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Manifestazione Nazionale contro la violenza sulle donne “riprendiamoci la libertà”

Con questo slogan la CGIL  invita tutte le donne a scendere in piazza sabato 30 settembre per le manifestazioni organizzate dalla Confederazione contro la violenza sulle donne, la depenalizzazione dello stalking, la narrativa con cui stupri e omicidi diventano un processo alle vittime.

Oltre cento donne in Italia, ogni anno, vengono uccise da uomini, quasi sempre quelli che sostengono di amarle. Ai femminicidi si aggiungono violenze quotidiane che sfuggono ai dati ma che, se non fermate in tempo, rischiano di fare altre vittime: sono infatti migliaia le donne molestate, perseguitate, aggredite, picchiate, sfregiate.

Quasi 7 milioni, quelle che nel corso della propria vita hanno subito una forma di abuso. 

La Cgil lancia una mobilitazione per chiedere alle donne agli uomini, alla politica, ai media, alla magistratura, alle forze dell’ordine e al mondo della scuola un cambio di rotta nei comportamenti, nel linguaggio, nella cultura e nell’assunzione di responsabilità di questo dramma”.

Perché “la violenza maschile sulle donne non è solo un problema delle donne”, che “non vogliono far vincere la paura e rinchiudersi dentro casa”.

Ora noi sappiamo che non sarà un appello, una nuova Carta dei diritti, non saranno uno spettacolo, un documentario, un’inchiesta o un libro a fermare la strage delle donne; neanche le migliori leggi — pur necessarie — basteranno.

Eppure parlarne, scrivere, raccontare le storie, trovarsi numerosi

sabato 30 Settembre a Piazza Libertà dalle ore 10.00

 muoversi insieme, donne e uomini, con un pensiero comune anti-violenza:

tutto questo è un passo importante per capire.

 E capirci qualcosa aiuta noi a superare quel senso di turbata estraneità che ci prende davanti ai fatti di cronaca e aiuta magari le vittime, almeno alcune tra loro, a scuotersi e salvarsi in tempo.

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