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"Anche in Irpinia contratti pirata e concorrenza sleale".

“I contratti pirata sono una delle principali cause dell’impoverimento del lavoro e di concorrenza sleale in diversi settori economici. Un fenomeno che si registra anche in Irpinia, come nel resto del Paese, e che nuoce alle imprese che rispettano le regole e in generale alla comunità”. Ad affermarlo è Giuseppe Marinelli, presidente provinciale di Confesercenti Avellino.

“Una situazione – prosegue il dirigente dell’associazione di categoria – che si è determinata a causa della giungla normativa che ha aperto la porta a pratiche distorsive e scorrette. Al Cnel infatti risultano registrati oltre mille contratti collettivi nazionali, di cui circa 250 nei settori del turismo e del terziario. Accordi siglati da soggetti scarsamente rappresentativi, se non addirittura di comodo, che applicano condizioni economiche e normative inferiori rispetto al contratto di riferimento del settore. Dietro formule apparentemente legittime si nasconde il cosiddetto dumping contrattuale, un meccanismo che erode i salari, riduce il potere d’acquisto delle famiglie comprimendo i consumi, indebolisce la forza contrattuale e il livello di tutela dei lavoratori, crea squilibri competitivi tra imprese, ostacola l’innovazione contrattuale, rendendo il sistema dell’occupazione in Italia meno attrattivo e competitivo.

Chi risparmia sul costo del lavoro grazie a un contratto pirata non fa efficienza: bara e così scarica il costo sulla pelle di chi rispetta le regole.

Non è un caso che la timida ripresa post pandemia, che ha interessato alcuni segmenti dell’economia e soprattutto alcune aree del Paese, escludendone altre, non si sia tradotta in salari reali più alti, mentre la forbice tra chi produce ricchezza e chi la incassa si è allargata”.

“Questa dinamica predatoria e gli effetti negativi che genera – conclude Marinelli - sono stati recentemente denunciati anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro 2025. Un tema su cui si concentra l’attenzione a tutti i livelli di Confesercenti e sul quale i vertici nazionali dell’organizzazione chiedono un impegno comune, tra istituzioni e parti sociali, per restituire dignità al lavoro e alla contrattazione, insieme a certezza delle regole e stabilità economica, che sono tasselli fondamentali per la crescita e per il rilancio di un corretto sistema del fare impresa”.

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