Terra Nuova: "Troppi silenzi su questioni politicamente esplosive".
Quanto accaduto nell’ultimo Consiglio comunale rappresenta uno dei momenti più critici e preoccupanti della vita istituzionale recente.
Non è stato un semplice incidente politico ma il segnale evidente di una gestione sempre più arrogante del potere, dove regolamenti, prerogative istituzionali e trasparenza amministrativa sembrano diventare variabili subordinate alle esigenze della maggioranza, totalmente in antitesi rispetto a quanto predicato per vent'anni di opposizione.
È stato impedito al Vicepresidente del Consiglio comunale, Bianca Galdo - formalmente eletta con deliberazione consiliare n. 37 del 29 novembre 2024 - di esercitare il proprio ruolo istituzionale, nonostante le norme consiliari prevedano chiaramente la sostituzione del Presidente in caso di assenza o impedimento. La giustificazione fornita - una presunta "decadenza per scelta politica" della carica - è qualcosa che, politicamente e istituzionalmente, non può essere accettato. Le istituzioni non funzionano per simpatie politiche né per convenienze del momento: funzionano attraverso regole, atti formali e responsabilità pubbliche. Se oggi si può decidere arbitrariamente che una carica istituzionale "non esiste più", domani si potrà decidere qualsiasi altra cosa. È un precedente pericoloso che non intendiamo accettare.
Particolarmente grave appare l’atteggiamento del Segretario comunale che, invece di mantenere un profilo di rigorosa neutralità tecnico-amministrativa, ha di fatto avallato una interpretazione politica della vicenda. Quando la funzione tecnica si sovrappone alla dinamica politica, si crea una distorsione istituzionale che non può essere ignorata. Per questo motivo, saranno presentate segnalazioni agli organismi competenti, a partire dall’Agenzia regionale dei Segretari comunali, affinché venga fatta piena chiarezza su ruoli, responsabilità e limiti delle funzioni. La terzietà amministrativa non è un optional bensì un pilastro delle istituzioni.
E, come se non bastasse, durante la seduta è emerso un fatto che riteniamo politicamente e amministrativamente molto grave:
non risulta disponibile un verbale ufficiale della precedente seduta consiliare dichiarata deserta, mentre sarebbe stato esibito soltanto un brogliaccio informale. Il regolamento consiliare non prevede brogliacci, appunti o documenti informali come sostituti del verbale ufficiale. Il verbale è un atto pubblico essenziale, che garantisce memoria istituzionale, trasparenza e legittimità delle procedure. Se la verbalizzazione diventa incerta, opaca o improvvisata, si apre un problema politico serio che riguarda il rispetto delle istituzioni e dei cittadini.
Abbiamo deciso di lasciare l’aula prima dell’appello. Non è stata una fuga, come qualcuno vorrebbe far credere ma stata una scelta politica chiara: non intendiamo legittimare sedute in cui le regole vengono piegate, i ruoli istituzionali ignorati e la trasparenza trattata come un fastidio. Saremmo voluti restare, avremmo voluto intervenire, avremmo voluto aprire un confronto vero. Ma un confronto vero presuppone regole condivise, non forzature. Restando in aula, con le reiterate e pressanti richieste di appello imminente da parte della segretaria e di qualche consigliere comunale di questa risicatissima maggioranza, avremmo legittimato quello che è a tutti gli effetti un abuso di potere, per il quale saranno chiamati a rispondere nelle sedi opportune sindaco, consiglieri e segretaria comunale.
E allora, impossibilitati in un consesso che riteniamo totalmente illegittimo, chiederemo chiarimenti pubblici attraverso questo comunicato.
Le recenti dichiarazioni pubbliche di Carmine Vacchio - fino a ieri protagonista della maggioranza e Presidente del Consiglio comunale - pongono interrogativi politici (e non solo) pesanti. Non parliamo di un esponente dell’opposizione, parliamo di chi ha vissuto dall’interno la gestione amministrativa e oggi lancia un allarme pubblico.
Tra i temi sollevati emergono:
richieste insistenti di maggiore trasparenza amministrativa;
dubbi sul rispetto di regolamenti e procedure;
interrogativi sulla gestione degli appalti e degli atti;
questioni legate a permessi amministrativi e procedure interne;
gestione di entrate vincolate come la TARI;
perplessità su procedure di assunzione e selezione.
Sono temi politicamente (e non solo) enormi.
E la maggioranza cosa fa? Tace.
Particolarmente delicato è l’allarme sollevato sui rimborsi legati al ruolo del Vicesindaco Nico Silano. Non spetta all’opposizione formulare giudizi preventivi, ma una cosa è politicamente evidente: quando un ex esponente della maggioranza solleva pubblicamente una questione del genere, il silenzio istituzionale non è accettabile. Serve chiarezza. Serve trasparenza. Serve una risposta politica.
Cosa sta succedendo davvero? Sono state effettuate verifiche? Il Sindaco intende chiarire pubblicamente? Oppure si preferisce lasciare che tutto resti sospeso, confidando nella stanchezza dell’opinione pubblica?
Noi non ci stiamo.
Quello che emerge è il quadro di una maggioranza: incapace di confronto politico; refrattaria alla trasparenza; silenziosa davanti a interrogativi seri; sempre più concentrata sugli equilibri interni piuttosto che sull’interesse pubblico.
È una deriva che non possiamo accettare. Pretendiamo: il pieno riconoscimento delle prerogative del Vicepresidente Bianca Galdo; chiarezza sulla regolarità degli atti consiliari e dei verbali; risposte politiche pubbliche sulle questioni sollevate; il rispetto rigoroso della distinzione tra funzione tecnica e responsabilità politica.
E lo diciamo senza equivoci: dagli approfondimenti sugli atti e sulle procedure riteniamo emergano profili di illegittimità per i quali saranno intraprese tutte le azioni necessarie nelle sedi amministrative e giudiziarie, comprese quelle penali.
GRUPPO CONSILIARE TERRANUOVA