Il Mezzogiorno non si sviluppa soprattutto perchè è un territorio in cui c'è carenza di fiducia
Caro direttore, dopo la diffusione dei dati dello Svimez che hanno descritto un’emigrazione biblica dal Mezzogiorno l’economista Gianfranco Viesti ha scritto, tra l’altro, che: “Le difficoltà colpiscono duramente anche aree ad elevato «civismo» e a ottima organizzazione sociale. Per un motivo semplice: perché i mutamenti delle tecnologie e dell’economia globale sono più forti. Sono le capacità di adattamento a queste condizioni strutturali e queste dinamiche, anche attraverso lungimiranti politiche pubbliche, le prime e più importanti determinanti del successo delle regioni e delle nazioni. Questo non significa che non bisogna industriarsi per accrescere il «capitale sociale» anche nel Mezzogiorno; ma che da solo -–senza adeguate politiche di trasformazione strutturale dell’economia - questo certamente non basta. Non è il caso di minimizzare i seri problemi del Sud; ma si possono avere pessimi risultati economici anche senza essere meridionali” (Lo sviluppo di pochi in un Paese spezzato; Il Mattino, 2/8/219). La mia opinione è che Gianfranco Viesti non si arrende neanche davanti all’evidenza. Egli continua a dire che “Le difficoltà colpiscono duramente anche aree ad elevato «civismo» e a ottima organizzazione sociale” e che “si possono avere pessimi risultati economici anche senza essere meridionali” ma queste sono ovvietà che non intaccano minimamente il dato sconvolgente che riguarda il Sud. Egli sostiene che sono le capacità di adattamento ai mutamenti delle tecnologie e dell’economia globale le prime e più importanti determinanti del successo delle regioni e delle nazioni. Ma se si guarda al Mezzogiorno questo non è vero. Qui il problema più importante è la carenza di fiducia da parte delle imprese (nel personale, nei clienti, nelle altre imprese, negli enti pubblici) derivante dai comportamenti sbagliati dei soggetti presenti sul territorio. Lo hanno spiegato molto bene i sociologi Daniele Petrosino e Onofrio Romano nel loro libro-inchiesta Buonanotte Mezzogiorno, pubblicato nel 2017 da Carocci. Fino a quando il Mezzogiorno sarà caratterizzato da criminalità, clientelismo, corruzione, familismo e carenza di senso civico non ci sarà nessuno sviluppo economico e continuerà l’esodo biblico dei nostri giovani verso il Nord e verso gli altri Paesi europei.
Cordiali saluti
Franco Pelella – Pagani