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Amministrative 2019: curiosità solofrane su Avellino, Montoro e Nusco

Per le amministrative, a Solofra, si è già votato nel 2017, ma i solofrani sono curiosi ed appassionati di competizioni amministrative. Molti seguiranno l’interessante vicenda Avellinese della sfida all’ultimo sangue, tutta Pd o quasi (!), tra Luca Cipriano e Gianluca Festa, altri si recheranno di persona a Montoro a seguire i comizi del duello tra Mario Bianchino e le quattro liste di Girolamo Giaquinto, ma tantissimi presteranno attenzione anche a Nusco per il tentativo di rielezione a sindaco del 91 enne Ciriaco De Mita, contro Francesco Biancaniello sostenuto dal Pd e da altri.

Ad AVELLINO ci sono tante curiosità.

I pentastellati dovranno dimostrare di esistere comunque e di non essere stato solo il mezzo per tentare di debellare la vecchia classe dirigente avellinese: aldilà di tutto, è certo, che non hanno brillato per competenza!

Il centrodestra, o qualcosa di simile ha perso l’occasione di presentarsi unito e di sfruttare la scissione del Pd (o di quel che resta!) e del c.d. centrosinistra, che non si è capito bene cos’è, ma è sempre più propenso a perdere, ed il c.d. centrodestra non è da meno ed emula!

La candidatura di Luca Cipriano, che era del Pd, che è uscito dal Pd dicendo “mai +” col Pd, ma che poi si è riconciliato con il Pd, che lo ha candidato a sindaco di Avellino sotto il simbolo Pd, contro Gianluca Festa, anch’egli del Pd o quasi, o meglio sedicente Pd, sostenuto da altri Pd che però non riconoscono il segretario Pd, e che hanno lottato per non far utilizzare a Cipriano il simbolo Pd. I maligni dicono che la lotta di De Caro contro l’utilizzo del simbolo Pd da parte di Cipriano, sia stata fatta proprio con l’intento di invogliare il Pd ad utilizzare il simbolo alle amministrative. Il simbolo, porrebbe su Cipriano l’onere di spiegare tanti anni di amministrazione Pd al Comune di Avellino: non sarà facile sventolare tale vessillo. Ad Avellino, nel Pd, tutti lamentano di essere stati traditi da altri competitor: ognuno ha da imputare ad altri vecchie accuse e/o tradimenti, seguiti da tempestive riconciliazioni!

Ad Avellino si dice che l’area Dem punta su elezioni politiche anticipate, post Europee: la parte del Pd che vincerà al comune di Avellino, prenderà in mano il partito e deciderà anche le candidature alle politiche.

La posta in gioco è altissima e va ben oltre il comune di Avellino!

Maurizio Petracca,  architetto, eletto nel 2015 consigliere regionale nel Collegio di Avellino nelle fila dell’Unione di Centro di Ciriaco De Mita, anch’egli “figlio” del famoso Patto di Marano (presidente della Commissione agricoltura, caccia, pesca, risorse  comunitarie e statali per lo sviluppo), stancatosi di essere contemporaneamente “il nipote di seconda mano” del celebre Ciriaco ed “il cugino di ultimo grado” del  dismesso Giuseppe, facendo una propria lista a sostegno di Luca Cipriano, ha staccato definitivamente la spina ad entrambi i De Mita e al loro gruppo “L’Italia è popolare”, ponendo in essere, in un colpo solo, un duplice omicidio premeditato, o meglio un premeditato “ziicidio” ed un premeditato “cuginicidio”, preludio, secondo i maligni, ad un prossimo tempestivo ingresso nelle fila del Partito Democratico.

A MONTORO appassiona la sfida Bianchino-Giaquinto.

Per i solofrani, Montoro è croce e delizia, soprattutto da quando, unita, è diventata il terzo comune della provincia di Avellino, e, con la sua crescita, è entrata – volente o nolente – in competizione con Solofra e con la sua economia. Nonostante ciò, il sindaco di Montoro, Mario Bianchino, ricandidatosi per il 2° mandato, è molto stimato a Solofra, così come il suo attuale competitor, Girolamo Giaquinto.

