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In Germania, l’Amore parla la Lingua dell’Umanesimo.

“Siamo tutt* Frida” della prof.ssa Paola Quatrale conquista la Germania: sulle sponde del Reno, all’Accademia Italiana di Mainz – Magonza –, il libro della scrittrice salernitana, un onesto inno all’Amore,  senza maschere e senza retorica, ha incantato le sensibilità teutoniche. Il 22 agosto, il prof. Rocco Morrone, docente di Lingua e cultura italiane nell’università dell’Hessen, ha presentato al pubblico tedesco la Frida dell’artista e scrittrice Paola Quatrale. Una Frida Kahlo, nelle cui vene scorre, oltre al sangue latino, anche quello germanico: il padre Guillermo Kahlo Kaufmann, nato Carl Wilhelm Kahlo nella città di Pforzheim, – nel Land di Baden-Württemberg –,  emigrò alla fine dell’Ottocento in Mexico.

“Siamo tutt? Frida”, pubblicato dall’editore campano LFA Publisher – un editore molto attivo sia in ambito nazionale che internazionale – e impreziosito dalla prefazione della scrittrice  Giovanna Mulas, è un omaggio alla Libertà, che ha assunto l’effige dell’icona messicana Frida Kahlo. Si tratta di una serie di tele-saggio, di capitoli-ritratti, in cui l’autrice ha cercato, attraverso diverse tecniche, di reinterpretare alcuni autoritratti della Kahlo per trasmettere un messaggio di resistenza e di libertà, per definire la lotta contro ogni forma di discriminazione, attraverso le gesta sovvertitrici di brigantesse anarchiche e partigiane; d’intellettuali attiviste e rivoluzionarie. La Quatrale, facendo riferimento a quanto si legge nella quarta di copertina dell’opera, afferma: «Abbiamo il dovere di tutelare le nostre ‘unicità in divenire’ e garantire la scoperta del sé, senza che una ‘volontà’ massificante corrompa o minacci questo sacrosanto diritto. Ognun? ha il diritto/dovere di penetrare nella sostanza dell’essere e fecondarla. Una sorta di autogamia. Ognun* in attesa di partorirsi. Di auto-generarsi, liberando la propria natura dalle galere di un genere, di stereotipati ruoli sociali». Per questo “Siamo tutt* Frida” è un inno alla libertà, al diritto di essere se stessi, di rivendicare la propria unicità, il sacrosanto diritto/dovere di essere diversi. Ma il progetto di Paola Quatrale è, senza alcun dubbio, anche e soprattutto un inno all’Amore.  Scrive l’autrice nel suo volume, citando Sant’Agostino: «“Una volta per tutte dunque ti viene imposto un breve precetto: ama e fa’ ciò che vuoi; sia che tu taccia, taci per amore; sia che tu parli, par la per amore; sia che tu corregga, correggi per amore; sia che perdoni, perdona per amore; sia in te la radice dell’amore”. Nel sé affondano le radici dell’amore: nell’amore germoglia il sé. E Frida è pervasa da quel sentimento: ne è intrinsecamente ‘co-in-volta’. “Incomincia ad amare – scrive Agostino – e giungerai alla perfezione”. Frida ha iniziato e non ha mai smesso: si è innamorata di sé, della vita e di tutto ciò che… di chiunque ruotasse intorno al quel ‘me’. Ha incarnato quel sentimento nella sua pienezza e nella sua essenza. Per questo, è doveroso affermare che Frida non aveva in mente che se stessa: ha lasciato che l’Amore abitasse la sua carne, al fine di con-dividerlo. Sembra sentirla pronunciare, sussurrare, urlare, con possente fragilità: Io ho in mente me, ovvero “io ho in mente l’amore”». Non a caso la Kahlo ha affermato con passione e con forza… ci ha esortati ad amare in quel suo precetto: «Innamorati di te, della vita e dopo di chi vuoi». Una Frida, quindi, quella della Quatrale, destinata ad abbattere qualsiasi tipo di barriera e cancellare illusori confini – non solo di genere, ma anche culturali, linguistici, etnici, religiosi… – per un nuovo Umanesimo nel rispetto delle nostre diversità, che liberamente si lasciano contaminare per Amore. L’urlo sussurrato della Quatrale si sta diffondendo in tutto il continente e oltre. E proprio il caso di dire: «Es lebe Frida, es lebe  Liebe», in quanto “Siamo tutt* Frida”.

 

 

 

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