Solofra. "Per riscoprire tutti quei posti troppo spesso dimenticati".
Una delle tante sfaccettature dell'ambiente è senza dubbio quella storico-geografico, dove si ha l'occasione di conoscere vari posti ameni di un luogo. A ricordarlo, anche via social, è il giovane Nicolò De Angelis della Squadra Sentieri Solofra nonché dell'Associazione Salvaguardia Beni Culturali Solofra. L'occasione è data dal torrente Rialvo che poi s'incanala nel fiume delle Bocche. Il giovane Nicolò spiega che il nome del torrente, secondo l'ipotesi data dalla studiosa locale Mimma De Maio, possa provenire dal latino rivo albo ossia “ruscello bianco per lo spumeggiare delle acque”. Naturalmente per il torrente Rialvo la portata maggiore d'acqua è data dal periodo invernale grazie alle precipitazioni. Nicolò rivolge pure un invito che è quello di “riscoprire tutti questi posti che circondano il torrente, che molto spesso restano dimenticati, finendo così nell'ombra. Il nostro invito è quello di goderli nei periodi migliori”.
D.G.