Bianchino viaggia da solo. Giaquinto è sostenuto da quattro liste. All’apparenza il sostegno di quattro liste potrebbe sembrare un vantaggio, ma non è detto che sia così. Bianchino viene accusato dai sui competitor di essere poco inclusivo, ma il “tutti contro uno” potrebbe generare un moto di simpatia a favore di Bianchino, annullando l’accusa di eccessivo decisionismo. Mettere in discussione l’unità del Comune di Montoro e puntare su rivendicazioni campanilistiche di qualche frazione basterà ad incalzare Bianchino?

In tanti dicono che, aldilà delle preferenze per l’uno o l’altro candidato, sarà difficile individuare cose non fatte da Bianchino in questi anni!

Sostanzialmente, al netto del ritiro dalla politica di Salvatore Carratù, Mario Bianchino, lotterà al primo turno 2019 contro gli stessi competitor del secondo turno del 2014, che da separati (25,31% + 22, 42% = 47,73%), presero più voti che da apparentati (45,95%): …non è detto che l’unione sia una forza. E poi, molti non comprendono il perché di tante liste. Si dice che Giaquinto punti a vincere al primo turno, ma, il 26 maggio, il voto disgiunto potrebbe penalizzare fortemente una coalizione con molti candidati.

Sarà bello e interessante seguire la campagna elettorale montorese: vinca il migliore!

A NUSCO ci sono tante attese per il De Mita bis.

NUSCO, spartiacque appenninico tra le valli dell'Ofanto e del Calore, della superfice di 53,6  km², sito tra Montella e Lioni,  è detto balcone dell'Irpinia, perché dai viali del paese è possibile ammirare un panorama immenso (dal Vulture al Terminio, dal Partenio al Taburno, fino al Matese e ai monti Dauni). A metà gennaio il paese è invaso da migliaia di turisti per la famosa “Notte dei falò. Per invocare l’aiuto sacro di Sant’Antonio Abate, vengono accesi grandi falò, affinchè il fuoco possa purificare anime, coscienze e corpi.

Nel 1656, a Nusco, c’era la stata la peste che aveva fatto ben 1200 vittime: l’accensione dei falòservì a debellare l’epidemia e ad evitare il propagarsi dell’infezione. Dopo Trevico e Guardia Lombardi, Nusco, è il terzo comune più alto della provincia di Avellino (914 metri s. l. m.), conta appena 4148 abitanti, detti nuscani, il più importante di essi è Ciriaco De Mita. Per le risorse intercettate in questi anni, per i nuscani, è miracoloso quasi come Sant’Antonio Abate! È stato eletto sindaco nel 2014 con il 77% dei consensi. Il 26 maggio 2019, ci riprova per il 2° mandato: a quella data avrà 91 anni 2 mesi e 24 giorni. I maligni dicono che dopo che il suo gruppo, “L’Italia è popolare”, è stato estromesso dal consigliere regionale Maurizio Petracca dai giochi per l’elezione del sindaco di Avellino, insieme al nipote preferito Giuseppe, non gli restava altra scelta che riconquistare il comune di Nusco, per conservare la regia del “progetto pilota” che dovrebbe portare tantissimi soldi in alta Irpinia: Nusco è comune capofila dei 25 comuni interessati. In ogni caso, aldilà di ogni considerazione politica pro o contro, Ciriaco, è un esempio di umiltà e di dedizione: dopo essere stato per anni uno degli uomini politici più potenti d’Italia, si mette in gioco per essere rieletto sindaco in un piccolo comune di provincia. Se rieletto sarà anche la sua ultima esperienza da sindaco, …ma non sarà l’età a fermarlo per un eventuale 3° mandato, ma solo l’art. 51 del TUEL, che vieta a chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco, di essere rieleggibile per un terzo mandato consecutivo!

mariomartucci

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