Scuola e crisi climatica in Campania.
Aule come “forni” al rientro a scuola.
Più di nove intervistati su dieci descrivono le aule del proprio istituto scolastico come estremamente calde o insopportabili durante i giorni di forte calore, e oltre la metà dichiara di non disporre di alcun sistema per mitigare le alte temperature. E quasi un intervistato su due segnala che i sistemi di raffrescamento sono negli uffici amministrativi e della dirigenza, mentre solo il 4,2% riferisce che ne dispongono tutte o quasi tutte le aule. È una fotografia "bollente" quella scattata da Legambiente Campania e Unione degli Studenti (UdS) Campania, che in occasione dell’apertura ufficiale dell’anno scolastico (prevista per il 15 settembre) presentano i risultati dell'indagine "Che caldo che fa a scuola”. Il sondaggio ha raccolto le percezioni e le testimonianze di 1.500 persone tra studenti, docenti e personale ATA distribuite in tutte e 5 le province campane, analizzando le condizioni microclimatiche degli edifici scolastici e gli effetti delle temperature elevate sulla quotidianità didattica.
«In Italia, e in particolare in Campania, il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno eccezionale ma una condizione strutturale che incide direttamente sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualità dell'apprendimento», dichiara Mariateresa Imparato, presidente di Legambiente Campania. «I dati del Portale Unico del Ministero dell'Istruzione mostrano come oltre il 90% degli edifici scolastici regionali sia privo di impianti di climatizzazione, con nessuna provincia che supera il 12% di edifici attrezzati. Le conseguenze sono evidenti: disagio termico, calo della concentrazione e rischi per le fasce più fragili. Serve un piano straordinario regionale e nazionale di adattamento climatico delle scuole: climatizzazione efficiente, tetti riflettenti, isolamento e infrastrutture verdi. Adattare le scuole alla crisi climatica significa tutelare il diritto allo studio, la salute di milioni di studenti e lavoratori e garantire che gli spazi educativi restino sicuri e vivibili anche in un futuro caratterizzato da temperature sempre più elevate. Le scuole non possono continuare a essere gestite come se il clima fosse quello di trent'anni fa».
«Come studenti e studentesse riteniamo che il ritorno a scuola, in particolar modo quest'anno, sia insostenibile - dichiara Domenico Fortunato, rappresentante UDS in Campania - Chiediamo e pretendiamo soluzioni strutturali con aree verdi accessibili agli studenti e alle studentesse non solo durante le ore ricreative e strumenti per rinfrescare le aule; infine bisogna cambiare radicalmente l'asset culturale, in una crisi climatica di questa portata non accettiamo politici che rinnegano l'esistenza di un'emergenza, non tolleriamo retoriche negazioniste e soprattutto vogliamo una messa in discussione del sistema di produzione a partire dalle scuole educando al pensiero critico. Se necessario ci mobiliteremo a partire da settembre nelle scuole per chiedere un miglioramento delle condizioni in cui attualmente versano i nostri plessi.”
Temperatura nelle aule: Per il 48,7% degli intervistati il caldo nelle giornate estive/inizio autunno è "insopportabile", mentre per il 46,3% è "molto caldo e rende difficile studiare/lavorare". Solo lo 0,8% definisce la temperatura "confortevole". Complessivamente, il 95,0% degli intervistati descrive quindi le aule come molto calde o insopportabili durante le giornate più calde.
Dove si trova l'aria condizionata: Nel 49,2% dei casi i sistemi di raffrescamento sono presenti solo negli uffici amministrativi o nella presidenza. Il 25,7% segnala la totale assenza di impianti in tutto l'istituto, il 15,8% nei laboratori e l'11,3% in sala docenti. Solo nel 4,2% dei casi le aule risultano climatizzate.
Impatto sulle attività scolastiche: Il 70,5% del campione dichiara che il caldo provoca forte stanchezza o disagio fisico, il 47,3% segnala difficoltà di concentrazione e l'8,6% riferisce di aver dovuto abbandonare l'aula. Solo l'1,7% sostiene che il caldo non abbia impatti.
Ambienti più critici: Alla domanda sugli ambienti particolarmente critici durante le giornate calde, l’84,2% indica quasi tutte le aule, il 16,2% le palestre, l’11,3% solo alcune aule, 149. Solo il 2,5% degli intervistati dichiara che non ci sono ambienti particolarmente critici.
Valutazione degli edifici: L'84,8% degli intervistati giudica la propria scuola “poco o per nulla adeguata” ad affrontare le ondate di calore estremo. Solo il 4,8% la ritiene adeguata.
Segnalazioni disattese: Il 67,6% riferisce che il problema del caldo è stato formalmente segnalato alla dirigenza. Di fronte a queste proteste, nel 19% dei casi la risposta è stata la mancanza di fondi, nell'11% la richiesta è stata minimizzata e nell'11,5% non è stata fornita alcuna risposta.
Le richieste delle associazioni e il nodo risorse
Tra le misure ritenute più urgenti da studenti e personale scolastico spiccano l'installazione o il potenziamento dei sistemi di raffrescamento (82,9%), la rimodulazione temporanea degli orari (39,0%), il ripristino di tende e schermature solari (28,9%), interventi di isolamento termico degli edifici (23,8%) e l'incremento di alberi e zone d'ombra nei cortili (19,3%).
«In questo scenario i 20 milioni di euro che il Governo ha stanziato al rush finale sono al solito una misura d’emergenza che non porterà soluzioni efficaci, sono poco più di 437€ ad istituto e 57€ a classe. Per non parlare del tragitto tra scuola e casa, gli studenti sono costretti a utilizzare mezzi sovraffollati che rischiano di surriscaldarsi e soprattutto nuocere alla loro salute causando, nei peggiori dei casi, svenimenti e malori - concludono Legambiente Campania e UdS Campania - Sul livello campano, il bando regionale "Scuola Viva in Cantiere" rappresenta un primo passo importante per la manutenzione straordinaria e la sicurezza degli edifici contro criticità storiche ed efficienza energetica. Tuttavia, da solo non è sufficiente a rispondere alla portata della crisi climatica in corso. Occorre uno sforzo sistemico per garantire che gli spazi educativi restino luoghi sicuri, vivibili e idonei allo studio».