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Tempo Ordinario: Domenica XIX dell’Anno A (2025-26)

Nota introduttiva: L’omelia va preparata dal pastore dei fedeli, ai quali essa è rivolta, perché deve tener conto della Parola di Dio, del tempo liturgico e delle condizioni e bisogni dei fedeli; questa, che segue, potrebbe essere un’omelia rivolta a un uditorio di fedeli sconosciuti, perché tiene conto solo dei primi due elementi. Sono graditi suggerimenti per rendere più utili e fruttuose queste riflessioni (mons. Francesco Spaduzzi, francescospaduzzi@gmail.com) 

Tempo Ordinario: Domenica XIX dell’Anno A (2025-26)

Letture bibliche: 1Re 19,9.11-13; Sal 84; Rm 9,1-5; Mt 14,22-33

Introduzione. (a) Paolo scrive: Vorrei… essere io stesso anatema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli (3), cioè farebbe di tutto per salvare il prossimo, specie gli Ebrei. per i quali Cristo ha sofferto ed è morto. Noi non abbiamo, purtroppo la stessa intensità di amore verso il prossimo; di questo e di tutti i nostri peccati chiediamo perdono. (b) La presenza di Gesù, ci dice Matteo, è salvifica per tutti quelli che credono. E’ Gesù che salva e porta agli uomini la pace nell’incontro con loro. In 1Re la stessa realtà sperimenta Elia nel suo incontro con Dio sul monte Sinai, perché anche lui era un uomo pieno di fede e amore a Dio. In Romani tanti Ebrei rifiutano la salvezza offerta loro da Gesù, per la mancanza di fede in Lui, inviato da Dio come Messia.

I - (a). Elia eliminò i sacerdoti di Baal, ma non i suoi devoti, come la regina Gezabele, che l’avverti che l’avrebbe ammazzato (1Re 19,2-4). Viaggiò 40 giorni verso il Sinai, sostenuto con pane e acqua, datigli due volte da un Angelo; nel frattempo pregava e meditava durante i circa 400 km, percorribili in 11 giorni. Si preparò così all'incontro con Dio; giova anche a noi prepararci per pregare concentrati. (b) Elia entrò in una caverna per passarvi la notte, quand’ecco gli fu rivolta la parola del Signore (9): «Esci e férmati sul monte alla presenza del Signore». Ed ecco che il Signore passò (11). Ma prima Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto (11). Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco (12). Infine, Dopo il fuoco, il lieve e dolce sussurro di una brezza leggera 12): era arrivato Dio e, Come l’udì, Elia si coprì il volto con il mantello, per rispetto verso di Lui, uscì e si fermò all’ingresso della caverna (13), per dialogare con Lui. Questa brezza può significare lo Spirito di Dio, la Sua bontà o il soffio della Sua Parola; o più probabilmente prima Dio Si presenta in modo rumoroso, per sottolineare la Sua potenza, e poi con la brezza rasserenante, per confortare il povero profeta scoraggiato: Dio consola il Suo popolo e i Suoi profeti. Nel NT Dio si presenta nella dolcezza e umiltà di Gesù; nel Vangelo di oggi Gesù, consola e incoraggia gli Apostoli, in particolare di Pietro: per lui Gesù fa due miracoli perché lo fa camminare sulle acque e lo salva. Così fa Dio con noi se Lo cerchiamo e Gli stiamo vicini nei vari modi di presenza. Il Signore vuole che gustiamo la Sua presenza e perciò ne moltiplica i modi.

II - 1. (a) Gesù aveva moltiplicato i pani e la folla in delirio voleva acclamarLo re; gli Apostoli già si sentivano ministri del Regno di Gesù re, nei palazzi del potere di Gerusalemme e di tutto il mondo, per l’universalità del Regno messianico; ma Gesù li risvegliò dall’illusione e Subito costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla (22). Quindi, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo (23) e ci restò fino a sul finire della notte (25). Forse prega per la conversione della folla e soprattutto degli Apostoli, che erano in cima a ogni sua preoccupazione. E noi dedichiamo tempo adeguato alla  preghiera? (b) Intanto gli Apostoli se la passavano male, perché La barca distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario (24). Si sentivano in pericolo e facevano esperienza di ciò che erano da soli, senza Gesù, e come tutti i sogni di gloria umana si sgonfiavano. Sul finire della notte Gesù andò verso di loro camminando sul mare (25) di Galilea. Tutta la notte Gesù si fa aspettare. Per Lui è più importante pregare che soccorrerli, coltivare la relazione col Padre che col prossimo; in realtà l’amore verso il prossimo ha radici solide in noi solo se si innesta nell'amore verso Dio come motivazione e sorgente e modello. La preghiera è essenziale per Gesù e lo deve essere per i Suoi collaboratori, che devono aiutarLo a salvare le anime. Con la preghiera tutto si risolve, perché chi prega ha in mano il Cuore di Dio e il motore della storia: od otteniamo la grazia o la forza di rinunciarvi e di affidarci a Dio nelle varie situazioni; i Santi ottenevano tante grazie con la preghiera. Impegniamoci a essere fedeli ai nostri impegni di preghiera.

