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“ Finalmente Solofra libera”… dal bisogno?

All’indomani dell’elezione di Michele Vignola a sindaco della cittadina conciaria, gli  adepti della lista “Solofra domani”, capitanati dal predetto  Sindaco, sono stati, forse, talmente presi dall’euforia della vittoria elettorale  da aver  affisso sull’architrave della loro  sede provvisoria un drappo con la scritta “Finalmente Solofra libera”. A mo’di cronaca, è doveroso riportare alcune opinioni  formulate a caldo dai cittadini, secondo  i quali l’affissione del succitato drappo è stata  impropria.

Ancor di più lo è stata la scritta, perché in un periodo di ristrettezze finanziarie desiderano sapere dagli autori della scritta  il perché  e il per  come della “ Solofra libera”. Se tale scritta si riferisse all’aspetto legale, vuol dire che nella nostra Comunità non vigeva o non vige la legalità? A questo punto, viene da chiedersi di chi sia la colpa: del popolo o di chi ci amministra? In entrambi i casi, se si dovesse verificare una  situazione del genere, vorrebbe  dire che c’è l’interesse di entrambe  le parti. Si potrebbe far passare un diritto come un piacere al cittadino da parte dell’amministratore di turno  o degli stessi dirigenti pubblici? Potrebbero essere tante le interpretazioni di una “Solofra finalmente libera”, da poterle racchiudere in una sola: “ Finalmente Solofra libera, soltanto se i cittadini sono liberi dal bisogno”. Quest’ultima vale per tutti, in particolare per chi ci amministra da tutti i punti di vista: sociale, religioso, economico e politico. Un popolo libero, sicuramente, sarà amministrato da una classe amministrativa libera, che farà riversare sulla Comunità tutti i benefici, senza penalizzare nessuna classe sociale. Anche qui viene spontaneo ricordare la legittimità delle elezioni che si svolgono negli U.S.A., dove i partiti sono sostenuti dalle lobby e, una volta eletti, ne dovranno difendere gli interessi.

Insomma, avviene tutto alla luce del sole, mentre nel nostro Stato gli interessi forti che sostengono le liste elettorali non vengono manifestati chiaramente.

Pertanto, viene fuori un’altra domanda: se gli industriali sostengono il candidato a Sindaco di una lista vincente, allorquando si devono pagare dei debiti riguardanti un determinato capitolo (ad esempio, quello della Tarsu), come sarà spalmato il predetto debito? Sarà fatto pesare di più sulla classe media o sugli industriali?

Senza dilungarci, dobbiamo convergere su un punto: Solofra sarà libera, solo se i cittadini saranno liberi dal bisogno.

Altrimenti, potremmo cadere in un circolo vizioso senza vie d’ uscita.

Ciò vale, soprattutto, per chi vince.

                                                                                     C. D.

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