Il sannita Ferraro presente a Cuba.
Tra prese di posizione nette, solidarietà internazionale e salvaguardia della pace.
Oggi dobbiamo vigilare, prendere posizione contro la guerra, dobbiamo farlo per la salvaguardia dei nostri diritti, del nostro tenore di vita, per la pace e, soprattutto, per la sopravvivenza di tutti. Stiamo vivendo un periodo di grandi sconvolgimenti politici: crisi economica, aumento del costo della vita e serio rischio, vicinissimo, di un conflitto su vasta scala, sempre più aspro, che può assumere proporzioni assai più gravi. La terza guerra mondiale spezzettata, come viene ampiamente chiamata da più parti, già esiste: lo vediamo con le vittime in aumento nel conflitto in Ucraina, lo vediamo nella guerra silenziosa a Cuba, lo vediamo in Palestina e in tanti altri scenari di guerra che esistono al di là della sempre minore copertura mediatica.
Per queste ragioni, essere stato a Cuba è stato innanzitutto un atto politico, in difesa di un’esperienza “anomala” per il mondo occidentale, che mette al centro l’uomo come priorità e che esporta medici e non bombe. In secondo luogo, è stato un atto di solidarietà verso un popolo che ha mandato i propri medici in tutto il mondo e in Italia: da noi stanno operando tutt’oggi nel nostro Meridione, in Calabria, e che ha mandato medici in Lombardia e Piemonte durante l’ondata pandemica.
Portare medicinali a Cuba è un atto di solidarietà reale, come lo sono state tutte le mobilitazioni in Italia e nel mondo in sostegno di Cuba.
Difendere Cuba significa difendere il diritto all’autodeterminazione dei popoli, difendere il diritto internazionale e difendere la pace contro l’imposizione della forza: dai primi anni ’90 va avanti la votazione in sede ONU sullo stop al bloqueo imposto dagli USA nei confronti di Cuba, nella quale quasi la totalità delle nazioni vota in favore della fine del blocco economico, contro una minoranza, tra le quali Israele e USA, che vogliono la permanenza del bloqueo.
Il bloqueo è un atto unilaterale che va avanti da più di 60 anni, deciso dagli USA perché, sostanzialmente, non vogliono un modello economico differente dal loro, dove vi è la salvaguardia del welfare sociale.
A questo si è aggiunto il blocco delle importazioni di petrolio, che sta causando ulteriori danni economici e sociali notevoli alla popolazione: assenza di elettricità, diminuzione della produzione e numerose morti. A causa della scarsità di elettricità, i cibi non possono essere conservati nei frigoriferi e non possono essere refrigerati nemmeno i farmaci: entrambi vanno in deperimento.
Cuba è stata solidale con tutto il mondo e un effetto di questa solidarietà l’ho potuto palpare sia vedendo la presenza di 1.500 delegati provenienti da 63 nazioni, che hanno partecipato al Convegno "Fidel, Eredità e Futuro”, a 100 anni dalla scomparsa fisica del Comandante in Capo della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, sia ascoltando i saluti che sono stati letti di importanti personalità politiche, che li hanno inviati durante la prima giornata del Convegno, tra cui quelli di Xi Jinping e Putin, sia ascoltando gli interventi di altri leader politici presenti, provenienti da tutte le aree del mondo, come Ngurare, primo ministro della Namibia, Donald Ramotar, ex presidente della Guyana, e l’ex cancelliera del Sudafrica Dlamini-Zuma, nonché importanti esponenti dei partiti comunisti di tutto il mondo.
Tutti i delegati al forum hanno convenuto che la difesa del pensiero di Fidel e di Cuba è una difesa che va oltre la difesa dell’isola: è la difesa della libertà di tutti i popoli del mondo.
Un filo conduttore che è apparso ancora più lucidamente nel 24° incontro dei partiti comunisti e operai, che ha visto la partecipazione di 48 organizzazioni politiche da tutto il mondo e al quale ho preso parte in rappresentanza del PCI.
"Difesa dell’eredità della Rivoluzione Cubana nel centenario della nascita di Fidel Castro, solidarietà con Cuba e unità delle forze contro l’aggressione imperialista”. Un’aggressione che si vede sia sotto forma di guerra nei Paesi ex-coloniali, sia in maniera meno evidente, nascosta sotto meccanismi economici come il rapporto deficit/PIL nei Paesi periferici, come l’Italia, per la quale le proprie risorse economiche vengono spostate in Germania, nella UE, o in maniera visibile con l’acquisto di armi per le guerre della NATO. Questi meccanismi economici esistono anche nelle aree periferiche, come il nostro amato Meridione, che tramite l’autonomia differenziata spostano risorse in determinate aree, come i centri urbani delle regioni del Nord.
Cuba è di tutti: noi tutti possiamo fare qualcosa per Cuba, per la pace e per i nostri territori. Lo dobbiamo fare per vivere una vita libera e migliore