La Fondazione De Chiara De Maio a Lineapelle 2026.
Arte, ricerca e tecnologie per raccontare la pelle come patrimonio culturale.
La Fondazione De Chiara De Maio partecipa a Lineapelle con una proposta culturale che supera la tradizionale idea di pelle come semplice materiale produttivo, per restituirle una dimensione più profonda: memoria, identità, racconto.
Nel suo stand, concepito come ambiente immersivo di ricerca e sperimentazione, la pelle diventa linguaggio e spazio narrativo, luogo di dialogo tra sapere artigiano, industria, arte e nuove tecnologie.
Opere d’arte, immagini generate con strumenti di intelligenza artificiale, dispositivi di realtà virtuale e aumentata e una performance dal vivo su pelle costruiscono un unico racconto che invita il visitatore a guardare la materia oltre la sua funzione produttiva, come esperienza culturale e visione contemporanea.
All’interno di questo percorso trovano spazio le opere AI concepite e curate da Gerardo A. Russo, che propongono un viaggio visivo nella cultura della pelle: non imitazioni, ma visioni ispirate che dialogano con la storia dell’arte, attraversando stili ed epoche per raccontare la materia come protagonista culturale.
Lo stand ospita inoltre una performance dal vivo dell’artista Gennaro Vallifuoco, che interviene direttamente sulla pelle trasformandola in gesto, segno e racconto, rendendo visibile il legame tra materia, corpo e memoria.
Un ruolo centrale è affidato alla ricerca pluriennale sviluppata con il Teaching Learning Center for Education and Inclusive Technologies – Elisa Frauenfelder dell’Università degli Studi di Salerno, che dimostra come Realtà Virtuale e Intelligenza Artificiale possano aprire nuove forme di didattica museale: nelle pinacoteche virtuali l’opera non è soltanto osservata, ma attraversata ed esplorata nei suoi dettagli formali e prospettici.
La VR supera i limiti della bidimensionalità; l’IA guida l’osservatore attraverso percorsi personalizzati, collegando immagini, fonti e confronti storici. L’esperienza diventa immersiva, inclusiva e profondamente educativa.
In continuità con questa visione, la Fondazione ha avviato un nuovo progetto di ricerca dedicato a una tipica conceria antica, sviluppato in collaborazione con l’Università degli Studi di Salerno e UNIC – Concerie Italiane. A partire da fonti storiche e materiali d’archivio, sarà realizzato un Digital Personal Tutor capace di ricostruire spazi, processi e saperi della tradizione conciaria, rendendoli accessibili attraverso un dialogo interattivo e personalizzato.
La presenza di UNIC – Concerie Italiane garantisce il raccordo diretto con il mondo produttivo e con la memoria viva del distretto conciario, rafforzando il valore culturale e identitario del progetto.
In questo spazio, arte, sapere artigiano e intelligenza artificiale non si contrappongono: dialogano.
La pelle diventa archivio, racconto e futuro.