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Liste d’attesa e accesso ai servizi sanitari: ecco le proposte di House Hospital al Presidente della regione Campania

Liste d’attesa e accesso ai servizi sanitari: ancora un fine anno con forti disagi per i cittadini campani.

Pertanto, l’Associazione House Hospital onlus, che fa parte della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (Favo), scende di nuovo in campo per formulare proposte concrete e fattibili con la finalità di ridurre i tempi d’attesa per i pazienti, in quanto molte strutture private in Campania hanno già sforato i tetti di spesa previsti per l’anno in corso.

House Hospital, nei prossimi giorni, presenterà al presidente della Regione Campania, l’onorevole Vincenzo De Luca, una serie di proposte in tal senso, tra le quali: l’istituzione di un Osservatorio regionale per i tempi di attesa; l’apertura degli ambulatori anche nel fine settimana; la nomina di un responsabile unitario in ogni Asl per l’accesso a servizi specialistici; l’attivazione di un numero verde in ogni azienda per le prenotazioni telefoniche; l’attivazione di prestazioni di libera professione a committenza aziendale a tariffa calmierata pari al ticket; la stipula di accordi con le Regioni confinanti.

“Nel settore pubblico – sottolinea il dottor Sergio Canzanella, direttore generale di House Hospital – gli interventi impattanti riguardano l’aumento dell’offerta di prestazioni in termini di tempo e la pulizia delle agende delle strutture. Bisogna aprire, quindi, gli ambulatori di notte e nei festivi per offrire Tac, Rmn, Rt e altri esami diagnostici. Queste aperture non sempre derivano da ore di lavoro straordinario ma da una rimodulazione dell’offerta nelle ventiquattro ore, volta anche a utilizzare al meglio la capacità produttiva degli impianti. Inoltre, bisogna incidere sull’appropriatezza. Le scale di priorità nelle prescrizioni esistono da dieci anni. Le liste aperte a tutti per singole prestazioni devono essere progressivamente sostituite da percorsi di presa in carico dei pazienti, nel cui ambito è il medico curante a prescrivere e in certi casi – conclude il dottor Canzanella – anche a prenotare la prestazione in tempi compatibili con l’inquadramento oggettivo del paziente”.  

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