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"Al Museo Civico di Solofra per non dimenticare".

Al Museo Civico di Solofra venerdì 11 settembre aprirà la mostra dedicata al tragico bombardamento del 21 settembre 1943, un evento che sconvolse profondamente la comunità solofrana e causò centinaia di vittime.

Fotografie, documenti e testimonianze, presentati in riproduzione, raccontano quei giorni attraverso uno studio condotto da Mimma De Maio e Lucia Petrone.
A completare il percorso, un allestimento realizzato dal Museo Civico con reperti dell’epoca ricreando un vero e proprio percorso della memoria.
All’inaugurazione interverranno: Nicola Moretti, Sindaco del Comune di Solofra, Mariangela Vietri, Assessore alla Cultura. Concetta Filodemo, Direttrice del Museo Civico, Lucia Petrone, già responsabile del Centro Studi di Storia Locale.

La mostra sarà un percorso di memoria collettiva che ci accompagnerà fino al 30 ottobre, ma che, nelle nostre coscienze, è destinato a restare inciso per sempre un intende onorare i morti dell’eccidio.

In quei giorni concitati, l'Italia intera era squarciata dal caos dell'armistizio e dai feroci combattimenti che seguirono lo sbarco alleato a Salerno. La guerra, fino a quel momento vissuta tra paure e privazioni, decise di manifestarsi alla nostra comunità nella forma più spietata. A causa di un tragico, incomprensibile errore tattico, le formazioni aeree americane scambiarono il nostro territorio per un obiettivo militare strategico, rovesciando su Solofra un carico indiscriminato di distruzione e morte. Il rombo dei motori oscurò quel cielo di fine estate, e in pochi istanti le strade, le case e i luoghi del lavoro quotidiano si trasformarono in un inferno di polvere e macerie.

Fu una vera e propria strage: vite spezzate, intere famiglie distrutte, cittadini innocenti cancellati da una violenza cieca che non ammetteva appelli.

Questa mostra, nata dalla dedizione della Direttrice dott.ssa Ketty Filodemo, e sostenuta da chi opera e fa volontariato in questo Museo (Lucia Petrone, Vanessa Ruggiero, Gerardo Russo, Maria Buonanno, Anna Elena Caputano, Roberta Vignola, Alfonso Sammarco, Filomena Cocchia, Maria Stella Ferraro, Antonella Garzilli) non è una semplice esposizione di reperti storici o un freddo elenco di dati. È prima di tutto un dovere civico. Mostrare documenti, testimonianze e immagini significa restituire dignità e voce a chi, in quel tragico settembre di ottantatré anni fa, l'ha persa ingiustamente sotto le bombe.

Fare memoria non è mai un atto passivo.

Significa camminare tra queste sale, osservare le ferite inferte al nostro tessuto urbano e sociale, e al tempo stesso riconoscere la straordinaria forza d'animo della nostra gente. Quegli stessi cittadini, con le mani sporche di calcinacci e il cuore spezzato dal lutto, seppero rialzarsi dalla polvere, ricostruire le proprie case e rilanciare quella instancabile vocazione al lavoro che rende Solofra fiera, laboriosa e viva ancora oggi. Attraverso questo percorso espositivo, la cittadinanza è invitata a riflettere sulla profonda fragilità della pace e sull'assurdità intrinseca di ogni conflitto armato, dove a pagare il prezzo più alto è, immancabilmente, la popolazione civile.

L’invito è varcare la soglia della mostra, ascoltare in silenzio il respiro della storia con la consapevolezza che il ricordo è l'unico vero scudo contro il ripetersi degli orrori.

 

 

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