2. (a) Gesù andò verso gli Apostoli camminando sul mare (25); i discepoli non Lo riconobbero e, Vedendolo…, furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura (26). Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!» (27). A volte nella sofferenza siamo, purtroppo, così concentrati su di essa che non pensiamo a Dio; e se viene a soccorrerci, rischiamo di non riconoscerLo. La parola umana ci conforta, ma quella di Gesù è onnipotente ed efficace e dà subito coraggio e aiuto. Rivolgiamoci a Dio, sempre vicino, e troveremo ciò che ci abbisogna. (b) Pietro con gli altri ebbe la certezza che si trattava di Gesù e ne volle la vicinanza subito, perché stare con Gesù è paradiso in cielo e anche sulla terra. Chiese un miracolo: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque» (28). Gesù acconsentì: «Vieni!» (29) e Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù (29). Però, invece di continuare a fissare Gesù, spostò la sua attenzione sul vento, che era forte (30), si indebolì nella fede, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò, invocando Gesù: «Signore, salvami!» (30). E subito Gesù, condiscendente e misericordioso, tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (31); Gesù, che l'aveva sostenuto sull'acqua per la sua fede, lo soccorre nell’acqua per la Sua misericordia: un altro miracolo! Pietro aveva un vivo desiderio di stare vicino a Gesù e perciò chiese di andare verso di Lui; anche dopo la resurrezione sul lago di Tiberiade, si lanciò a nuoto per raggiungerLo subito (Gv 21,7-8); anche Maria e Giuseppe ci tenevano alla presenza fisica di Gesù (Lc 2,44-50); e anche a Gesù questo fa piacere e perciò si offre a noi nelle varie presenze, specie l’Eucaristia. Chiediamo la grazia di avere una fede intensa nella parola di Gesù e gustare la sua presenza. (c) Appena Gesù e Pietro salirono sulla barca, il vento cessò (32) e ci fu bonaccia. I discepoli, che erano sulla barca, si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!» (33),  riconoscendo la Sua onnipotenza e divinità. Così anche noi, se consentiamo a Gesù di salire sulla barca della nostra vita e ci lasciamo guidare dalla Chiesa, rappresentata dal Papa, tutto ritrova calma… (d) Altro significato del miracolo: la barca è la Chiesa, che deve affrontare le tempeste del mondo. Con Gesù e Pietro va avanti e non affonda, ma è necessaria anche con la fede di tutte le membra della Chiesa.

III - (a) Paolo dichiara: Dico la verità come membro inserito nel Corpo di Cristo, non mento,  e ho coscienza di essere sotto la guida dello Spirito Santo (1). La verità importante che afferma è che ha nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua (2), per la sorte eterna dei suoi connazionali, che hanno rifiutato di aderire a Cristo; egli sarebbe disposto a subire qualsiasi pena nell'anima e nel corpo, nel tempo e nell'eternità, sul piano naturale e soprannaturale, pur di giovare ai miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne, ai suoi connazionali: Vorrei infatti essere io stesso anatema, separato da Cristo (3) per loro. Con questo tipo di amore Gesù ci ha amati e con lo stesso amore dobbiamo amare Lui e tutti gli uomini, perché tutti sono nostri fratelli e consanguinei: abbiamo tutti la stessa natura umana, siamo stati creati dall'unico Dio a sua immagine e somiglianza e tutti siamo chiamati a essere inseriti in Cristo ed essere conformi alla Sua immagine. Gesù è morto per tutti e ciascun uomo e Si aspetta la nostra collaborazione per la salvezza di tutti. In quanto battezzato, cresimato e ordinato, ognuno di noi deve sentire l’obbligo di occuparsi della salvezza di tutti: preghiera e sacrifici e buona parola con la testimonianza. (b) S. Paolo parla dell'amore speciale che Dio ha avuto per il Suo popolo perché discendente di Giacobbe – Israele: sono Israeliti; hanno l’adozione a figli; ha dato loro la sua presenza speciale: la gloria; ha contratto con loro varie alleanze nel corso della storia; ha dato loro la legislazione per osservare l'alleanza; ha indicato loro il culto del tempio, che gli dovevano come all'unico vero Dio; ha fatto loro tante promesse (4) circa il Messia e i beni escatologici; inoltre a loro appartengono i 12 patriarchi, di cui sono i discendenti, ma soprattutto da loro proviene Cristo secondo la carne (5). Questo Gesù, Salvatore degli Ebrei e del mondo, appartiene al loro popolo, non è solo un uomo qualsiasi, ma è il Messia e Dio e come tale è sopra ogni cosa, va benedetto nei secoli dei secoli per sempre. Amen  (5). Questi motivi rivelano quanto furono e sono cari a Dio e come lo devono essere anche a noi, e come dobbiamo aiutarli, se hanno bisogno. Purtroppo la crudeltà umana si è accanita contro di loro nel corso della storia, e specie i nazisti ne hanno fatto strage. Ma anche i loro capi non si comportarono bene nel passato e lo stesso oggi. Gesù e la Madre, S. Giuseppe e gli Apostoli, i primi cristiani, erano tutti ebrei… Le radici della nostra fede sono ebraiche e per capire e gustare la Scrittura occorre una buona conoscenza dell’ebraismo.

Pensiero eucaristico. Dove arriva Gesù, arriva la gioia e la pace e anche i miracoli se sono necessari per il Regno di Dio. Nell’Eucarestia la presenza di Gesù raggiunge il vertice perché è presente in tanti modi e anche nel più intenso: la sostanza di pane e vino sono trasformati nella sostanza del Corpo e Sangue di Cristo. Chiediamo la grazia alla B. Vergine e a S. Giuseppe, agli Angeli e ai Santi, di capirlo e valorizzarlo per la nostra vita spirituale.  (mons. Francesco Spaduzzi)





Cerchia di Giovanni Lanfranco, "Gesù cammina sulle acque" (XVII secolo). Per gentile concessione di Casa d'Aste Arcadia.


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