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La sonda rubata e non sostituita sonda il disinteresse verso il “ Landolfi”

Eccellenza Ospedale Landolfi o Eccellenza De Mita?

  (Riceviamo e pubblichiamo ). Egregio Direttore, ho ascoltato, attentamente, i comizi delle scorse elezioni amministrative 6/ 7 maggio2012. Miè rimasto impresso il discorso dell’onorevole Ciriaco De Mita che, nonostante la  proclamazione della sospensione dei ricoveri nel reparto di medicina a firma del Dirigente dott. Di Iorio e  la necessità di provvedere, entro lo scorso primo maggio, anche a spostare i degenti dal predetto reparto ai nosocomi vicini, ha smentito, indirettamente, tale atto probatorio.

Infatti, l’eurodeputato ha   sottolineato  che il nosocomio conciario non sarà chiuso, soltanto se  diventerà un centro d’eccellenza. E’ passata tanta acqua sotto i ponti dal tempo dei proclami diffusi dai politici di turno passati dal centro- destra al centro-sinistra, senza, mai, far realizzare le promesse  consistenti nell’attuare la rianimazione e l’unità coronarica, supportata dai reparti di unità spinale e  del lavoro, attinente al polo conciario.

Quindi, parlare di eccellenza diventa uno sterile esercizio retorico, se  le azioni non corrisponderanno alle parole.

Il “Landolfi”  deve far fronte ad un depauperamento dell’organico medico e paramedico, per la mancata  sostituzione del personale in pensione, a causa di  norme finanziarie restrittive.

 Pertanto, l’ospedale, invece di diventare un’eccellenza, diventa un moribondo!

I nostri politici si rendono conto di questa morte naturale del “Landolfi” o vivono in una torre d’avorio?

Una grande amministrazione si vede dalla coerenza tra quello che programma  e  quello che realizza.

A  tal proposito, mi sembra eclatante il caso dell’Hospice Oncologico, terminato da qualche anno, ma non  aperto all’utenza.

 Anche qui non c’è un forte interessamento  dei nostri amministratori, forse, perché non hanno un peso politico a livello provinciale e regionale.

Altrimenti, il nosocomio conciario sarebbe, già, diventato un centro d’eccellenza.

Del resto, i politici non hanno neanche l’accortezza della prassi, in base alla quale “acino acino forma la macina”.

 Se non si segue questa strada, l’azienda ospedaliera “Landolfi” farà registrare un rosso notevole nel bilancio, tanto da dare alibi ai manager di poterlo chiudere, senza nessuna contestazione per l’assenza delle condizioni economiche e sociali.

Un altro  sintomo dell’immobilismo è riscontrabile nel reparto di radiologia, in quanto  non si è provveduto neanche alla sostituzione  della sonda   per l’ecografia, rubata nella seconda decade dello scorso mese di aprile.

Perciò, i pazienti sono costretti a servirsi di altre strutture.

Se non ci sono i soldi, si potrebbe optare per un comodato della citata sonda.

 L’utenza crede nell’operato del personale medico e paramedico del nosocomio conciario, aspettando anche due tre mesi per poter essere sottoposta ad un’ecografia nel “ Landolfi”.

 Quindi,  dalle cose piccole si tende all’eccellenza, monitorando, attentamente, i fattori dell’operatività del nostro nosocomio comprensoriale .

In altri termini, il disguido della sonda consente di sondare il disinteresse politico-amministrativo nei confronti del nostro ospedale,tanto da  suggerire una battuta bonaria:  è un’eccellenza  il “ Landolfi”  definito tale da Sua Eccellenza De Mita.

A mio modesto avviso, la classe politica si sarebbe dovuta  prodigare  per il nosocomio nei modi e nei tempi giusti,senza  aspettare la crisi imperante, dove tutto diventa più difficile.

C. D.

 

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