Oggi la legge spesso viola i principi fondamentali della solidarietà e dell’uguaglianza
Caro direttore, rispondendo ad un lettore a proposito del caso del cardinale Konrad Krajewski che ha rotto i sigilli al contatore della luce in un edificio di Roma occupato e moroso Corrado Augias ha scritto: “Uno Stato di diritto quale il nostro non può avere come punto di riferimento le accuse mosse a Gesù dal procuratore Ponzio Pilato e dal Sinedrio. I nostri parametri di riferimento devono essere le leggi, integrate semmai dagli opportuni strumenti e istituti assistenziali. Dunque, bene il gesto di rompere i sigilli posti al contatore di utenti morosi ma a patto di riconoscerne l'eccezionalità, il valore simbolico d'urgenza integrato dalla promessa dello stesso cardinale di provvedere al pagamento delle bollette arretrate” (Violare la legge per un fine superiore; La Repubblica, 17/5/2019). Sono d’accordo con il principio secondo cui, in generale, le leggi devono essere il nostro parametro di riferimento e che i gesti come quello del cardinale Krajewski devono essere accettati a patto di riconoscerne l’eccezionalità. Ma bisogna tenere presente che viviamo in un’epoca particolare nella quale la legge spesso viola i principi fondamentali della solidarietà e dell’uguaglianza. In questa ottica i gesti come quelli di Mimmo Lucano, di Leoluca Orlando (che sfidando il decreto sicurezza ha fatto iscrivere all’anagrafe del Comune di Palermo 40 migranti) o delle ONG che salvano in mare i migranti in pericolo di vita vanno apprezzati. Va cioè accolto l’appello alla resistenza civile fatto dal costituzionalista Gustavo Zagrebelsky: "A chi esalta la forza si opponga la mitezza, alla violenza la solidarietà, fino alla disobbedienza che può essere una virtù".
Cordiali slauti
Franco Pelella – Pagani