per amore di Cristo ci fa ammazzare in noi le tendenze cattive e ci sostiene fino al martirio. Chiediamo la grazia di ascoltarla sempre con fede e leggere ogni giorno 40 versetti dell’AT e 11 del NT e in due anni leggeremo tutta la Sacra Scrittura. (b) Gesù ci invita a metterci in armonia col prossimo prima di presentarci a Dio con l’atto più solenne di culto (23-24), che è l’offerta del sacrificio a Dio, cioè l’offerta di noi stessi a Dio, per  fare la Sua volontà; per noi tale atto è l’Eucarestia, in cui ci impegniamo a fare la Sua volontà secondo la Parola, che abbiamo ascoltata; ora sempre il Signore ci ripete i comandamenti, che si sintetizzano nell’amare Dio e amarci reciprocamente; anzi è necessario che non solo io ami l’altro ma anche che l’altro ami me e si senta in armonia con me. Quindi se c’è nei miei sentimenti un qualcosa che non va bene, devo toglierlo dal mio cuore e riconciliarmi interiormente col prossimo. E possibilmente devo cercare di ottenere che il prossimo abbia buoni sentimenti per me. (d). E’ proibito l’adulterio ma anche il divorzio (31). Chi divorzia si espone all’adulterio e vi dispone anche il o la partner (32). Ma se l’unione di un battezzato con una battezzata non è secondo la legge di Dio: eccetto il caso di unione illegittima (32), i due o ricevono il sacramento, se possibile, o si devono separare. Ma occorre esaminare caso per caso e cercare di ridurre al minimo i danni delle persone coinvolte, specie delle più deboli e dei bambini. E’ prudente separarsi anche nel caso che si incominci a usare violenza verbale e minacce fisiche e mettersi le mani addosso. (e) Gesù raccomanda di trovare l’accordo con gli avversari sul piano giuridico (25-26), per evitare una condanna, che potrebbe portarci più danno. Occorre prudenza: cediamo su tutto quello che per legge dobbiamo in modo da facilitare l’accordo ed evitare le spese processuali; ma se l’altro pretende troppo, dobbiamo saper difendere  nostri diritti. Però, anche quando ci difendiamo per legge, non dobbiamo farlo con odio alle persone: saremo più sereni e più lucidi e sapremo trovare soluzioni migliori per difenderci.

III – I Greci in genere e gli Ateniesi in particolare provavano un gusto speciale a cercare la sapienza e a immaginare di averla trovata. Ma Paolo sa di avere una missione, che è quella di annunciare Cristo Crocifisso e Salvatore degli uomini: Io ritenni di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso (2,2); in Lui abbiamo tutto: siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio (6,11). La sapienza, di cui parlavano i Greci, compresi i Corinzi, è una sapienza di questo mondo (6), …dei dominatori di questo mondo, di coloro che si illudono di dominare tutto e tutti con la loro sapienza umana, la loro furberia, e in realtà ne sono schiavi senza rendersene conto. Perciò vengono ridotti al nulla: essi vengono dal nulla e si nutrono del nulla, nulla valgono, perché nulla sono, e finiranno nel nulla. Guardiamoci da questa sapienza. (b) Paolo precisa: tra coloro che sono perfetti parliamo, sì di sapienza  (6), ma diversa da quella mondana; si tratta di una sapienza che essi hanno già perché hanno creduto e credono alla Parola di Dio, che rivela la sapienza di Dio (7) onnisciente; essi sono stati battezzati, e vengono resi partecipi della natura divina (2Pt 1,4) e della vita eterna (Gv 3,15), che è la vita di Dio stesso. Questa sapienza è nel mistero, il piano di salvezza, che Dio ha stabilito prima dei secoli per la nostra gloria (7), nascosto nel passato, ma ora rivelato per mezzo dello Spirito (10); Dio vuole salvare tutti gli uomini, ebrei e greci, per mezzo di Gesù, della Sua vita, passione e morte, resurrezione e ascensione; Questi è il Signore della gloria (8), della quale Egli ci rende partecipi (7). I perfetti conoscono questa sapienza, i mondani no (8) e ne è la prova che quest’ultimi hanno crocifisso (8) Gesù, cosa che non avrebbero fatto se l’avessero conosciuto (8). Noi crediamo alla Parola di Dio, al piano di salvezza di Dio come Lo ha pensato dall’eternità e lo ha realizzato nel tempo, vi aderiamo senza riserve e lo accogliamo ricevendo i sacramenti della fede. Adoriamo e ringraziamo Dio, che ci ha collocati fra i sapienti, esclusivamente per sua bontà e misericordia e senza nostro merito, specie perché lo ha fatto quando eravamo bambini. (c) Queste realtà meravigliose, dalle quali si autoescludono i sapienti mondani (9) Dio le ha preparate per coloro che credono e lo amano (9): Dio ce le ha rivelate per mezzo dello Spirito Santo (10), che parla attraverso gli Apostoli e missionari del Vangelo. Ciò è dovuto al fatto che lo Spirito Santo, essendo uguale al Padre e al Figlio e in comunione totale fra Loro, conosce ogni cosa, anche le profondità di Dio (10), che sono l’opposto delle profondità di satana (Ap 2,24). Di questa “sapienza” satanica partecipano i mondani, che soffocano la verità e si rifiutano di aderirvi. Il Signore ce ne liberi.

Pensiero eucaristico. L’Eucarestia rende presente Gesù e il suo sacrificio redentivo e lo offre di nuovo al Padre per ottenere la remissione dei peccati e la vita divina agli uomini. Se con la fede aderiamo alla Parola, ci uniamo già a Cristo nella Sua offerta al Padre e, se Lo riceviamo nella Comunione, lo siamo ancora di più, perché ci comunica la forza di fare fedelmente la volontà del Padre come Lui. Mettere in pratica la Parola di Dio non è facile: l’unione con Cristo  nell’Eucarestia è sorgente di forza straordinaria, che ci aiuta. La Vergine Maria e S. Giuseppe, gli Angeli Custodi e i Santi Patroni, intercedono per noi. (mons. Francesco Spaduzzi)


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